Monday, 21 April, 2014

Pino Masciari: rivedere certificazione antimafia

Scritto da Pino Masciari Il 16 - aprile - 2014 COMMENTA

UnknownOggi l’economia e il tessuto imprenditoriale sono minati sempre di più dalla presenza di capitali di dubbia provenienza. La cronaca ci racconta come ditte colluse, se non addirittura appartenenti alla criminalità organizzata mafiosa, riescono ad infiltrarsi nel settore dei lavori pubblici come fa un coltello caldo nel burro.
Rivedere il sistema in merito alla certificazione Antimafia sarebbe un atto necessario e dovuto.
Confidiamo nel nuovo ruolo del Magistrato Cantone proprio perchè la corruzione è l’anticamera delle infiltrazioni mafiose.

“Non trovo lavoro, metto in vendita un rene”

Scritto da Pino Masciari Il 16 - aprile - 2014 COMMENTA

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La disperazione di Antonio Marinella

Come si può essere indifferenti al grido di aiuto di questo ennesimo cittadino onesto che dimostra di essere ormai allo stremo delle forze?  Cosa deve fare un padre di famiglia onesto  per sfamare i propri figli? Questi non sono gesti di sola disperazione, ma, come chi si è già dato fuoco o si è ucciso con gesti eclatanti, vuole annientare la sua vita per porre fine al problema e sopratutto denunciare con il proprio gesto l’indifferenza dello Stato.

Non c’è più tempo: è necessario ridare dignità al popolo focalizzando l’attenzione della politica sull’emergenza  lavoro che deve essere una priorità

http://www.ilmattino.it/AVELLINO/disperazione-marinella-lavoro-vendita-rene/notizie/634629.shtml .

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C’è chi ancora ha il coraggio di sostenere che la mafia non uccide i bambini, che i conti li regolano tra di loro perchè sono uomini “d’onore”. C’è chi, ancora peggio, sostiene con determinazione che la mafia non esiste, che è tutta un’invenzione. Ma sono i morti a parlare. E’ stato un agghiaccante risveglio per la città di Taranto e per l’intera Italia. E’ ancora la mafia, quella che non esiste, ad imporsi sulla scena. Ieri sera sono stati crivellati a colpi di arma da fuoco un uomo vicino agli ambienti mafiosi e con precedenti penali, la sua compagna alla guida dell’auto sulla quale viaggiavano e il figlio della donna, un bambino di appena 4 anni, la cui unica colpa era stata quella di trovarsi in braccio a quell’uomo nel mirino dei killer. E i killer hanno sparato, colpendo qualsiasi cosa e chiunque si contrapponesse tra la pallottola e quell’uomo. Non hanno risparmiato quell’innocente creatura di appena 4 anni. In auto con loro altri due bambini, rimasti illesi perchè fuori dalla traiettoria delle pallottole. Un vero è proprio agguato in stile mafioso.

“I mafiosi sono degli animali – tuona Pino Masciari – sono arrabbiato, indignato. E’ ancora un piccolo innocente a pagare con la sua vita. Basta! Non si può più andare avanti così. Come è possibile sopportare tutto questo nell’indifferenza più completa? Sono dei barbari. A distanza così ravvicinata due innocenti hanno perso la vita, in Calabria, Coco’ colpevole di appartenere ad una famiglia collusa con la ‘ndrangheta e a Taranto questo piccolo bimbo di 4 anni. I killer non agiscono per caso. I loro sono piani per organizzati per cui sapevano di trovare i bambini in auto, potevano uccidere in qualsiasi momento quando i loro obiettivi sarebbe stati completamenti soli eppure hanno scelto di colpirli coinvolgendo anche dgli innocenti, per dare un segnale più forte. Non se ne può più. Non possono essere i più piccoli a dover pagare. Vogliamo delle risposte dallo Stato, rischiamo di tornare indietro agli anni peggiori in cui le cosche si combattevano a colpi di arma da fuoco in pieno giorno per le strade e nelle piazze. E dove siamo noi? Dobbiamo rifiutare tutto questo. Non possiamo rimanere attori passivi, non possiamo lasciarci incantare dall’indifferenza. Dobbiamo reagire anche noi. E la reazione deve essere forte…lo dobbiamo ai nostri figli. Oppure diventerà veramente impossibile vivere. Tocca anche a noi decidere… Ciao piccolo angelo.”

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/mafia_taranto_strage_morti_bambino_ucciso_commando/notizie/580064.shtml

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20 persone appartenenti alle cosche del reggino sono state arrestate nell’ambito di un’operazione che ha consentito lo smantellamento di un traffico di cocaina proveniente dal Nicaragua. kg e kg di cocaina destinate ai nostri figli, e non solo. cocaina che distrugge la vita di migliaia e migliaia di giovani e che, contemporaneamente, quasi in un gioco assurdo e tristemente ironico arricchisce le tasche, già piene e grasse, degli ‘ndranghetisti.

“Sono molto orgoglioso delle nostre forze dell’ordine e del lavoro che svolgono – dichiara l’imprenditore Pino Masciari – il loro è un duro e difficile lavoro e c’è una parte sana che lo svolge nel migliore di modi. Proprio questo arresto ne è l’esempio. Ma allo stesso tempo non posso frenare la rabbia per tutta quella parte della società civile e professionale che  si rassegna e non si ribella di fronte a simili accadimenti. Quella droga giunge lungo e nostre coste, a pochi km da noi e finisce nelle vene dei nostri figli, nelle loro narici. Ed è questo che vogliamo per loro? Che muoiano con un ago conficcato nel braccio?”

“Allora dobbiamo lottare, anche per questo, non possiamo accettare che gli ‘ndranghetisti si arricchiscano sacrificando sull’altare le vite dei nostri figli. Dobbiamo reagire. Dobbiamo ribellarci. Non possiamo più rimandare, non possiamo più fingere. Dobbiamo organizzare il nostro Coraggio ora ed agire. Adesso!”

Fonte: http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/723345/Fiumi-di-cocaina-dal-Nicaragua-ai.html

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La ‘ndrangheta è ovunque: in Calabria come in Italia e all’estero. In Brianza, la polizia ha scoperto una vasta organizzazione dedita al crimine, composta da imprenditori, funzionari di banca, dipendenti delle poste. Una vera e propria banca clandestina che alimentava un’economia illegale spaventosa.

C’è poco da dire, se non la convinzione che ormai siamo al capolinea. Le mafie sono padrone del territorio. E noi siamo impotenti.

La società civile è la vera questione da affrontare: troppo distratta, o forse in grave difficoltà per la terribile crisi economica che stiamo vivendo.

La zona grigia è in aumento costante: tutti scelgono di fare affari con questa spazzatura umana. Dobbiamo in ogni caso resistere.  Dobbiamo lottare, continuare a batterci, e osare. Si Amici: osare. Basta con la Società della delega e della dipendenza. E l’ora delle responsabilità, anzi delle nuove responsabilità sociali.

Osiamo contro le mafie…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723245/Scoperta-la-rete-della–ndrangheta.html

 

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Ancora bomba. Sempre bombe. La Calabria delle bombe torna a colpire. La ‘ndrangheta alza la voce e tutto il resto è silenzio.

Povera terra mia. Umiliata, inerte, priva di futuro. I giovani sono costretti ad emigrare, ad andare via. La politica fa affari e la cultura è schiva del potere: tutti in fila a cercare soldi.

E la mafia? E’ forte, solida, vitale, piena di futuro…..

Io però non voglio arrendermi. Mi batterò fino all’ultimo istante di vita. Anche solo contro tutti. Amo la mia libertà. Profondamente.

Non voglio morire complice. Di nessuno….

Fonte: Il Dispaccio

http://ildispaccio.it/reggio-calabria/39622-reggio-esplosione-devasta-gastronomia-a-pochi-metri-dal-corso-garibaldi

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Sono cinquecento gli affiliati al potente clan Mancuso di Limbadi. Un numero spaventoso che spinge a quantificare in circa 5mila gli uomini in armi della ‘ndrangheta. Un vero esercito  che mantiene il controllo totale del territorio calabrese.

Lo Stato italiano dovrebbe vergognarsi. Soltanto alcuni Stati del Sud America vivono in queste condizioni. La legge sono loro: i mafiosi. A noi tocca il silenzio, la complicità, la rassegnazione.

L’art. 1 della nostra Costituzione recita: l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. E’ sbagliato: l’Italia è una repubblica fondata sulle mafie e sulla corruzione. La sede del Parlamento è a Polsi. A comandare sono i mafiosi.

Resta poco da dire e molto da fare: io continuerò a battermi come posso contro tutto questo. Tocca a noi tutti lottare per la libertà e la democrazia .

Io non voglio morire in silenzio ma combattendo. Chi ha paura muore ogni giorno…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723171/Relazione-shock-del-prefetto-sul-clan.html

 

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Ancora indagini sui rapporti tra apparati dello Stato e la potente cosca Mancuso. Coinvolti funzionari e uomini delle forza dell’ordine. Ancora Vibo Valentia. Ancora servitori infedeli dello Stato.

A Vibo, ma nel potere che conta in Calabria, c’è un vero e proprio verminaio di affari, interessi, complicità con le mafie. Che porcheria. Quello che mi stupisce è l’assoluto silenzio della società calabrese. Statica, muta, imprigionata nella paura e nel servilismo al potere ‘ndranghetista.

I Mancuso sono i padroni di Vibo. La Calabria è ostaggio della ‘ndrangheta. Basta parole. Basta con l’antimafia di cartone, servono denunce.

La democrazia è morta e sepolta. Polsi è la vera sede del nostro Parlamento…….

Fonte: Corriere della Calabria

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/21591_luce_su_vibo__indagati_altri_due_finanzieri_e_un_poliziotto/

 

 

taranto

 

Ucciso a bruciapelo un pregiudicato a Taranto. Un delitto feroce che rischia di riaprire lo scontro tra i clan della Sacra Corona Unita.

Amici miei, la situazione è esplosiva. Taranto è una città gravemente colpita dal dramma della disoccupazione. A Taranto si muore per i veleni dell’Ilva. Lo scontro tra clan sarebbe devastante.

Amici, il Sud è assediato dalle mafie. Non esistono strade, vie, rioni, nei quali non ci siano lapidi di morti ammazzati. Il Sud è la terra dei sogni traditi. Della fuga, dell’amarezza, dell’inginocchiatoio. Fino a quando? Ancora silenzio? O forse è arrivato il momento di ribellarsi?

Tocca a Noi rialzare la testa. Non ci sono periferie, ma menti periferiche: il Sud deve riscoprire la propria identità. Dobbiamo rialzare la testa prima che sia davvero troppo tardi.

Fonte: Corriere della Sera

http://www.corriere.it/cronache/14_febbraio_27/agguato-strada-taranto-morto-3c81a75a-9ff7-11e3-b156-8d7b053a3bcc.shtml

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Ancora arresti. Ancora servitori dello Stato collusi con il malaffare.

Sono schifato, Amici miei. Non passa giorno che non si sia costretti a leggere di arresti per corruzione o per mafia.

Ma che razza di Paese è il nostro? Pezzi dello Stato in affari con le mafie. Donne e uomini delle istituzioni impegnati in pratiche mazzettiste. Che vergogna, Italia!

Chi pensa ai giovani? Chi pensa ai disoccupati? Chi pensa al nostro futuro?

Basta, Amici miei. La corruzione non è soltanto della politica, ma è un fattore ormai endemico della nostra società. Dobbiamo reagire tutti. Insieme. Senza paure, con dignità. La libertà è un bene prezioso ma va difesa. Dobbiamo batterci fin in fondo per conquistarla. Questo non è più uno Stato di diritto ma è lo Stato della corruzione e delle mafie.

Siamo dinanzi ad un bivio: io ho scelto da anni la lotta. Tocca a voi, Amici…..

Fonte: La Stampa

http://www.lastampa.it/2014/02/26/italia/cronache/roma-appalti-pilotati-e-corruzione-arrestato-lex-capo-dei-vigili-urbani-vDeBM48nf4Wy1QkYuDqUOJ/pagina.html

 

falcone-borsellino

Terremoto nella mia Vibo. Quella che mi ha lasciato solo quando denunciavo. Quella che mi ha isolato quando attaccavo il sistema di potere che proteggeva le cosche.

Arrestati l’ex capo della Mobile e il suo vice, perché al soldo della potente cosca Mancuso. Pagati dallo Stato per servire le mafie. E’ indegno. Se la vicenda dovesse essere vera, meritano una punizione esemplare.

Da sempre Vibo è una piazza calda, in cui le mafie stringono alleanze durature con pezzi dello Stato. Quando ho denunciato mi resi subito conto della drammaticità della situazione: erano coinvolti magistrati, politici, burocrati.

Mi hanno fatto fallire perché avevo osato non pagare la mafia e i servitori infedeli dello Stato.

Mi rivolgo ai calabresi: questa non è più l’ora di tacere. Basta con le spalle curve, i piagnistei: dobbiamo ribellarci. Riprendiamoci lo Stato. Riprendiamoci la nostra libertà.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723022/Arrestato-ex-capo-della-Mobile-.html

tricolore

Renzi sta ottenendo la fiducia del Parlamento per governare l’Italia. In bocca al lupo, Presidente. Nell’interesse del Paese e delle nostre famiglie.

Non possiamo perdere altro tempo: dobbiamo cambiare passo. Servono riforme strutturali. L’economia è ferma. La disoccupazione cresce. La giustizia è lenta. Siamo in mano alle mafie. La corruzione è dilagante e la politica s’ingrassa a nostre spese. Non va bene niente.

Presidente Renzi: non possiamo tollerare oltre. Ci aspettiamo risposte serie. L’Italia sta morendo. Facciamo presto. Per i nostri figli. Per la nostra dignità. Per vivere finalmente in un Paese normale……

Qui, la mafia ha perso

Scritto da Pino Masciari Il 23 - febbraio - 2014 COMMENTA

 

pino

Per tantissimi anni non si è mai saputo se la mafia nella nostra Italia esistesse, o fosse una semplice voce di corridoio. Secondo alcuni era un’invenzione dei giornalisti, secondo altri un’enfatizzazione della delinquenza comune. I vari pentiti hanno chiaramente affermato che la mafia esiste e non era un’invenzione dei giornalisti, né tantomeno una voce di corridoio. Ne hanno spiegato l’organizzazione interna, hanno svelato i segreti più profondi, hanno parlato delle connessioni con la politica e le imprese, delle estorsioni, della divisone del territorio, dei traffici.  A questo punto risulta impossibile accettare come legittima ogni sorta di disconoscimento del fenomeno mafioso, e delle varie connessioni ad esso legate. Chi voleva sapere ha avuto la possibilità di farlo.

Però, da questo momento in poi, pochi hanno contribuito alla lotta alla mafia attraverso la loro testimonianza, piuttosto hanno accettato passivamente la realtà criminale. Anche il silenzio di chi sa e non parla, di chi aiuta, di chi favorisce la mafie e i suoi componenti è un reato. La criminalità, attraverso la violenza, la strategia del terrore, si assicura un’incolumità inimmaginabile.

Ci sono alcuni uomini però, che hanno abbandonato il silenzio, l’omertà e hanno rivelato alle autorità competenti tutto ciò che sapevano. È inutile affermare che hanno letteralmente messo in gioco la loro vita e quella della loro famiglia. La mafia non ha l’abitudine di lasciare in vita le persone che la affrontano, che possono contribuire a farne condannare i componenti. Dunque, per la loro scelta di legalità, hanno accettato di lasciare la loro terra, la loro famiglia, partendo senza certezze e con molti interrogativi, <come se i criminali fossero loro> [Organizzare il coraggio di Pino Masciari]. Insomma uomini che si sono affidati e si affidano allo Stato, <che mettono la loro vita e quella dei loro familiari nelle mani del magistrato> [dott. Franco Roberti – Confessioni di un killer]. Lo stato, con la legge n°45 del 13 febbraio 2001, ha introdotto la figura del testimone di giustizia, e con questa ha esteso a loro, come aveva già fatto con i collaboratori di giustizia in precedenza, vari provvedimenti. Si parla di protezione fino alla effettiva cessazione del pericolo per sé e i familiari, alla capitalizzazione del costo di assistenza, ad una somma mensile a titolo di mancato guadagno. Insomma, almeno sulla carta, lo Stato mette il cittadino nella situazione ideale per la testimonianza.

Parliamo però della cruda realtà di questa scelta di lotta alla mafia. Assegni non corrisposti, scorta fantasma, documenti con nuova identità mai ricevuti. E ancora, case di copertura sporche, inadatte, assenza di ogni rappresentante delle istituzioni nei momenti cruciali del Programma di protezione. E se vogliamo che questa sia una condanna allo Stato, perché non parlare dei carabinieri, dei poliziotti, e anche dei giudici, che invece di incoraggiare la scelta di testimoniare contro la mafia, cercano di metterla in discussione?

I testimoni sono solo incoraggiati da quel senso dello Stato, da quel senso di giustizia che li ha portati fin lì. Dunque, vite in balia della loro scelta e dei sicari mafiosi pronti ad ammazzarli senza pietà alcuna. Sembra quasi si stia parlando di un altro stato e non di quello che ha approvato la legge 45\2001. Uno stato che incentiva l’omertà più che la testimonianza. Come si pretende che un cittadino svolga il suo dovere se le istituzioni non sono al suo fianco? Infatti la mafia è ancora lì, proprietaria del territorio, che controlla e gestisce ogni cosa. Se si vuole cambiare questa situazione in meglio, bisogna per prima cosa che lo Stato sia presente fisicamente, attraverso i suoi rappresentanti, e dove possibile anche umanamente. È questa consapevolezza di non essere abbandonati che permette di alzare la testa, di non sottostare più alle pretese assurde delle ‘ndrine calabresi, dei clan della Camorra, delle famiglie siciliane.

I testimoni di giustizia comunque hanno saputo far fronte alle disorganizzazione, alle mancanze e hanno continuato sulla loro via. Scorta, o meno, hanno testimoniato in aula, e con l’introduzione della prova orale, hanno fatto condannare uomini dei clan, così come gli uomini delle istituzioni. Nel momento in cui lo Stato era assente hanno contato sulle loro forze, sugli amici, sui sostenitori che danno una pragmatica impressione di aver fatto la scelta giusta. È questo il risultato di una sorta di rifiuto per principio di < quel puzzo del compromesso morale> di cui, a suo tempo, parlava Paolo Borsellino.

Anche se implicitamente raccontata, questa è la storia di Pino Masciari, il maggiore testimone di giustizia italiano, ma anche di molti altri che si conoscono meno, che hanno guardato allo Stato per tanti anni, chi più, chi meno, come un nemico corrotto, contro cui combattere quotidianamente, piuttosto che potersi affidare.

Sarebbe auspicabile per tutto il Paese, e non solo per le regioni meridionali, che per troppo tempo sono state ritenute le uniche interessate dal fenomeno mafioso, che lo Stato incentivi ogni testimonianza. È necessario che metta realmente in pratica ciò che l’ordinamento giuridico italiano prevede, che indaghi sulla parte losca, corrotta delle istituzioni. Infine è urgente che la situazione cambi, che si trovi un modo concreto per proseguire efficacemente nella lotta alla mafia.

Articolo scritto da Aurora Lagravinese

Tratto integralmente da: http://teenreporters.cogitoetvolo.it/qui-la-mafia-ha-perso/

Calabria sommersa dai rifiuti. Masciari: “Disastro ambientale”

Scritto da Pino Masciari Il 22 - febbraio - 2014 COMMENTA

sud

La Calabria è sommersa dai rifiuti, mentre la politica romana si gode l’ennesimo governicchio privo di legittimazione popolare.

Da Reggio Calabria a Vibo, la Calabria puzza. Si, Amici miei puzza. Puzza di rifiuti, puzza di retorica, puzza di compromessi e complicità. Nessuno in Calabria si può tirare fuori dal gioco delle responsabilità.

La raccolta differenziata non decolla. Non esiste un piano serio di smaltimento dei rifiuti che sono tra le grandi fonti di guadagno della malavita. Siamo dinanzi ad un disastro ambientale colposo e collettivo. La Calabria sommersa dai rifiuti è l’immagine di un paese, l’Italia, allo sbando: economicamente, politicamente, socialmente.

Roma festeggia i giochi di palazzo. Il Sud muore lentamente, coperto dalla spazzatura che produce……..

Fonte: La Repubblica

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/02/21/news/calabria_emergenza_rifiuti-79256399/?ref=HREC1-17

lavoro

Anche i baci perugina hanno, da ieri, il sapore amore della disoccupazione. La Nestlè ha messo in cassa integrazione tutti gli operai dello stabilimento di San Sisto che produceva una parte rilevante dei famosi cioccolatini.

Amici, siamo alla deriva. Mentre la politica è chiusa nella difesa di volgari privilegi di casta, il Paese muore. Non passa giorno in cui un grande marchio non annunci lo smantellamento della sua produzione italiana. La crisi sta sconvolgendo la società italiana: siamo di fronte ad un cambiamento radicale. Dalla Società della Rivoluzione industriale, siamo passati alla Società liquida della Rivoluzione informatica.

Sta cambiando totalmente il concetto di lavoro, Amici miei. E l’Italia è maledettamente indietro: senza una guida politica e un progetto reale di innovazione sociale. Continueremo a perdere posti di lavoro, che non avremo più. La manodopera nel mondo costa meno.

Il momento è epocale: rischiamo di diventare il Sud del Nord Africa, grazie alla politica nostra schiava del Parlamento di Polsi.

O cambiamo marcia, o il declino per la nostra Italia è dietro l’angolo. Serve una nuova organizzazione sociale con al centro le politiche per i giovani e lo sviluppo. Oggi l’agenda del Paese ha come primo punto la corruzione e il potere delle mafie.

Svegliamoci dal sonno, Amici. Prima che sia davvero troppo tardi.

Fonte: La Repubblica

http://www.repubblica.it/economia/2014/02/17/news/perugina_un_bacio_dalla_nestl_a_casa_867_lavoratori_in_cig-78876175/?ref=HREC1-12

povertà

Amici cari, siamo alla frutta. Non ci sono i soldi nemmeno per curarsi. Sono 5 milioni i nostri concittadini che non riescono a pagarsi i costi delle malattie per problemi economici.

Altro che diritto alla salute. Altro che Stato della Costituzione. Questo è lo Stato retto dal Parlamento ‘ndranghetista di Polsi. E’ lo Stato delle mafie, dei soprusi, delle ruberie. I deboli pagano e i ricchi incassano.

L’Italia è sempre di più la zavorra d’Europa: siamo al capolinea, Amici. Assistiamo alla totale demolizione dei nostri diritti. E il dramma è che lo facciamo in silenzio. Non abbiamo più la forza di protestare.

Io, non mi voglio però rassegnare a tutto ciò. Voglio continuare a combattere. Non possiamo consegnare ai nostri figli uno Stato sudamericano, in cui a dettare le regole siano i narcotrafficanti. Abbiamo la peggiore classe politica europea: irresponsabile, parassitaria, incapace. Dobbiamo osare per spazzare via questa gentaglia. Riprendiamoci il futuro. Tocca a noi scrivere la nuova storia del Paese.

Fonte: La Repubblica http://www.repubblica.it/salute/2014/02/16/news/la_crisi_colpisce_anche_sanit_5_milioni_di_persone_rinunciano_a_curarsi-78773775/?ref=HREC1-7

Vuoi incontrare Pino?

Se vuoi organizzare un incontro in cui ti piacerebbe che Pino Masciari fosse ospite, invia una mail al seguente indirizzo :  info@pinomasciari.it   -

Audizione in Commissione Antimafia

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