Wednesday, 19 June, 2013

Pino Masciari – Tante piccole gocce riempiono l’Oceano

Scritto da Tina Polimeni Il 12 - giugno - 2013 COMMENTA

Temi Milano

 

Pino Masciari:” i componimenti di questi ragazzi  sulla mafia, ci fanno capire sempre di più, l’importanza della cultura, sono tante piccole gocce che piano piano, unendosi, possono riempire l’oceano”

Stefano Dalle Carbonaie –  Istituto Francesco d’Assisi Terza A

Venerdì 22/03/2013 siamo andati all’Auditorium del liceo Allende a vedere lo spettacolo “Padroni delle nostre vite” che parlava di Pino Masciari, un imprenditore edile calabrese di un’azienda famosa, anche all’estero, creata da suo padre.

Pino Masciari per questa azienda era molto famoso e si arricchiva sempre di più, così la mafia iniziava a interessarsi a lui e alla sua attività e cominciavano  a minacciarlo finché non avesse dato loro i soldi che volevano.

Masciari non si arrendeva e non si faceva sottomettere, quindi cominciava a sporgere denunce, ma la mafia venne al corrente dell’accaduto e iniziarono a dargli la caccia.I poliziotti si resero conto che Masciari era in pericolo e cominciarono a portare lui e la sua famiglia in varie località, restando sempre chiusi in piccole e squallide case, senza scorta con due bambini che dovevano andare a scuola  e la moglie che aveva lasciato il suo lavoro per andare con la sua famiglia. Ma alla fine Masciari vinse, fece arrestare tanti mafiosi e adesso va in giro a testimoniare nelle scuole e nelle città l’accaduto, per far capire quanto la mafia è ingiusta e come dobbiamo combatterla. Per me pochi avrebbero fatto quello che ha fatto Masciari nessuno avrebbe avuto il coraggio di denunciare la mafia mettendo a rischio la propria famiglia.

Ma lui lo ha fatto pur sapendo che poteva morire, lui e la sua famiglia; lui in un certo senso ci ha salvati e ci sta salvando, come i due grandi giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che sono morti per noi e tutti i testimoni, giudici e poliziotti che rischiano la vita facendo imprigionare i mafiosi e mettendo fine alla criminalità organizzata.

Per alcuni Masciari,Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte le altre persone che combattono, o che hanno combattuto contro la criminalità organizzata sono dei pazzi, ma per me sono degli eroi.

Pino Masciari – PRESIDENTE ONORARIO DELLA FEDERCONTRIBUENTI

Scritto da Tina Polimeni Il 6 - giugno - 2013 COMMENTA

federcontribuenti copia

Pino Masciari Presidente Onorario di Federcontribuenti:

A Pino Masciari

Per definizione, un Uomo di Stato, è colui che al di la di ogni ragionevole  dubbio e paura perseguita un sogno, un ideale: la giustizia.

Una giustizia assoluta, contro il male che si annida in ogni ordine e grado nel disprezzo dell’altrui vita. Pino Masciari è un uomo di Stato, un Testimone di Giustizia diventato portavoce di un messaggio nobile e profondo. Oggi la Federcontribuenti nell’eleggere Pino Masciari suo Presidente Onorario, non fa altro che esprimere la totale solidarietà e condivisione su di un tema largamente abbracciato ma poco rafforzato: la lotta alle mafie. Nel conferire questo prezioso incarico intendiamo non demandare a Pino Masciari la responsabilità di vincere questa guerra, ma, camminare assieme a lui, verso la determinazione di una serie necessaria di decreti legge volti a difendere chi combatte le mafie e ad inchiodare gli stessi mafiosi. Masciari non è mai stato solo, oggi sarà ancor più in compagnia. A Pino Masciari una delega operativa sulle proposte di legge da preparare e presentare allo Stato per combattere i mille rivoli di ingiustizia che si nascondono tra le maglie della lotta alle mafie e tra i Testimoni di  Giustizia, oltre ad avere la piena facoltà ad aprire nuove delegazioni targate Federcontribuenti in tutta Italia.

Il Presidente Marco Paccagnella

Federcontribuenti Roma in via Vincenzo Petra 151, 00126 Telefono: 06 92958037

Pino Masciari – ” Sono lusingato di ricevere questo incarico, una missione di speranza nei confronti di tutti gli altri imprenditori ”.

Sono un imprenditore, non uno di quelli che costruisce case, scuole o palazzi. Non più, almeno.  Ora costruisco legalità. Mi sento lusingato di ricevere oggi questo incarico, che non è solo una riconoscenza per il mio vissuto, ma che sento come “una missione di speranza” nei confronti di tutti gli altri imprenditori in questo momento economico che lo rende ancora più ostile. Un compito arduo: ci sono buchi culturali, economici e sociali e noi dobbiamo organizzarci per riconquistare il nostro territorio. Con il lavoro e la libertà nel rispetto delle istituzioni. Smettiamola di subire le conseguenze del silenzio, solo uniti capovolgeremo la situazione, ma bisogna agire concretamente.  Io voglio essere vicino a chi intende seminare per vedere crescere arbusti sani.  La mia parte l’ho fatta, e la sto facendo ancora. Io accetto la sfida, e voi?

 

polizia-arrestoEstorsioni, armi e droga. Operazione Old Family: 35 arresti a Crotone.

Martedì, 4 giugno, alle prime ore del mattino è scattata l’operazione Old Family della polizia di stato di Crotone che ha portato a 35 arresti a carico di soggetti ritenuti dagli inquirenti responsabili di reati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, detenzione di armi comuni da sparo e traffico di stupefacenti. Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Dda di Catanzaro e farebbe seguito ad una indagine già avviata, da circa un anno, dal Pm Pier Paolo Bruni. Stesso pm che qualche giorno prima aveva portato a termine un altro blizt contro la cosca Tripodi nella Provincia di Vibo Valentia. E’ giunta l’ora di cambiare questa terra! E la strada maestra per fare ciò passa necessariamente per una Pedagogia della Denuncia civile e politica. E la magistratura, le forze dell’ordine ci stanno dando una prova di come sia possibile cambiare, denunciare questo stato di cose. Ciò che manca il più delle volte sono proprio i calabresi, silenti. La LIBERTA’ è una conquista e la lotta alle mafie è la madre di tutte le battaglie per vivere da uomini e donne liberi. Per poter guardare negli occhi i nostri fogli, per poter dare loro una terra in cui vivere e non sopravvivere. La lotta alla ‘ndrangheta è lo spartiacque tra la società civile e la società corrotta. Occorre prendere una posizione, decidere da che parte stare. Possiamo vincere questa sfida solo insieme, decidendo di stare tutti dalla parte della Giustizia, della Legalità, dei valori sani, della Vita, della Libertà.

Carmelina P.

http://www.antimafiaduemila.com/2013060443275/mafia-eventi-calabria/estorsioni-armi-e-droga-operazione-old-family-35-arresti-a-crotone-video.html

 

SALVATORE
Pino Masciari. ‘Una storia giudiziaria infinita quella di Massimo Ciancimino, imputato che veste anche i panni del superteste nel processo sulla trattativa Stato-mafia, condannato per riciclaggio, indagato per detenzione di esplosivo e ora agli arresti insieme ad altre 9 persone – 4 sono ai domiciliari – con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale. I legali di Ciancimino, Francesca Russo e Roberto D’Agostino parlano di «strana tempistica» alludendo all’avvio del processo sulla trattativa, cominciato a Palermo lunedì. “

La storia delle carceri ci dice che lì dentro è avvenuto e può avvenire di tutto. Salvatore Borsellino si dice ‘Seriamente preoccupato per incolumità in carcere di Ciancimino Jr. Ci hanno avvelenato Pisciotta e Sindona, sono stati suicidati parecchi collaboratori di giustizia”.Quello che avviene in questo momento cruciale sembra il tentativo di mettere l’ennesima pietra tombale su un processo storico in cui lo Stato processa una parte di se stesso per una trattativa che fino a ieri sembrava presunta, fantomatica, pretesa, mentre oggi coloro i quali vengono chiamati alla sbarra parlano, dopo aver mantenuto una congiura del silenzio che è durata per vent’anni.

Noi ci auguriamo che alla fine si ottenga giustizia per i morti che ancora non possono riposare in pace.

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7226%3Asalvatore-borsellino-qseriamente-preoccupato-per-incolumita-ciancimino-jrq&catid=2%3Aeditoriali&Itemid=4

http://www.lastampa.it/2013/05/29/italia/cronache/massimo-ciancimino-arrestato-per-evasione-5g6w70qCWW4YtRQkyq2gNI/pagina.html

Roma Festival Inventaria. La storia di Pino e Marisa Masciari.

Scritto da Tina Polimeni Il 19 - maggio - 2013 COMMENTA

 

Inventaria

III Festival Teatrale INVENTARIA

_PROGRAMMA___

 Teatro dell’Orologio, Sala Grande

Via dei Filippini 17/a, Roma (Piazza Navona)

Il 20 e 21 maggio  al Teatro dell’Orologio alle ore 21:30 a  Roma,va in scena lo spettacolo Padroni delle nostre Vite, tratto dal libro “Organizzare il coraggio”. La storia di Pino e Marisa Masciari e dei loro figli. Imprenditore, considerato il più importante Testimone di Giustizia, Pino a quattro mani con la moglie Marisa , scrive e racconta la sua vita contro la ‘ndrangheta, il periodo di non vita, nascosti, esiliati, perché a rischio continuo di finire nel mirino della ‘ndrangheta, la ricerca di un po di serenità, il cammino fatto con e contro le istituzioni, gli alti e bassi di una vita in pericolo, la resistenza contro un sistema che non protegge o protegge poco i suoi uomini migliori, la ricerca di normalità. Questo e molto altro nel libro e nella trasposizione teatrale curata da Sciara Progetti con Ture Magro e Emilia Mangano.

SALA GRANDE   20-21 maggio  ore 21.30
Sciara Progetti di Randazzo (CT) 

Padroni delle nostre vite

di Ture Magro, Emilia Mangano
regia di Ture Magro
con Ture Magro
direttore di scena Stefano Brivio
tecnico luci Nicolas Zambelli
PRIMA ROMANA
Sezione spettacoli

padroni

“Ben fatto, ben scritto, ben recitato.E’ agghiacciante.Deve andare ovunque” – Lina Wertmuller.

Quando abbiamo incontrato la storia di Pino e Marisa Masciari abbiamo capito subito che era la storia che stavamo cercando da tanto tempo. Siamo nati a Sud,            conosciamo certi luoghi, e sentivamo da tanto tempo l’esigenza pressante di raccontarli e non tacere certe dinamiche. Il nostro sud, il coraggio di certe scelte in territori difficili, la forza di quei meridionali capaci di grandi imprese e lo spirito di sacrificio che non ti abbandona mai quando decidi che non hai altra scelta. E poi la puzza della paura, dell’infamia di coloro che si devono prendere il tuo sangue, i tuoi sogni e renderti schiavo. La lotta tra buono e cattivo certe volte sembra essere soltanto una lotta a senso unico. Il cattivo vince sulla paura e sull’ingenuità del buono. In questa storia non è cosi, il buono questa volta ha deciso di non farsi sopraffare. Ha paura ma ha anche la capacità di organizzarsi e prendere una decisione: battersi. Oggi è ancora vivo. Ci siamo lasciati condurre e suggestionare dai tanti volti incontrati, dai suoni della nostra terra, da certi colori del cinema che ci accompagnano sempre.

http://www.dovecomequando.net/inventaria2013spettacoli.htm

 

35 ANNI DOPO. PER NON DIMENTICARE

Scritto da Tina Polimeni Il 9 - maggio - 2013 COMMENTA

moro-impastatoPino Masciari:  Oggi si celebra il “Giorno della memoria” delle vittime del terrorismo e delle stragi. Sono moltissimi i morti per mano di terroristi e mafiosi, ricordiamoli tutti… e ricordiamo due delle persone  che 35 anni fa furono accomunati dallo stesso triste destino. Aldo Moro e Peppino Impastato, ricordati insieme per l’esempio di vita che hanno dato, martiri entrambi della Democrazia e Legalità, diventati simboli di ciò che era possibile. La lotta continua,  se vogliamo vedere la fine, dobbiamo continuare a contrastare la mafia, sempre e comunque.

Lavoro, è allarme Calabria.Masciari: “Dobbiamo ribellarci”

Scritto da Pino Masciari Il 15 - aprile - 2013 COMMENTA

lavoro

In Calabria è ormai emergenza lavoro. Aumentano il numero di nuclei familiari a rischio povertà. Non si contano più le ore di cassa integrazione e i licenziamenti. Per le donne lavorare è un lusso. Gli imprenditori sono ostaggio della burocrazia corrotta e delle mafie. Adesso basta.
Amici miei: dobbiamo ribellarci. Questa è l’ora della rivolta morale e culturale. La Calabria sta morendo e con essa il futuro dei nostri figli.
L’Italia oggi è diventata una Repubblica fondata sulla disoccupazione, sulle mafie e la corruzione. Non possiamo tollerare più questo stato di cose.
E’ arrivato il momento di domandarci cosa possiamo fare per questa terra così sfortunata.
Non possiamo più tacere. Forza Amici cari: è il momento del Coraggio. Italia, We care!

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Fonte: Corriere della Calabria

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/13864_lavoro__allarme_calabria/

 

Revolver

A Sorianello, nelle serre vibonesi, è Far West. Un giovane di 23 anni è stato ucciso con due colpi di fucile nella propria abitazione. Era un pregiudicato ai domicialiari e il killer l’ha ucciso sparando attraverso la finestra dell’abitazione.

Povera Terra mia. O i calabresi si ribellano o saranno schiavi a vita di questa situazione. La via per diventare una Comunità davvero moderna passa per la lotta di liberazione dal Potere ‘ndranghetista. Dobbiamo fermare questa mattanza. Adesso basta. Basta sangue. Basta morti. Basta funerali.

La Calabria da Terra del Lutto può e deve diventare Terra della Speranza e del Futuro.

Tocca a tutti noi reagire. I miei concittadini devono avere coraggio: questa è l’ora della denuncia, non più del silenzio. E’ l’ora della lotta e non dei piagnistei. E’ l’ora della Libertà e non più quella della schiavitù.

Coraggio, Amici. Italia, We Care!

 

 

ZARCONE

Bill Emmot, già direttore dell’Economist, è stato chiaro: l’Italia è al collasso. Siamo vicini al punto di non ritorno.

Il Paese è alla deriva mentre i politici consumano il loro tragicomico spettacolo di quint’ordine. Asserragliati nel Palazzo del Potere, Nuova Bastiglia da espugnare, ripetono ogni giorno il loro squallido rituale scenico. Se ne devono andare: questa è la verità. Hanno fallito miseramente. La loro incapacità è sotto gli occhi di tutti. Sono quasi un mese e mezzo che non riescono a dare un governo al Paese: la Chiesa per eleggere il Pontefice ha impiegato un quarto del loro tempo. Che si vergognino tutti. Le aziende chiudono, gli imprenditori si ammazzano, gli anziani crollano, i giovani sono allo sbando. Adesso basta, professionisti della menzogna. Avete fatto dell’Italia, la capitale mondiale della Corruzione e delle mafie.

Tocca a Noi organizzare il Coraggio e la Nuova Resistenza: per liberare il Paese da questo esercito di nullafacenti, seminatori soltanto di bugie e ipocrite promesse. Italia, We Care. Ribelliamoci Amici: TUTTI INSIEME.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano - L’ex direttore dell’Economist e autore del docu-film “Girlfriend in a coma” al Fatto Quotidiano: “Se mi chiedi parole per raccontare questa crisi, la prima che mi viene in mente è la collusione, la connivenza. È come se larga parte del Paese fosse stato socio occulto di questa deriva”.

“Se state annegando in una crisi che definite senza precedenti è perché gli argini della società civile non hanno retto. In Italia si è verificato un collasso di tutti gli organi vitali della comunità: prima la politica certo. Ma poi la Chiesa, poi la famiglia, infine l’informazione. Un birillo caduto sull’altro, un effetto domino disastroso. Non c’è istituzione salva, integra, degna. Alla fine, del vostro Paese resta il corpo scheletrito, ridotto alla fame. Lo scuoti ma non ricevi segnali di vita. Lo osservi e lo trovi immobile, insensibile a qualunque sollecitazione. Il voto a Beppe Grillo non è altro che un sussulto, un rantolo di fine corsa, un moto di rabbia e impotenza insieme”.

In coma. Se il termine della vita è la morte, il coma è quell’anticamera, è il momento che lo precede, la malattia che invade ogni cellula e la immobilizza, lo stadio che annuncia la probabile fine corsa. La parola che viene in mente a Bill Emmott, co-autore del film “Girlfriend in a Coma” scritto insieme ad Annalisa Piras che lo ha diretto e prodotto. Dal coma si può uscire, ma è una impresa titanica. Ci aspetteranno anni di dolori e a dircelo è un amico dell’Italia, una persona che si sente fidanzato con l’Italia: la ama ma non la riconosce più. Emmott è stato il primo osservatore oltre frontiera ad accorgersi di un problema, divenuto poi pericolo, chiamato Silvio Berlusconi, il primo a metterlo in prima pagina catalogandolo come “unfit”: inadatto, inadeguato a governare. Emmott dirigeva l’Economist a quel tempo e quella copertina sollevò una nube così alta che ancora adesso si scorge dietro la sua sagoma di londinese mite, col pizzetto e il passo del gentlman. Bill torna sempre qui da noi. Due, tre volte l’anno. Dalla Toscana divaga per la penisola: “in treno è facilissimo. Con Frecciarossa raggiungi ogni città quando vuoi.

Da noi non esistono treni così veloci (se si esclude il Londra-Parigi)”. È il primo encomio in tanta desolazione. “Potrei risponderti che il treno veloce non è una questione dirimente. Non cambia la faccia del tuo Paese”. Che conosci così bene da definirlo come una tua girlfrend. Del resto “Girlfrend in a coma”,  è l’ultimo amaro atto d’accusa nel quale riepiloghi vent’anni di storia, la ricomponi attraverso le facce del potere, sfingi spesso immobili, occhi di vetro che assistono all’oltraggio della legalità e della Costituzione. Ma il tuo film recinta la vicenda berlusconiana dentro l’opera collettiva di una classe dirigente collusa e nel panorama asfissiante di una società che mormora, non parla, ama le mezze verità e le mezze vergogne, si produce in mezzi inchini e mezzi dinieghi.

Bill, non abbiamo altro da fare che morire? Possibile che non scorga altro, la società italiana è complessa e possiede energie ancora vitali secondo me. “Tutto quel che è accaduto non è stato un caso, non un incidente della storia. La forza pirotecnica del berlusconismo, e le smargiassate, e la grandiosità dei suoi conflitti e anche del suo potere che si è espanso e ha attecchito profondamente nella cultura del Paese, è il risultato di una larga compromissione della borghesia, degli intellettuali. Se mi chiedi parole per raccontare questa crisi, la prima che mi viene in mente è la collusione, la connivenza. È come se larga parte del Paese fosse stato socio occulto di questa deriva. Ho detto che la condizione di salute mi sembra peggiore di quel che una veduta meno prossima della mia possa intuire. Non c’è solo crisi politica e non è questione di recessione economica. C’è di più”. In Inghilterra non sarebbe stato possibile, ho capito bene? “Abbiamo avuto leader carismatici, dotati di una forza particolare. Chi può dimenticare il carisma di Churchill? E oggi come non si può rievocare il governo e il pugno della Thatcher? Perfino il mandato di Tony Blair è stato sostenuto da un ampio movimento di opinione favorevole. Ma questi tre signori hanno sempre avuto di fronte contropoteri eccellenti, una bilancia che distribuiva su diversi pesi gli interessi in campo. L’informazione britannica è molto più rigorosa e tenta sempre di fare il proprio mestiere. Puoi dirmi che la Rai è come la Bbc?”. No, la Rai non è affatto la Bbc: “Ci troviano d’accordo, allora. E quale altro potere ha retto in Italia durante questo ventennio? C’è un parallelismo significativo tra la decadenza della politica, l’appannamento del suo senso etico, e l’ondata di malcostume che ha piegato la Chiesa, infiltrando dentro quella comunità l’odore dei soldi e della corruzione. Un pilastro della società civile è così venuto a mancare e proprio nel momento in cui c’era più bisogno che restasse in piedi. Ecco perchè la crisi da voi è più profonda, più seria e più grave”.

Una scoietà più debole e più incattivita: “Rabbia, sa esprimere solo la rabbia. Il voto al Movimento 5 Stelle altro non è che una esplosione legittima ma piuttosto confusa di ribellione”. Ho visto il tuo film. Eri al Quirinale, mi pare, e la cinepresa ha fatto una panoramica degli invitati a una cerimonia di Stato. “Quel popolo di potenti radunati al Quirinale è la cornice dentro la quale l’anomalia si è sviluppata . Non ci sono innocenti, questo mi pare assodato”. Siamo tutti “unfit”? “Di sicuro un gran numero lo è”.

lea

Ha confessato Carlo Cosco, marito e assassino di Lea Garofalo scomoda Testimone di Giustizia calabrese. Lea è stata torturata, uccisa e il suo corpo carbonizzato.
Questo assassino deve marcire nelle patrie galere a vita. Nessuna pietà nei confronti di queste spregevoli persone.Il mio pensiero in queste ore va a Lea e a tutti i caduti per difendere la Giustizia e la Libertà.
La lotta alle mafie è un dovere etico e politico. La Prima Repubblica è stata fondata sul patto tra Stato e Mafie: tocca a noi costruire l’Italia della Legalità.
Nel nome di Lea, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tutte le 1000 vittime di questa sanguinosa battaglia per la Democrazia.
Italia, We Care!

falcone

Cosa Nostra si riorganizza. Il blitz delle forze dell’ordine ha colpito duramente la mafia siciliana, arrestando più di 40 persone.  Amici miei, non dobbiamo mollare. Non possiamo abbassare la guardia. Cosa Nostra dispone di una enorme liquidità di denaro frutto di mezzo secolo di ruberie all’economia del nostro Paese. Con questa gente occorre utilizzare sempre e in ogni momento il pugno di ferro. Lo Stato oggi c’è: la sua azione repressiva è efficace. Tuttavia per sconfiggere le mafie serve una grande mobilitazione della società civile. Dobbiamo svegliarci tutti e denunciare insieme: dobbiamo sdradicare fin in fondo le radici del consenso mafioso.

La libertà è una conquista: la lotta alle mafie è la madre di tutte le battaglie. Per vivere da donne e uomini liberi. Per poter guardare in faccia i nostri figli. Insieme si può. Italia, We Care!

 

 

 

images - Copia

Il suicidio di Civitanova deve fare riflettere. La misura è colma. La Politica si vergogni. Mentre assistiamo ogni giorno all’indecente spettacolo che la nostra classe dirigente ci offre, il Paese muore: muoiono le aziende, si uccidono gli imprenditori, si suicidano i cittadini.

Con quale faccia, questi politicanti si presentano ancora all’opinione pubblica. Basta! Andatevene via. Siete immeritevoli rappresentare questa nazione.

Il nostro pensiero va agli anziani di Civitanova che hanno preferito l’abbraccio del cielo e il sorriso delle nuvole alla tragica sopravvivenza in un Paese ormai allo sbando, senza guida, in mano alla corruzione e alle mafie. Che la Politica si vergogni! Addio Amici…..

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Fonte: Ansa

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/04/05/Crisi-marito-moglie-suicidi-nelle-Marche_8504103.html

 

prefettura

Sono passati quattro anni dal tragico terremoto aquilano. Quattro anni di bugie, speranze tradite, ipocrisie: vorrei ma non posso. Questa la frase ricorrente.

L’Aquila è una città fantasma, priva di identità e futuro. Passata la commozione del momento, questa vicenda terribile è avvolta da silenzio e rassegnazione. Noi non vogliamo dimenticare nè le vittime del sisma nè coloro che combattono ogni giorno per sopravvivere in ciò che resta della città capoluogo dell’Abruzzo. Non vogliamo dimenticare in questo giornata simbolo dell’assenza dello Stato, nessuna delle vittime dei sismi degli ultimi anni.

Il 6 aprile sia giorno della Memoria e della Vergogna: per non dimenticare ciò che è accaduto, per non smettere di denunciare quello che sta avvenendo. Ricostruire L’Aquila è una battaglia di civiltà. Questa politica indecente dovrebbe farsene carico anzichè offenderci ogni giorno con mediocri giochi di Palazzo.

Un abbraccio agli amici abruzzesi. Pino Masciari

“sorvegliata 24 ore su 24 da militari dell’Esercito, carabinieri e polizia? “ ci si chiede come è  possibile. Quali sono le  complicità? Cosa si vuole nascondere?  Il nostro Paese è grande quando si parla delle mafie: la loro legge non conosce confini geografici. Si sono presi tutto. L’Italia è la più grande economia illegale del mondo occidentale. Vergogna!!!  Il Paese è allo sbando ed episodi come questo si è costretti a doverli dimenticare subito per il sopraggiungere di altri ancora. La memoria è corta e quanto succede di perverso non suscita più reazioni.

Basta parole vuote. Servono fatti!!!

Furto-

Nessun segno di scasso e telecamere fuori uso

Spariti dall’archivio intercettazioni e fascicoli

REGGIO CALABRIA – Che cosa cercavano i ladri negli archivi della Procura della Repubblica di Reggio Calabria? Il luogo, che sarebbe dovuto essere protetto e off-limits a estranei, è stato «visitato» forse lo scorso weekend. Solo martedì scorso, però, qualcuno dei funzionari ha scoperto che alcuni fascicoli erano fuori posto e che altri erano stati portati via. Quali? All’interno dell’archivio sono depositati sia intercettazioni preventive su personaggi politici e magistrati, richieste che non devono passare dalla valutazione del gip, sia fascicoli di inchieste importanti.

IL NUOVO PROCURATORE - Il furto è avvenuto a pochi giorni dalla nomina a Reggio Calabria di Federico Cafiero De Raho, il nuovo procuratore della Repubblica. Sarà anche una coincidenza. Chi ha agito al quinto piano del Cedir (Centro direzionale), nell’ala destinata agli uffici giudiziari, lo ha fatto liberamente, usando le chiavi. I ladri hanno inoltre volutamente spalancato altre porte d’accesso con l’intenzione di lasciare tracce del loro passaggio. Ma chi avrebbe fatto questo lavoro in una struttura che ospita al sesto piano gli uffici della procura distrettuale e quindi sorvegliata 24 ore su 24 da militari dell’Esercito, carabinieri e polizia? Le telecamere interne sembra non funzionassero.

ARCHIVIO VIOLATO - Ma cosa cercavano i ladri? Negli ultimi anni la Procura di Reggio Calabria ha avviato una serie d’inchieste scottanti su mafia e politica. I magistrati hanno però dovuto valutare anche una serie di notizie generiche relative a personaggi molto noti in città e provincia. Queste notizie sono state studiate, analizzate e sono state fatte anche delle indagini. Però, alla fine, non essendoci stato un riscontro investigativo, sono rimaste lettera morta e quindi sono stati inseriti nei cosiddetti «Fascicoli relativi» e depositati in archivio. Forse i ladri cercavano proprio queste carte.

Carlo Macrì 23 marzo 2013 | 18:07

f.te: http://www.corriere.it/cronache/13_marzo_23/reggio-calabria-furto-procura_fd71c550-93d5-11e2-8b46-37cbdff83c98.shtml

 

 

Eletti i nuovi Presidenti di Camera e Senato: Laura Boldrini e Piero Grasso. Auguri di cuore: sono ottime persone e figure di specchiata moralità. Diciamo, però, con chiarezza un deciso no a trasformismi e compravendita di parlamentari. Il Paese non ha bisogno di governicchi rette da maggioranze risicate e comprate. Non vogliamo più commentare le indecenze del passato. Sarebbe intollerabile che chi si è assunto l’onere di portare in Parlamento la protesta sociale alla fine scelga di comportarsi come i peggiori politicanti della prima repubblica. Serve trasparenza: c’è o non c’è una maggioranza? Se si, su quali temi e con quale politica economica?

Il Paese vuole cambiare: basta con questa mediocre e indecente classe politica. Questo è il momento della responsabilità: o si costruisce una maggioranza solida o si faccia un governo di scopo che cambi la legge elettorale, vari il patto di stabilità e ci porti rapidamente alle urne.

Basta porcherie e trasformismi: abbiamo bisogno di Uomini non di caporali. Italia, We care!

 

 E Grillo va all’attacco: «Chi ha votato di testa sua ne tragga le conseguenze»

SU UN POST COMPARSO SUL SUO BLOG;  CHE I SENATORI M5S DICHIARINO IL  VOTO»

«Se qualcuno si fosse sottratto all’obbligo di rispettare le decisioni a maggioranza del M5S ne tragga le conseguenze»

Chiamato alla prima vera prova della democrazia rappresentativa il Movimento 5 Stelle si è lacerato. Diviso. Nella scelta se optare per la scheda bianca o per sostenere Piero Grasso alla presidenza del Senato. Alla fine alcuni di loro hanno sostenuto il magistrato per lo scranno più alto di palazzo Madama e in serata è arrivato il commento di Beppe Grillo, sul suo popolare blog.

LA MANCATA TRASPARENZA - «Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo», del voto segreto e a maggioranza «ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze», ha scritto Grillo sul suo blog invitando alle dimissioni quei senatori del M5S che oggi in Aula al Senato, a suo dire, non hanno rispettato il «codice di comportamento degli eletti». «Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sua azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto».

IL REGOLAMENTO - Beppe Grillo fa riferimento al punto 4 del regolamento, quello sulla trasparenza, dove si legge che le «votazioni in aula sono decise a maggioranza dei parlamentari del M5S». la norma sulle espulsioni dal gruppo è invece al punto 6 del Codice. «I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza».

Redazione Online16 marzo 2013 (modifica il 17 marzo 2013)

f.te: http://www.corriere.it/politica/13_marzo_16/grillo-voto-palese-movimento-5-stelle_9d6e292a-8e88-11e2-8e0e-c5b76e411d4a.shtml?google_editors_picks=true

 

 

 

 

 

Nicola Cosentino è recluso (finalmente) nel carcere di Secondigliano. De Gregorio e Tedesco sono ai domiciliari per corruzione. I partiti chiedano scusa all’Italia. E’ una vergogna. Questa classe politica è indegna di rappresentarci.

Il Paese è allo sbando: adesso basta! I partiti abbiano un sussulto di dignità. Serve una svolta radicale. Chi si è assunto la responsabilità di “nominare” parlamentari questi personaggi deve pagare. Chi ha fatto del Parlamento una spelonca di ladri deve andarsene a casa.

Dobbiamo ribellarci tutti. Non meritiamo tutto questo. Vogliamo un’altra Italia! ITALIA LIBERA…..

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Fonte: AnsaArresti domiciliari per De Gregorio. A suo carico c’erano due ordinanze di custodia cautelare in carcere

La Gdf ha notificato all’ormai ex senatore del Pdl Sergio De Gregorio, nella sua abitazione romana, un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. De Gregorio è accusato di corruzione nella vicenda della presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi.

Il deputato uscente del Pdl Nicola Cosentino si è costituito a Napoli, nel carcere di Secondigliano. A suo carico c’erano due ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Scaduto il mandato parlamentare, è stato posto agli arresti domiciliari l’ex senatore Alberto Tedesco (gruppo Misto, ex Pd) per associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso e turbativa d’asta. I carabinieri hanno eseguito due misure cautelari a carico dell’ex assessore alla sanità pugliese.

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