Wednesday, 23 July, 2014
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Rinnovare l’impegno di lottare ogni giorno contro il crimine mafioso è il modo migliore per rendere omaggio alla memoria di coloro che, non per eroismo ma per puro senso del dovere e di onestà, hanno sacrificato la loro vita e quella dei loro cari per il bene di tutti, per  rendere l’Italia un Paese libero dalla Mafia, per sensibilizzare le persone e far sentire quel “Fresco Profumo di  Libertà” di cui abbiamo tanto bisogno.
Questo è il testamento morale diventato fondamento di pensiero e di azione di coloro che
 gridano ancora Giustizia e Verità per le stragi, per la nostra dignità di cittadini liberi che vogliono vivere nella legalità.
Per sempre grazie Paolo Borsellino , Agostino Catalano , Emanuela Loi,  Vincenzo Li MuliWalter Eddie Cosina e Claudio Traina
W418R7UH3192-kdKI-U10301996432120hAC-568x320@LaStampa.itCome dice Papa Francesco la svolta culturale deve essere criterio di azione contro le mafie e la denuncia deve essere costante.
Le mafie indeboliscono l’impalcatura democratica e civile del nostro Paese e l’intensificazione dell’attività antimafia  deve provenire da tutti i comparti sociali, dai reparti dello Stato, dalla Chiesa,  affinché agiscano in sinergia per isolare il fenomeno mafioso e convertire la loro cultura di potere e arroganza in forza  e beneficio per tutti.
  

 

PINO

(AGENPARL) – Roma, 11 lug – “Le riforme finalmente stanno approdando in Parlamento, evocate, discusse, concordate. Ma l’emergenza lavoro, tanto reclamizzato dov’è finito? Le famiglie aspettano risposte concrete e il lavoro è la priorità nel nostro Paese. Lo stallo economico non si affronta con l’aumento delle tasse ma creando occupazione e ripristinando un circolo virtuoso. Senza lavoro non vi può essere stabilità e giustizia sociale. Lo invocano tutte le associazioni di categoria “misure immediate per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”. Lo ha ribadito qualche giorno fa il Capo dello Stato, lo ha sottolineato il Papa. Perché aspettare ancora!”

Lo scrive in una nota Giuseppe Masciari,  imprenditore edile calabrese sotto scorta per aver denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.

 

Pino Masciari: l’occupazione è la vera emergenza.

Scritto da Pino Masciari Il 11 - luglio - 2014 COMMENTA
 
precario-ape--4-Le riforme finalmente stanno approdando in Parlamento, evocate, discusse, concordate.
Ma l’emergenza  lavoro, tanto reclamizzato dov’è finito?
Le famiglie aspettano risposte concrete e il lavoro è la priorità nel nostro Paese.
Lo stallo economico non si affronta con l’aumento delle tasse ma creando occupazione e ripristinando un circolo virtuoso.
Senza lavoro non vi può essere stabilità e giustizia sociale.
Lo invocano tutte le associazioni di categoria “misure immediate per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”.
Lo ha ribadito qualche giorno fa il Capo dello Stato, lo ha sottolineato il Papa.
Perché aspettare ancora!
  http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/produzione-industriale-calo-maggio-auto/791180.shtml
 

Pino Masciari: I giovani sono la priorità!

Scritto da Pino Masciari Il 8 - luglio - 2014 COMMENTA
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Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani”
L’Italia è povera perché non ha la capacità di creare lavoro.
Il lavoro è ricchezza e i  giovani sono la priorità.
Incontro tanti giovani e con amarezza leggo sul loro viso la rassegnazione di non vedere avanti una prospettiva certa di lavoro e, soprattutto, la volontà ormai di “uscire” dal nostro Paese per cercare sistemazione altrove.
Recuperare le virtù e l’energia dei nostri giovani è indispensabile.
Superare il vuoto è doveroso.
E’ un modo per chiedere scusa a loro delle profonde lacune socio- economico-politiche che abbiamo provocato e in cui li stiamo destinando.
Per ripartire bisogna sfruttare le risorse già disponibili: i giovani con la loro istruzione, il territorio, il mare, l’artigianato, il made in Italy, l’arte, ecc.
Esempio: nessuno mai potrà ricopiare il nostro Colosseo o riprodurre una città come Venezia simboli di opulenza. 
 
Basta disfattismi: i cittadini recuperino energia e fiducia nelle proprie capacità e la politica faccia un cambio di rotta privo di personalismi e di interessi partitici. Iniziando concretamente dalla  lotta alla mafia e alla corruzione!

 http://www.lastampa.it/2014/07/06/italia/politica/il-monito-di-napolitano-se-i-giovani-non-trovano-lavoro-litalia-finita-PAXf6cjwDFx1GHIJHsKg3H/pagina.html

Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani”

La VERGOGNA di Oppido Mamertina.

Scritto da Pino Masciari Il 7 - luglio - 2014 COMMENTA

UnknownPino Masciari: Solo la vergogna può recuperare i valori di un popolo.
Se ti vergogni o ti nascondi oppure ti svegli, e ti accorgi che la puzza ti circonda e la vuoi eliminare perché non si può vivere nella puzza. Finchè parte della politica, di religiosi e di gente comune si inchina alla sudditanza mafiosa senza vergogna, non vi può essere cambiamento e futuro.
Questa è la Calabria contro cui ho lottato ma non è tutta: la Calabria può risorgere a partire dalle sue vergogne!

http://www.corriere.it/cronache/14_luglio_06/processione-si-ferma-casa-boss-carabinieri-se-ne-vanno-1262f41a-050a-11e4-915b-77c91b2dfa50.shtml

 

imagesMa se è accusata di corruzione la figura dell’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici dove andremo a finire?
 Mentre i cittadini vivono sotto il peso incalzante dell’aumento delle tasse, c’è chi invece trova il modo di risucchiare la ricchezza del nostro Paese sia come immagine che come risorse.
Opponiamoci a questo scempio, riprendiamoci il nostro pudore. La moralità del nostro popolo non può essere messa tutta in discussione.
A queste grandi operazioni, indice d’ impegno delle forze dell’ ordine e della magistratura, deve seguire una giustizia certa e veloce.
Non si sopporta più di vivere in un Paese dove regna il sospetto, la sfiducia e l’ incertezza.
 http://www.loccidentale.it/tag/corruzione
Arrestato Brienza per corruzione, guidava Autorità vigilanza per appalti
 

Pino Masciari: lo Stato rafforzi le sue difese!

Scritto da Pino Masciari Il 4 - luglio - 2014 COMMENTA
 
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La denuncia del procuratore Borrelli «Se lo Stato è assente, la ‘ndrangheta vince»
Sia ascoltato l’allarme del Procuratore Borrelli.
E’ vitale non sottodimensionare per troppo tempo le risorse e il personale della Distrettuale Antimafia di Catanzaro, luogo di avamposto in un territorio ad alto pericolo ‘ndrangheta,
dove anni fa ho consegnato le mie denunce ed è stata per me punto di riferimento per praticare nei fatti un percorso antimafia in cui ho creduto come imprenditore e come cittadino.
Si faccia in modo che non sia svilito il lavoro fin qui svolto ma sopratutto che non sia persa la fiducia dei cittadini nello Stato.
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/07/03/news/antimafia-a-catanzaro-situazione-intollerabile-1.172133

L’urlo di Pino Masciari: tutelare la vita è la priorità.

Scritto da Pino Masciari Il 2 - luglio - 2014 COMMENTA
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Porto di Gioia Tauro.
E’ grave sapere che c’è una mancanza di trasparenza e di informazioni su  operazioni che interessano la sicurezza di un territorio e la sua gente!
Il silenzio e la paura uccidono ancora la Calabria!
Nel porto di Gioia Tauro parcheggiano sostanze chimiche che verranno portate in acque internazionali dove inizierà la loro neutralizzazione, “in modo sicuro e nel rispetto dell’ambiente” dice il Pentagono.
Ma come si fa ad essere sicuri e a rispettare l’ambiente quando si tratta di elementi tossici per l’uomo, la natura e la loro vita?
 
 
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Ancora una volta a dimostrazione che gli appalti pubblici sono tra le attività preferite dall’ organizzazione ‘ndranghetista, che opera sempre con i sodalizi infiltrati nel tessuto economico.
Ancora al Nord perché “l’affare “ punta su opere importanti, (“Le cosche puntavano alla Tav) e nei condotti più economizzati.
Viene sottovalutato il problema: tutto è regolare a parere delle amministrazioni appaltanti, ma le investigazioni dell’ antimafia confermano il contrario.
I sequestri imponenti di beni nelle capitali italiane come Roma , Milano, Genova, Catanzaro (“immobili di pregio situati a Roma e Milano oltre a 25 aziende”), attestano la grande proficuità dell’ azienda criminale.
Gli argini da innalzare devono essere molteplici , non solo quelli degli investigatori, cui va il massimo apprezzamento,ma di tutti i settori, soprattutto dei cittadini: ne va di mezzo la ricchezza, morale ed economica , di una nazione.
 Infiltrazioni ‘Ndrangheta in appalti, venti arresti.

 

 
Papa Francesco l’aberrazione alle mafie è l’ora della corruzione e della politica:
 “La corruzione è il male endemico della politica. Oggi il problema della politica è che si è svalutata, rovinata dalla corruzione”.
Continuano i pensieri del Santo Padre che indirizzano nel verso giusto, davvero rivoluzionari.
E  non sono parole di disfattismo ma di speranza: individuate le difficoltà si possono risolverle.
Così  come l’individuazione della risoluzione dei problemi ” con una buona politica sociale”.
In un momento di cambio epocale Papa Francesco emerge non solo come responsabile spirituale della Chiesa, ma come personaggio autorevole, esempio di rinnovamento.
Uscire dai campi dei personalismi politici e fare propri questi suggerimenti è sostanziale  per tutti.
 http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/papa-francesco-la-corruzione-e-il-male-endemico-della-politica-_2054194.shtml 
 

Immunità perché ?

Scritto da Pino Masciari Il 25 - giugno - 2014 COMMENTA

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Immunità? Perché.
Acquisire come “innata” questa condizione per chi ha importanti responsabilità politiche è come mettere il carro davanti ai buoi.
Tastare il polso di una Nazione che invoca trasparenza e buon senso politico vuol dire accogliere il messaggio, accostarsi alle sue volontà, riacquistare la sua fiducia.
Un atto di coraggio è anche questo: affrontare con serenità ogni attività politica scelta, consapevoli di agire per il bene comune, restituire un terreno di confronto e non di conflitto ad un Paese che merita riprendere serenità e orgoglio.
E’ solo questione di stile.  E di anti-corruzione.
Pino Masciari

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E’ un vero allarme: un sistema di credito della ‘ndrangheta alternativo e sempre più lucroso, che si alimenta da un substrato di necessità per le pesanti difficoltà economiche della gente, in particolare degli operatori economici che subiscono i ritardi  nei pagamenti della P. A.  e la rigidità degli istituti di credito.

 “Nell’audizione del 14 maggio in Commissione parlamentare antimafia, il Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Elisabetta Belgiorno, ha tracciato un bilancio delle attività svolte nel biennio 2012/2013. Nel 2012, a fronte di 93 sedute, sono state esaminate 1.499 domande; nel 2013, in 60 sedute (quindi un numero minore) sono state esaminate 2.319 situazioni e istanze: per estorsione, 573 nel 2012 e 792 nel 2013; per usura, 926 nel 2012 e 1.527 nel 2013( il sole 24ore http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2014/06/11/bilancio-20122013-del-commissario-antiracket-belgiorno-e-lo-strabismo-istituzionale-per-addiopizzo/).”
E’ chiaro che le richieste antiraket e antiusura si sono incrementate e questo fa emergere quanto la ricchezza della ‘ndrangheta sia imponente.
 La riflessione pone in maggiore allarme gli organi istituzionali territoriali che devono essere  adoperati in una verifica costante a livello capillare e devono fornire contemporaneamente sostegno locale alle vittime guidandole ad un  ambito regolamentare. 
Leggi sul credito più flessibili, pratiche burocratiche più rapide e sopratutto maggiore accostamento di fiducia  dei cittadini allo Stato sono ingredienti indispensabili per limitare il fenomeno.
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/06/19/news/la_banca_della_ndrangheta_diciassette_arresti_credito_a_tassi_d_usura_a_imprenditori_calabresi_e_lombardi-89387075/?rss 

Pino Masciari: mafia e corruzione due facce della stessa medaglia

Scritto da Pino Masciari Il 16 - giugno - 2014 COMMENTA

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Mafia e corruzione sono direttamente proporzionali, la mafia corrompe e la corruzione è terreno fertile per la mafia! Non scomparirà l’ una senza che scompaia l’ altra.
Entrambe hanno lo stesso obiettivo: arricchirsi a spese della gente, governare parallelamente allo stato eludendo le regole delle sue leggi.
Creare un circolo virtuoso etico è la base su cui partire, capire che si può anche stare bene facendo il proprio dovere in ambito lavorativo e politico, capire che il benessere di tutti è anche il nostro.
Deviare da questo percorso è da fuorilegge.
Le norme anticorruzione vanno consolidate e le leggi antimafia utilizzate a tutti i livelli.
Conforta l’ opinione del super- Commissario Cantone che vede positivamente quanto si sta abbozzando intorno alle leggi anticcorruzione.
Non è mai troppo tardi ma ogni giorno che passa è tempo andato perso.

 http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/2014/notizia/cantone-corruzione-come-la-mafia-mani-pulite-non-tenetele-in-tasca-_2051156.shtml

 

 

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Non ho parole per esprimere la mia rabbia difronte al pesante atto intimidatorio avvenuto nei confronti dei due giovani imprenditori Daniele Rossi (presidente di Confindustria Catanzaro) e Matteo Tubertini, dell’azienda Guglielmo di Copanello.

Conosco le modalità, la paura, la costernazione che si provano.

Ma quello che inquieta è la tempistica: all’indomani della lettera pubblicata dal presidente Daniele Rossi, del suo significato di ribellione ma soprattutto di consapevolezza che solo una reazione di dignità condotta dai giovani calabresi potrà invertire la rotta.

L’analisi che pone il Presidente di Confindustria nella sua lettera è chiara e i numeri non sono un’opinione.

Ho conosciuto Daniele Rossi a Catanzaro in occasione dell’ incontro-dibattito del 30 maggio scorso patrocinato dall’ Ufficio Scolastico Regionale e dall’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, dibattito che ha visto coinvolti gli studenti delle scuole che hanno aderito al progetto “Testimoni di giustizia, costruttori di pace”.

Penso che è proprio da qui che bisogna incominciare. Ed è per questo che mi unisco al suo grido di allarme e alla sua proposta di libertà.

 

«La condizione della Calabria è letteralmente sconcertante. Sento il dovere di lanciare un appello ai giovani di questa terra di essere sempre liberi di scegliere il proprio futuro, non devono essere gli altri a scegliere per voi così da farvi rimanere sempre sotto una cappa, giovani calabresi che sono stati privati del diritto di vivere in modo civile, di avere un lavoro, una casa e una famiglia. Ribelliamoci – ha concluso – in modo democratico, ma ribelliamoci. Non facciamoci più abbindolare da promesse scellerate. La Calabria ha bisogno di una vera rivoluzione nei contenuti e nei metodi dell’agire politico».

http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/cronaca/item/22837-copanello,-bomba-distrugge-ristorante

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=68172

 

“La Regione della vergogna” (L’Ora della Calabria)

Scritto da Pino Masciari Il 12 - giugno - 2014 COMMENTA

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Pino Masciari: L’evoluzione continua e per interrompere tali circuiti è la forza morale di ognuno di noi che deve avere il sopravvento.

“La verità è cosa molto complessa, e la politica è un affare molto complicato. Vi sono giri e rigiri. Si può essere legati ad alcune persone da certi obblighi che bisogna soddisfare: presto o tardi nella vita politica è obbligatorio il compromesso. Tutti ci si piegano”. Cit. Oscar Wilde

http://lorasiamonoi.wordpress.com/2014/06/10/indagati-arrestati-condannati-e-la-regione-della-vergogna-2/

Indagati, arrestati, condannati: è la Regione della vergogna
La Regione della vergogna e del malaffare. L’ultima notizia in ordine di tempo, freschissima di giornata – l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa – è il colpo finale al cuore della credibilità di una classe politica sempre più impresentabile. La presunzione di innocenza fino al termine dei gradi di giudizio è naturalmente indiscutibile e intangibile, ma la legge dei “grandi numeri” è impietosa. Dice che almeno l’80 per cento della rappresentanza istituzionale alla Regione – dalla Giunta al Consiglio – è finito sotto la lente della magistratura penale per – presunti – reati più o meno gravi, un dato che configura in Calabria una “questione morale” sterminata come un oceano. Nessuno escluso, l’indegnità è perfettamente “bipartisan”: da destra a sinistra passando per il centro, la politica calabrese chiude questa legislatura regionale in modo persino peggiore di quella precedente, che pure non scherzò. Sepolta dagli scandali e dalle malefatte. Già ai suoi albori è “tintinnar di manette” malgrado i giuramenti sulla pulizia delle liste: si ricordano gli arresti dei consiglieri regionali Santi Zappalà (corruzione elettorale e rapporti con le cosche reggine, Franco Morelli (concorso esterno in associazione mafiosa), Antonio Rappoccio (tra le varie accuse, truffa e voto di scambio). Un elenco lunghissimo, che si ripercorre a memoria sapendo di dimenticare persino qualcosa e soprattutto qualcuno. Un ”gorgo” inarrestabile, nel quale finisce persino il governatore Peppe Scopelliti, condannato per i presunti buchi di bilancio quand’era sindaco di Reggio e per questo sospeso dalla carica (oltre che dimissionario) ma rincorso anche da inchieste sulla gestione della sanità e sulle nomine regionali, insieme praticamente all’intera sua Giunta a palazzo Alemanni. Poi, nel mirino delle procure anche alcuni singoli assessori regionali, come Franco Pugliano per le zone d’ombra della discarica di Alli di Catanzaro o Mimmo Tallini sempre per le nomine della Regione. Maggioranza e minoranza, tutti insieme appassionatamente nell’uso “distorto” delle cariche pubbliche, interpretate come gestione del potere a fini essenzialmente personali e clientelari. Indagini a esempio coinvolgono i democrat Antonio Scalzo (concorsi all’Arpacal) e Demetrio Naccari Carlizzi (accusato di aver “brigato” per favorire la moglie a un concorso da primario nella sanità reggina). Coinvolgono anche il presidente del consiglio regionale Franco Talarico (abuso di ufficio per alcune nomine), o ancora il consigliere regionale Pasquale Tripodi (truffa) o i colleghi Ottavio Bruni (omissione d’atti d’ufficio) e Claudio Parente (truffa aggravata) etc etc. E poi, la “summa”, l’inchiesta ormai conosciuta come “Rimborsopoli”, la gestione “allegrissima” dei fondi dei gruppi del consiglio regionale, utilizzati per pagarsi lap dance, Gratta e Vinci, Vigorsol e bricolage… La prima “ondata” di indagati coinvolge i capigruppo all’epoca dei fati conestati: sono già sfilati davanti ai magistrati Emilio De Masi (Idv), Sandro Principe (Partito democratico), Vincenzo Antonio Ciconte (ex capogruppo Autonomia e Diritti), Agazio Loiero (ex governatore della Calabria, ma attualmente capogruppo di Autonomia e Diritti), Giuseppe Bova (ex presidente del consiglio regionale), Nino De Gaetano (Partito democratico, ma indagato quand’era a Rifondazione comunista) Giulio Serra (Insieme per la Calabria), Gianpaolo Chiappetta (ex Pdl), Luigi Fedele (ex capogruppo del Pdl), Alfonso Dattolo (Udc), Pino Gentile (Pdl, già Forza Italia), il sottosegretario Alberto Sarra (in passato capogruppo di Alleanza Nazionale), il senatore Giovanni Bilardi (Ncd, fino a pochi mesi fa capogruppo della Lista Scopelliti Presidente). La seconda “ondata” di “Rimborsopoli”: Tra gli indagati il presidente Talarico, poi per l’Ncd i senatori Pietro Aiello e Antonio Caridi, il segretario-questore Giovanni Nucera, Fausto Orsomarso, Nazzareno Salerno, Rosario Mirabelli; per Forza Italia il capogruppo Ennio Morrone, il vicepresidente del Consiglio Alessandro Nicolò, Giuseppe Caputo, Mario Magno, Salvatore Pacenza. Ci sono anche i membri della Lista Scopelliti Presidente: Alfonso Grillo, Candeloro Imbalzano, Salvatore Magarò e Claudio Parente; oltre a esponenti dell’Udc come Gianluca Gallo e Ottavio Bruni. Molti i rappresentanti del Pd, tra cui il secondo vicepresidente Pietro Amato, gli attuali parlamentari Demetrio Battaglia e Bruno Censore, poi Mario Franchino, Carlo Guccione, Mario Maiolo, Nicola Adamo, Antonio Scalzo e Francesco Sulla. Nella lista degli indagati figurerebbero anche il deputato Ferdinando Aiello (Sel, ora Pd), Domenico Talarico e Giuseppe Giordano dell’Idv. Fatto qualche conto, sono più di quaranta. Un numero mostruoso. E come reagisce il consiglio regionale? Approvando una legge elettorale che crea soglie di sbarramento esorbitanti, in modo da “soffocare” nella culla la voglia di partecipazione dal basso e da rendere fondatissimo il sospetto che un sistema ormai “marcio” fino al midollo non intende mollare, anzi intende perpetuarsi all’infinito. Una “casta” di infamia, che tira a campare mente i calabresi onesti tirano la cinghia e a volte le cuoia… Il governo nazionale probabilmente impugnerà la legge elettorale, ma forse ci sarà bisogno di ben altro: magari un decreto anti-corruzione ad hoc per la Calabria e l’eliminazione dei vitalizi a chi ha ridotto la Regione a un cumulo di macerie e miserie, anche e soprattutto morali.
Antonio Cantisani

Vuoi incontrare Pino?

Se vuoi organizzare un incontro in cui ti piacerebbe che Pino Masciari fosse ospite, invia una mail al seguente indirizzo :  info@pinomasciari.it   -

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