Tuesday, 18 June, 2013

 

polizia-arrestoEstorsioni, armi e droga. Operazione Old Family: 35 arresti a Crotone.

Martedì, 4 giugno, alle prime ore del mattino è scattata l’operazione Old Family della polizia di stato di Crotone che ha portato a 35 arresti a carico di soggetti ritenuti dagli inquirenti responsabili di reati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, detenzione di armi comuni da sparo e traffico di stupefacenti. Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Dda di Catanzaro e farebbe seguito ad una indagine già avviata, da circa un anno, dal Pm Pier Paolo Bruni. Stesso pm che qualche giorno prima aveva portato a termine un altro blizt contro la cosca Tripodi nella Provincia di Vibo Valentia. E’ giunta l’ora di cambiare questa terra! E la strada maestra per fare ciò passa necessariamente per una Pedagogia della Denuncia civile e politica. E la magistratura, le forze dell’ordine ci stanno dando una prova di come sia possibile cambiare, denunciare questo stato di cose. Ciò che manca il più delle volte sono proprio i calabresi, silenti. La LIBERTA’ è una conquista e la lotta alle mafie è la madre di tutte le battaglie per vivere da uomini e donne liberi. Per poter guardare negli occhi i nostri fogli, per poter dare loro una terra in cui vivere e non sopravvivere. La lotta alla ‘ndrangheta è lo spartiacque tra la società civile e la società corrotta. Occorre prendere una posizione, decidere da che parte stare. Possiamo vincere questa sfida solo insieme, decidendo di stare tutti dalla parte della Giustizia, della Legalità, dei valori sani, della Vita, della Libertà.

Carmelina P.

http://www.antimafiaduemila.com/2013060443275/mafia-eventi-calabria/estorsioni-armi-e-droga-operazione-old-family-35-arresti-a-crotone-video.html

 

pino4Pino Masciari, ha fatto ritorno a casa dalla sua famiglia, dopo tre giorni densi di emozioni insieme agli studenti calabresi. Accolto come un eroe dei nostri tempi, lui che invece si sente e vuole essere considerato un uomo normale, ha lasciato dietro di se  un milione di sorrisi, e tanta emozione in chi lo ha ascoltato. Ragazzi attenti, con gli occhi lucidi, frementi di rabbia, quando Pino racconta tutto quello che in questi anni ha dovuto subire, le scorte mancate, i processi dove sei trattato come se l’imputato fossi tu e non quelli che chiedevano il pizzo, dei suoi ragazzi adesso adolescenti, privati della libertà di una vita normale, quella vita che tutti noi non riusciamo nemmeno ad immaginare, noi che se vogliamo apriamo la porta di casa e andiamo semplicemente a fare una passeggiata, senza alcun timore. Lui dice di no, ma per tutti quelli che lo hanno conosciuto, che lo stimano e lo rispettano per il suo coraggio e l’indomabile carattere  è un eroe.


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Pino Masciari.  Tutte le volte che Pino parla, interviene a seminari, si racconta e racconta quello che vorrebbe per la sua Calabria, semina come un buon coltivatore un orto di legalità. E se questi semi attecchissero tutti, bene, con radici robuste, avremmo in poco tempo una immensa distesa di campi verdi e rigogliosi.

Ed è quello che ci auguriamo, l’enorme successo ottenuto all’Università della Calabria, con 500 studenti attenti e partecipi, sia la base, le fondamenta di questo meraviglioso palazzo di legalità e giustizia con campi verdi e rigogliosi  che Pino si augura non tardi a divenire. Mai complici, o collusi, servono uomini veramente liberi.

“Non fatevi rubare il domani” è il suo incitamento, “Insieme possiamo vincere”.

Pino Masciari – Prima giornata all’UNICAL

Scritto da Tina Polimeni Il 29 - maggio - 2013 COMMENTA

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Pino Masciari all’università della Calabria.

Con la presentazione del filmato “Pino Masciari storia di un imprenditore calabrese”, si è aperto oggi, la prima di una serie di incontri che si terranno all’UNICAL sul tema, “costruire resistenza, la lotta alle mafie esperienze a confronto”. Chi meglio del Pioniere della Legalità, colui che ha aperto la strada a quanti volessero seguire le sue orme, agendo per la giustizia e legalità, potrebbe rappresentare per i giovani calabresi il simbolo di quanti si ribellano al sopruso e allo strapotere mafioso, colluso con la parte malata dello stato.

 

 

 

 

 

 

 

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Pino Masciari  torna in Calabria come  Relatore/Docente di Legalità e Resistenza all’ UNICAL. Inizia il 29-05 il viaggio dell’Imprenditore e Testimone di Giustizia Pino Masciari, sarà per 3 giorni  con gli studenti dell”Università della Calabria, nell’ambito della chiusura dei seminari di Resistenza Antimafia. Discuteranno sul tema ” Costruire Resistenza- la lotta alle mafie, esperienze a confronto”. Presenti al seminario, insieme a Pino Masciari  il criminologo Francesco Bruno, Il Procuratore capo di Vibo Valentia Mario Spagnuolo, il p.m. della d.d.a antimafia di Catanzaro Pier Paolo Bruni, la dirigente nazionale della federazione Antiracket Maria Teresa Morano e Arcangelo Badolato della Gazzetta del Sud. Organizziamo il coraggio.
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Pino Masciari – Palermo, Responsabilità e Rispetto.

Scritto da Tina Polimeni Il 25 - maggio - 2013 COMMENTA

 

responsabilita 20130522_47631_photo1Jean-Paul Sartre: “È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei”.
Pino Masciari. In questi giorni di ricordi, commozione, sorrisi e tante tantissime parole, dobbiamo tenere ben presente che il rispetto si conquista con la responsabilità. Responsabilità non è qualcosa che ci viene imposto da fuori, essere responsabili è la risposta al bisogno, che sia richiesto o meno, di altri nostri simili. Gli Eroi, commemorati in questi giorni, il rispetto di tutti se lo sono guadagnato con la responsabilità delle loro scelte di vita, scelte atte a rimuovere un cancro con ramificazioni gigantesche che da decenni mina le fondamenta della nostra libertà. E’ stato l’amore per il prossimo, oltre che per loro stessi, a indurli a non abbassare la testa, hanno lottato per noi, perché potessimo vivere in un mondo di uomini liberi, senza sfruttati e dominatori.Ed è questo che dobbiamo tenere presente, dobbiamo vivere da uomini liberi, ed è solo procedendo a testa alta, amando i nostri simili con senso civico e rispetto delle leggi, che potremo sperare nel cambiamento e che non basta distogliere lo sguardo per sentirsi meno responsabili.
http://www.ansa.it/legalita/rubriche/videogallery/video/2013/05/23/Nave-Legalita-sbarco-Palermo_8751136.html

Pino Masciari. La Sicilia, fatti non parole.

Scritto da Tina Polimeni Il 24 - maggio - 2013 COMMENTA

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L’ Imprenditore Pino Masciari: – Ieri è stata la giornata della memoria e dell’impegno, il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta, ha iniziato a mettere in pratica il nostro auspicio a tutte le istituzioni *non parole ma fatti*
La Giunta regionale infatti ha approvato ieri un disegno di legge che estende le misure previste in Sicilia per i familiari delle vittime della mafia ai testimoni di giustizia. Il Governatore Crocetta presente alle manifestazioni ha detto <È necessario dare segni tangibili dell’attualità di quella lotta con il sostegno a quanti, esponendosi con il rischio della vita, si battono per l’affermazione dei principi di legalità e giustizia. Credo che Falcone ne sarà contento a ribadito Il Governatore.>
E lo siamo anche noi, abbiamo bisogno di sentire che le istituzioni non ci abbandonano.Il nostro impegno non deve essere penalizzato, ma ottenere il giusto riconoscimento per indurre anche altri, imprenditori e non, a denunciare le illegalità.
http://www.linksicilia.it/2012/05/il-giorno-della-memoria-tra-parole-ed-emozioni/
http://www.agrigentoflash.it/2013/05/24/regione-testimoni-di-giustizia-equiparati-alle-vittime-della-mafia/
http://livesicilia.it/2013/05/23/crocetta-i-testimoni-di-giustizia-come-i-familiari-delle-vittime-di-mafia_321066/

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Pino Masciari:- E’incredibile la quantità di giovani presenti ieri alla commemorazione della Strage di Capaci.Partendo da Via D’amelio per raggiungere in Via Notarbartolo l’albero della memoria, e ascoltare con commozione il Silenzio suonato da un agente della polizia,oltre alle istituzioni e ai cittadini, migliaia di studenti hanno formato un serpentone di striscioni,cartelli e colori. Se pensiamo che la maggioranza di questi ragazzi, 23 anni fa, all’epoca della strage non erano ancora nati è ancora più forte l’emozione, vuol dire che il percorso intrapreso per mantenere viva la memoria dei Giudici Falcone e Borsellino, che con i loro angeli custodi hanno dato la vita per la libertà e la giustizia sta dando ottimi risultati. Serve ancora più impegno, non solo nel parlare, ma principalmente nell’agire e siamo noi adulti con il nostro esempio che possiamo preparare la strada, affinché le vie della legalità e della giustizia vengano percorse già da piccoli. Se insegniamo loro la bellezza e il profumo della libertà, avremo piantato i semi che gli permetteranno di vivere nella Legalità.

ndrangheta
Pino Masciari:”Il silenzio è oro per chi compra l’omertà e vende la morte spacciata per vita” cit..D.G L’Imprenditore che ha detto NO! e ha denunciato la criminalità mafiosa.
In concomitanza con il giorno della commemorazione della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino,eroi della nostra Italia, in Calabria e altre regioni di Italia si stanno svolgendo grandi operazioni congiunte delle forze dell’ ordine e della magistratura, che per l’ennesima volta, mettono in luce come la parte marcia delle istituzioni colluse con la mafia e gli imprenditori, diventano spalla economica della ndrangheta. Si parla di nomi noti a tutti, nel Vibonese, nel Crotonese,nomi legati a clan e cosche che hanno allargato ormai da tempo i loro tentacoli anche al Nord, consolidando il loro potere. I fermi e le richieste di custodia cautelare a Roma, Milano, Bologna, Brescia, Padova e Verona,
L’esortazione di Pino Masciari agli Imprenditori – *non rimanete ostaggio di queste dinamiche, lottate per rimanere liberi, è solo denunciando che possiamo cercare di ripulire il nostro paese dal marcio che sta cercando di schiacciarlo*.

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_maggio_23/ndrangheta-sostegno-elettorale-aconsigliere-regionale-2221279615685.shtml
http://www.lastampa.it/2013/05/23/ndrangheta-colpo-a-imprenditori-cosche-arresti-mln-sequestri-AGkaODNo2Ed2aXwZSMaqhM/pagina.html
http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/23/news/ndrangheta_sequestrato_bar_a_roma_da_clan_sostegno_a_consigliere_del_lazio-59432498/

Pino Masciari: la giornata della memoria.

Scritto da Tina Polimeni Il 23 - maggio - 2013 COMMENTA

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Pino Masciari. Siamo a Palermo, città che ha versato sulle sue strade il sangue dei nostri eroi, morti per combattere la piaga sociale della mafia. Giornata importante per tutti noi,il ricordo di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino è impresso nella nostra memoria come un marchio indelebile. I giovani e le Istituzioni locali e nazionali stanno procedendo nelle varie manifestazioni che si stanno svolgendo nell’aula bunker del carcere dell’ Ucciardone, in piazza Magione, piazza Parco Ninni Cassara’, tutte a Palermo, e quest’anno anche Corleone , dove nel complesso monumentale di Sant’Agostino, è stata allestita la mostra fotografica dell’Ansa “Falcone e Borsellino vent’anni dopo”

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Salpa la Nave della Legalità per gridare ai mafiosi “non li avete uccisi”

Sono in viaggio su una delle  navi che porteranno 2.500 studenti a Palermo nel 21esimo anniversario della morte di Giovanni Falcone. A bordo è commovente sentire la partecipazione dei ragazzi delle scuole che si muovono nel ricordo di Giovanni Falcone :è importante lasciare in eredità a questa generazione il sacrificio dei nostri eroi,sacrificio che non deve svanire in quanto simbolo della parte pulita del nostro Paese .Falcone e Borsellino sono pietre miliari di un percorso tracciato sulla necessità di legalità.
   http://www3.varesenews.it/scuola/salpa-la-nave-della-legalita-per-gridare-ai-mafiosi-non-li-avete-uccisi-263760.html

Pino Masciari – Salpano le navi della memoria.

Scritto da Tina Polimeni Il 22 - maggio - 2013 COMMENTA

Falcone - Borsellino

Pino Masciari – Dalla conoscenza e dalla memoria bisogna iniziare il cammino per il cambiamento.
L’impegno profuso per commemorare i nostri eroi, morti per combattere la mafia, dà la dimostrazione del bisogno estremo che abbiamo di libertà e giustizia. Memoria quindi, per non dimenticare, ma anche per costruire un futuro migliore, la memoria da sola senza l’impegno è una celebrazione vuota.

Sono pronte a salpare le navi della legalità, oltre 2500 ragazzi domani, 23 maggio, saranno a Palermo, fittissimo il calendario di impegni per tutta la giornata, a cominciare dal saluto di Maria Falcone e delle Autorità Istituzionali che li accoglieranno all’arrivo. Non saranno i soli, il giorno 23 a Palermo i numeri delle presenze sono importantissimi, complessivamente, saranno circa:20mila gli studenti che parteciperanno alle celebrazioni;250 le scuole di Palermo e provincia che hanno lavorato per mesi all’organizzazione della giornata; 800 le persone che parteciperanno al dibattito in Aula Bunker;250 le scuole che, selezionate con il concorso del Miur – Fondazione Falcone, saliranno sulle 2 navi; 2.600 il numero totale di studenti e docenti che saliranno sulle navi;1000 i volontari (Scout, Protezione Civile, studenti universitari, Associazioni del territorio) impegnati per la riuscita della manifestazione;19mila il numero di studenti, docenti, genitori che hanno aderito alla manifestazione e saranno nelle piazze di Palermo;70 gli autobus che le Forze dell’Ordine hanno messo a disposizione degli studenti e dei docenti per gli spostamenti a Palermo.

http://www.fondazionefalcone.org/

Pino Masciari sulla nave della legalità.

Scritto da Tina Polimeni Il 21 - maggio - 2013 COMMENTA

nave_legalita--400x300 Navi della legalità
Pino Masciari  partirà da Napoli il 22 maggio, su una delle navi della legalità e il  23 maggio,insieme a migliaia di studenti sbarcherà a Palermo,  per ricordare le stragi di Capaci e Via D’Amelio nelle quali persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo,Paolo Borsellino, gli agenti delle scorte Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani,  Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, uccisi per difendere lo Stato dalla mafia.Le stragi compiute in quei mesi hanno lasciato un segno indelebile nella vita di noi tutti e proprio per non dimenticare, che anche quest’anno  nella ricorrenza dell’anniversario,si svolgeranno le giornate conclusive del progetto  organizzato e promosso dal Miur e dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.

Con Pino Masciari sulla nave che partirà da Napoli altri ospiti illustri, il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria, il Presidente di Libera don Luigi Ciotti, il Commissario Straordinario Antiracket Giancarlo Trevisone ,  quella che partirà da Civitavecchia avra’ come ospiti il Presidente del Senato Piero Grasso, il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, il Presidente Rai Anna Maria Tarantola, il prof. Nando Dalla Chiesa, docente di Sociologia della Criminalita’ organizzata a Milano.  Durante il viaggio i ragazzi e i docenti che li accompagneranno avranno la possibilita’ di confrontarsi con tutti  gli ospiti, nutrito gruppo di importanti figure delle istituzioni e delle associazioni che si occupano di legalita’.Tra le molte attività che si svolgeranno a bordo delle navi, ci sarà anche la proiezione del video sulla vita di Pino Masciari con relativo dibattito con studenti e docenti presenti.

35 ANNI DOPO. PER NON DIMENTICARE

Scritto da Tina Polimeni Il 9 - maggio - 2013 COMMENTA

moro-impastatoPino Masciari:  Oggi si celebra il “Giorno della memoria” delle vittime del terrorismo e delle stragi. Sono moltissimi i morti per mano di terroristi e mafiosi, ricordiamoli tutti… e ricordiamo due delle persone  che 35 anni fa furono accomunati dallo stesso triste destino. Aldo Moro e Peppino Impastato, ricordati insieme per l’esempio di vita che hanno dato, martiri entrambi della Democrazia e Legalità, diventati simboli di ciò che era possibile. La lotta continua,  se vogliamo vedere la fine, dobbiamo continuare a contrastare la mafia, sempre e comunque.

Lavoro, è allarme Calabria.Masciari: “Dobbiamo ribellarci”

Scritto da Pino Masciari Il 15 - aprile - 2013 COMMENTA

lavoro

In Calabria è ormai emergenza lavoro. Aumentano il numero di nuclei familiari a rischio povertà. Non si contano più le ore di cassa integrazione e i licenziamenti. Per le donne lavorare è un lusso. Gli imprenditori sono ostaggio della burocrazia corrotta e delle mafie. Adesso basta.
Amici miei: dobbiamo ribellarci. Questa è l’ora della rivolta morale e culturale. La Calabria sta morendo e con essa il futuro dei nostri figli.
L’Italia oggi è diventata una Repubblica fondata sulla disoccupazione, sulle mafie e la corruzione. Non possiamo tollerare più questo stato di cose.
E’ arrivato il momento di domandarci cosa possiamo fare per questa terra così sfortunata.
Non possiamo più tacere. Forza Amici cari: è il momento del Coraggio. Italia, We care!

_____________

Fonte: Corriere della Calabria

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/13864_lavoro__allarme_calabria/

 

ZARCONE

Bill Emmot, già direttore dell’Economist, è stato chiaro: l’Italia è al collasso. Siamo vicini al punto di non ritorno.

Il Paese è alla deriva mentre i politici consumano il loro tragicomico spettacolo di quint’ordine. Asserragliati nel Palazzo del Potere, Nuova Bastiglia da espugnare, ripetono ogni giorno il loro squallido rituale scenico. Se ne devono andare: questa è la verità. Hanno fallito miseramente. La loro incapacità è sotto gli occhi di tutti. Sono quasi un mese e mezzo che non riescono a dare un governo al Paese: la Chiesa per eleggere il Pontefice ha impiegato un quarto del loro tempo. Che si vergognino tutti. Le aziende chiudono, gli imprenditori si ammazzano, gli anziani crollano, i giovani sono allo sbando. Adesso basta, professionisti della menzogna. Avete fatto dell’Italia, la capitale mondiale della Corruzione e delle mafie.

Tocca a Noi organizzare il Coraggio e la Nuova Resistenza: per liberare il Paese da questo esercito di nullafacenti, seminatori soltanto di bugie e ipocrite promesse. Italia, We Care. Ribelliamoci Amici: TUTTI INSIEME.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano - L’ex direttore dell’Economist e autore del docu-film “Girlfriend in a coma” al Fatto Quotidiano: “Se mi chiedi parole per raccontare questa crisi, la prima che mi viene in mente è la collusione, la connivenza. È come se larga parte del Paese fosse stato socio occulto di questa deriva”.

“Se state annegando in una crisi che definite senza precedenti è perché gli argini della società civile non hanno retto. In Italia si è verificato un collasso di tutti gli organi vitali della comunità: prima la politica certo. Ma poi la Chiesa, poi la famiglia, infine l’informazione. Un birillo caduto sull’altro, un effetto domino disastroso. Non c’è istituzione salva, integra, degna. Alla fine, del vostro Paese resta il corpo scheletrito, ridotto alla fame. Lo scuoti ma non ricevi segnali di vita. Lo osservi e lo trovi immobile, insensibile a qualunque sollecitazione. Il voto a Beppe Grillo non è altro che un sussulto, un rantolo di fine corsa, un moto di rabbia e impotenza insieme”.

In coma. Se il termine della vita è la morte, il coma è quell’anticamera, è il momento che lo precede, la malattia che invade ogni cellula e la immobilizza, lo stadio che annuncia la probabile fine corsa. La parola che viene in mente a Bill Emmott, co-autore del film “Girlfriend in a Coma” scritto insieme ad Annalisa Piras che lo ha diretto e prodotto. Dal coma si può uscire, ma è una impresa titanica. Ci aspetteranno anni di dolori e a dircelo è un amico dell’Italia, una persona che si sente fidanzato con l’Italia: la ama ma non la riconosce più. Emmott è stato il primo osservatore oltre frontiera ad accorgersi di un problema, divenuto poi pericolo, chiamato Silvio Berlusconi, il primo a metterlo in prima pagina catalogandolo come “unfit”: inadatto, inadeguato a governare. Emmott dirigeva l’Economist a quel tempo e quella copertina sollevò una nube così alta che ancora adesso si scorge dietro la sua sagoma di londinese mite, col pizzetto e il passo del gentlman. Bill torna sempre qui da noi. Due, tre volte l’anno. Dalla Toscana divaga per la penisola: “in treno è facilissimo. Con Frecciarossa raggiungi ogni città quando vuoi.

Da noi non esistono treni così veloci (se si esclude il Londra-Parigi)”. È il primo encomio in tanta desolazione. “Potrei risponderti che il treno veloce non è una questione dirimente. Non cambia la faccia del tuo Paese”. Che conosci così bene da definirlo come una tua girlfrend. Del resto “Girlfrend in a coma”,  è l’ultimo amaro atto d’accusa nel quale riepiloghi vent’anni di storia, la ricomponi attraverso le facce del potere, sfingi spesso immobili, occhi di vetro che assistono all’oltraggio della legalità e della Costituzione. Ma il tuo film recinta la vicenda berlusconiana dentro l’opera collettiva di una classe dirigente collusa e nel panorama asfissiante di una società che mormora, non parla, ama le mezze verità e le mezze vergogne, si produce in mezzi inchini e mezzi dinieghi.

Bill, non abbiamo altro da fare che morire? Possibile che non scorga altro, la società italiana è complessa e possiede energie ancora vitali secondo me. “Tutto quel che è accaduto non è stato un caso, non un incidente della storia. La forza pirotecnica del berlusconismo, e le smargiassate, e la grandiosità dei suoi conflitti e anche del suo potere che si è espanso e ha attecchito profondamente nella cultura del Paese, è il risultato di una larga compromissione della borghesia, degli intellettuali. Se mi chiedi parole per raccontare questa crisi, la prima che mi viene in mente è la collusione, la connivenza. È come se larga parte del Paese fosse stato socio occulto di questa deriva. Ho detto che la condizione di salute mi sembra peggiore di quel che una veduta meno prossima della mia possa intuire. Non c’è solo crisi politica e non è questione di recessione economica. C’è di più”. In Inghilterra non sarebbe stato possibile, ho capito bene? “Abbiamo avuto leader carismatici, dotati di una forza particolare. Chi può dimenticare il carisma di Churchill? E oggi come non si può rievocare il governo e il pugno della Thatcher? Perfino il mandato di Tony Blair è stato sostenuto da un ampio movimento di opinione favorevole. Ma questi tre signori hanno sempre avuto di fronte contropoteri eccellenti, una bilancia che distribuiva su diversi pesi gli interessi in campo. L’informazione britannica è molto più rigorosa e tenta sempre di fare il proprio mestiere. Puoi dirmi che la Rai è come la Bbc?”. No, la Rai non è affatto la Bbc: “Ci troviano d’accordo, allora. E quale altro potere ha retto in Italia durante questo ventennio? C’è un parallelismo significativo tra la decadenza della politica, l’appannamento del suo senso etico, e l’ondata di malcostume che ha piegato la Chiesa, infiltrando dentro quella comunità l’odore dei soldi e della corruzione. Un pilastro della società civile è così venuto a mancare e proprio nel momento in cui c’era più bisogno che restasse in piedi. Ecco perchè la crisi da voi è più profonda, più seria e più grave”.

Una scoietà più debole e più incattivita: “Rabbia, sa esprimere solo la rabbia. Il voto al Movimento 5 Stelle altro non è che una esplosione legittima ma piuttosto confusa di ribellione”. Ho visto il tuo film. Eri al Quirinale, mi pare, e la cinepresa ha fatto una panoramica degli invitati a una cerimonia di Stato. “Quel popolo di potenti radunati al Quirinale è la cornice dentro la quale l’anomalia si è sviluppata . Non ci sono innocenti, questo mi pare assodato”. Siamo tutti “unfit”? “Di sicuro un gran numero lo è”.

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