Tuesday, 22 July, 2014

PINO

(AGENPARL) – Roma, 11 lug – “Le riforme finalmente stanno approdando in Parlamento, evocate, discusse, concordate. Ma l’emergenza lavoro, tanto reclamizzato dov’è finito? Le famiglie aspettano risposte concrete e il lavoro è la priorità nel nostro Paese. Lo stallo economico non si affronta con l’aumento delle tasse ma creando occupazione e ripristinando un circolo virtuoso. Senza lavoro non vi può essere stabilità e giustizia sociale. Lo invocano tutte le associazioni di categoria “misure immediate per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”. Lo ha ribadito qualche giorno fa il Capo dello Stato, lo ha sottolineato il Papa. Perché aspettare ancora!”

Lo scrive in una nota Giuseppe Masciari,  imprenditore edile calabrese sotto scorta per aver denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.

 

Pino Masciari: l’occupazione è la vera emergenza.

Scritto da Pino Masciari Il 11 - luglio - 2014 COMMENTA
 
precario-ape--4-Le riforme finalmente stanno approdando in Parlamento, evocate, discusse, concordate.
Ma l’emergenza  lavoro, tanto reclamizzato dov’è finito?
Le famiglie aspettano risposte concrete e il lavoro è la priorità nel nostro Paese.
Lo stallo economico non si affronta con l’aumento delle tasse ma creando occupazione e ripristinando un circolo virtuoso.
Senza lavoro non vi può essere stabilità e giustizia sociale.
Lo invocano tutte le associazioni di categoria “misure immediate per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”.
Lo ha ribadito qualche giorno fa il Capo dello Stato, lo ha sottolineato il Papa.
Perché aspettare ancora!
  http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/produzione-industriale-calo-maggio-auto/791180.shtml
 

Pino Masciari: I giovani sono la priorità!

Scritto da Pino Masciari Il 8 - luglio - 2014 COMMENTA
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Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani”
L’Italia è povera perché non ha la capacità di creare lavoro.
Il lavoro è ricchezza e i  giovani sono la priorità.
Incontro tanti giovani e con amarezza leggo sul loro viso la rassegnazione di non vedere avanti una prospettiva certa di lavoro e, soprattutto, la volontà ormai di “uscire” dal nostro Paese per cercare sistemazione altrove.
Recuperare le virtù e l’energia dei nostri giovani è indispensabile.
Superare il vuoto è doveroso.
E’ un modo per chiedere scusa a loro delle profonde lacune socio- economico-politiche che abbiamo provocato e in cui li stiamo destinando.
Per ripartire bisogna sfruttare le risorse già disponibili: i giovani con la loro istruzione, il territorio, il mare, l’artigianato, il made in Italy, l’arte, ecc.
Esempio: nessuno mai potrà ricopiare il nostro Colosseo o riprodurre una città come Venezia simboli di opulenza. 
 
Basta disfattismi: i cittadini recuperino energia e fiducia nelle proprie capacità e la politica faccia un cambio di rotta privo di personalismi e di interessi partitici. Iniziando concretamente dalla  lotta alla mafia e alla corruzione!

 http://www.lastampa.it/2014/07/06/italia/politica/il-monito-di-napolitano-se-i-giovani-non-trovano-lavoro-litalia-finita-PAXf6cjwDFx1GHIJHsKg3H/pagina.html

Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani”

images-4Esami di maturità: in bocca a lupo a tutti i ragazzi che oggi affronteranno gli esami di maturità,in bocca a lupo a mio figlio, che si trova a sostenere  una tappa importante della sua vita, dopo averne affrontate egregiamente tante in passato.

A loro va il mio paterno ed affettuoso augurio, ripensando ai tanti, tantissimi giovani  che ho avuto modo di conoscere nei miei numerosi incontri scolastici e a quelli che hanno dedicato le loro tesine ispirandosi alla mia storia.

Che la “ maturità” che stanno per acquisire sia quella reale che li porterà ad essere cittadini onesti e laboriosi nel proprio paese.

La scuola e la sua preparazione sono il fondamento della nostra società futura da cui si può sperare il nuovo orizzonte.

“La Regione della vergogna” (L’Ora della Calabria)

Scritto da Pino Masciari Il 12 - giugno - 2014 COMMENTA

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Pino Masciari: L’evoluzione continua e per interrompere tali circuiti è la forza morale di ognuno di noi che deve avere il sopravvento.

“La verità è cosa molto complessa, e la politica è un affare molto complicato. Vi sono giri e rigiri. Si può essere legati ad alcune persone da certi obblighi che bisogna soddisfare: presto o tardi nella vita politica è obbligatorio il compromesso. Tutti ci si piegano”. Cit. Oscar Wilde

http://lorasiamonoi.wordpress.com/2014/06/10/indagati-arrestati-condannati-e-la-regione-della-vergogna-2/

Indagati, arrestati, condannati: è la Regione della vergogna
La Regione della vergogna e del malaffare. L’ultima notizia in ordine di tempo, freschissima di giornata – l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa – è il colpo finale al cuore della credibilità di una classe politica sempre più impresentabile. La presunzione di innocenza fino al termine dei gradi di giudizio è naturalmente indiscutibile e intangibile, ma la legge dei “grandi numeri” è impietosa. Dice che almeno l’80 per cento della rappresentanza istituzionale alla Regione – dalla Giunta al Consiglio – è finito sotto la lente della magistratura penale per – presunti – reati più o meno gravi, un dato che configura in Calabria una “questione morale” sterminata come un oceano. Nessuno escluso, l’indegnità è perfettamente “bipartisan”: da destra a sinistra passando per il centro, la politica calabrese chiude questa legislatura regionale in modo persino peggiore di quella precedente, che pure non scherzò. Sepolta dagli scandali e dalle malefatte. Già ai suoi albori è “tintinnar di manette” malgrado i giuramenti sulla pulizia delle liste: si ricordano gli arresti dei consiglieri regionali Santi Zappalà (corruzione elettorale e rapporti con le cosche reggine, Franco Morelli (concorso esterno in associazione mafiosa), Antonio Rappoccio (tra le varie accuse, truffa e voto di scambio). Un elenco lunghissimo, che si ripercorre a memoria sapendo di dimenticare persino qualcosa e soprattutto qualcuno. Un ”gorgo” inarrestabile, nel quale finisce persino il governatore Peppe Scopelliti, condannato per i presunti buchi di bilancio quand’era sindaco di Reggio e per questo sospeso dalla carica (oltre che dimissionario) ma rincorso anche da inchieste sulla gestione della sanità e sulle nomine regionali, insieme praticamente all’intera sua Giunta a palazzo Alemanni. Poi, nel mirino delle procure anche alcuni singoli assessori regionali, come Franco Pugliano per le zone d’ombra della discarica di Alli di Catanzaro o Mimmo Tallini sempre per le nomine della Regione. Maggioranza e minoranza, tutti insieme appassionatamente nell’uso “distorto” delle cariche pubbliche, interpretate come gestione del potere a fini essenzialmente personali e clientelari. Indagini a esempio coinvolgono i democrat Antonio Scalzo (concorsi all’Arpacal) e Demetrio Naccari Carlizzi (accusato di aver “brigato” per favorire la moglie a un concorso da primario nella sanità reggina). Coinvolgono anche il presidente del consiglio regionale Franco Talarico (abuso di ufficio per alcune nomine), o ancora il consigliere regionale Pasquale Tripodi (truffa) o i colleghi Ottavio Bruni (omissione d’atti d’ufficio) e Claudio Parente (truffa aggravata) etc etc. E poi, la “summa”, l’inchiesta ormai conosciuta come “Rimborsopoli”, la gestione “allegrissima” dei fondi dei gruppi del consiglio regionale, utilizzati per pagarsi lap dance, Gratta e Vinci, Vigorsol e bricolage… La prima “ondata” di indagati coinvolge i capigruppo all’epoca dei fati conestati: sono già sfilati davanti ai magistrati Emilio De Masi (Idv), Sandro Principe (Partito democratico), Vincenzo Antonio Ciconte (ex capogruppo Autonomia e Diritti), Agazio Loiero (ex governatore della Calabria, ma attualmente capogruppo di Autonomia e Diritti), Giuseppe Bova (ex presidente del consiglio regionale), Nino De Gaetano (Partito democratico, ma indagato quand’era a Rifondazione comunista) Giulio Serra (Insieme per la Calabria), Gianpaolo Chiappetta (ex Pdl), Luigi Fedele (ex capogruppo del Pdl), Alfonso Dattolo (Udc), Pino Gentile (Pdl, già Forza Italia), il sottosegretario Alberto Sarra (in passato capogruppo di Alleanza Nazionale), il senatore Giovanni Bilardi (Ncd, fino a pochi mesi fa capogruppo della Lista Scopelliti Presidente). La seconda “ondata” di “Rimborsopoli”: Tra gli indagati il presidente Talarico, poi per l’Ncd i senatori Pietro Aiello e Antonio Caridi, il segretario-questore Giovanni Nucera, Fausto Orsomarso, Nazzareno Salerno, Rosario Mirabelli; per Forza Italia il capogruppo Ennio Morrone, il vicepresidente del Consiglio Alessandro Nicolò, Giuseppe Caputo, Mario Magno, Salvatore Pacenza. Ci sono anche i membri della Lista Scopelliti Presidente: Alfonso Grillo, Candeloro Imbalzano, Salvatore Magarò e Claudio Parente; oltre a esponenti dell’Udc come Gianluca Gallo e Ottavio Bruni. Molti i rappresentanti del Pd, tra cui il secondo vicepresidente Pietro Amato, gli attuali parlamentari Demetrio Battaglia e Bruno Censore, poi Mario Franchino, Carlo Guccione, Mario Maiolo, Nicola Adamo, Antonio Scalzo e Francesco Sulla. Nella lista degli indagati figurerebbero anche il deputato Ferdinando Aiello (Sel, ora Pd), Domenico Talarico e Giuseppe Giordano dell’Idv. Fatto qualche conto, sono più di quaranta. Un numero mostruoso. E come reagisce il consiglio regionale? Approvando una legge elettorale che crea soglie di sbarramento esorbitanti, in modo da “soffocare” nella culla la voglia di partecipazione dal basso e da rendere fondatissimo il sospetto che un sistema ormai “marcio” fino al midollo non intende mollare, anzi intende perpetuarsi all’infinito. Una “casta” di infamia, che tira a campare mente i calabresi onesti tirano la cinghia e a volte le cuoia… Il governo nazionale probabilmente impugnerà la legge elettorale, ma forse ci sarà bisogno di ben altro: magari un decreto anti-corruzione ad hoc per la Calabria e l’eliminazione dei vitalizi a chi ha ridotto la Regione a un cumulo di macerie e miserie, anche e soprattutto morali.
Antonio Cantisani

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Questa volta la notizia interessa direttamente il mio paese, Serra San Bruno, luogo da sempre considerato “dall’aria buona e incontaminata”, luogo di preghiera e di celebrazioni.
E’ da anni che tutti lo sanno! E’ da anni che lo dico: che l’incidenza accentuata di tumori è dovuta alla presenza di scorie radioattive. Non bisognava aspettare che fosse tolto il segreto di Stato per comprendere la gravitá della situazione.
Dov’è stata la politica, dov’è stata la sanità, dov’è stata l’indignazione della gente? Addirittura la struttura ospedaliera è prossima alla chiusura.
Si muore nel silenzio, si muore di ‘ndrangheta, si condanna il futuro delle nuove generazioni incolpevoli di tutto ciò.
Non è ammissibile tanta indifferenza. Non è accettabile tacere ancora!

articolo: http://www.ilvizzarro.it/rifiuti-radioattivi-disseminati-nelle-serre-morire-per-segreto-di-stato.html
Rifiuti radioattivi disseminati nelle Serre. Morire per Segreto di Stato
Ci sono voluti oltre vent’anni per rendere ufficiale una verità in realtà già conosciuta da tempo. Nelle Serre calabre, sotto ai nostri piedi, negli scavi per i metanodotti, nelle caverne, nei terreni argillosi, la ‘ndrangheta o chi per lei, già dagli anni ’90, sversava centinaia e centinaia di fusti contenenti scorie radioattive, rifiuti tossici. Oggi, solo oggi, proprio mentre emerge la verità, si iniziano a pagare le conseguenze di quella che presto, per numero di decessi, si dimostrerà una vera e propria strage italiana.

http://www.ilvizzarro.it

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‘Ndrangheta: il 40% degli studenti calabresi è indifferente, il 33% trasgredirebbe alle leggi.
Pino Masciari: Vivere in un territorio piegato dalla criminalità organizzata mafiosa e non riconoscere tale nemico, vuol dire che viene considerato normale vivere con quelle logiche.
Ed è pericoloso.
Preoccupa il fatto che a manifestare apatia, sfiducia nelle istituzioni, predisposizione a trasgredire le leggi, mancata conoscenza dei fenomeni come racket e usura siano proprio i giovani scolari calabresi.
Svegliatevi! Reagite!
Se perdete la speranza nel vostro futuro avete dato la vittoria certa a chi nel frattempo vi ha tolto il lavoro, inquinato l’ambiente, risucchiato il diritto di vivere liberi, rubato la dignità di un popolo che per la maggior parte è onesto.
L’allarme va colto nella sua drammaticità: sta a significare che ancora l’impegno dovrà essere più forte e determinato.

http://www.ilmattino.it/CALABRIA/ndrangheta-sos-impresa-studenti-questionario/notizie/728310.shtml

REGGIO CALABRIA – Un terzo dei settecento studenti di sei istituti superiori della provincia di Reggio Calabria sarebbe pronto, sia pure potenzialmente, a trasgredire la legge, mentre per il 40% dei ragazzi rimane quantomeno indifferente al fenomeno della ‘ndrangheta.
Sono alcuni risultati di un questionario realizzato negli istituti Piria, Panella, Boccioni, Frangipane, Righi e Conservatorio di musica, da Sos Impresa, associazione anti racket ed usura facente parte del sistema Confesercenti, con il contributo della Provincia.
«Perplessità – è scritto in una nota dell’associazione – giungono dalle risposte alla domanda ‘la legge va rispettata in generale ma qualche volta è ammesso trasgredirlà. Per il 12,1% è ammesso trasgredirla di molto; abbastanza per il 21,2%. Poco per il 33,2%. Dati che la dicono lunga sulla necessità da parte delle istituzioni culturali, in primis la scuola, ad un lavoro ancora più incisivo. Perplessità confermate, assieme ad una buona dose di inquietudine, dalle risposte alla domanda ‘la legge va rispettata soltanto quando la si ritiene giustà: d’accordo, ‘moltò, il 19,3%; ‘abbastanzà per il 21%. Da qui si può comprendere il substrato culturale in cui vivono gli studenti interrogati che li porta a pensare di rispettare la legge solo nel caso in cui la stessa soddisfa le proprie personali aspettative di giustizia».
«Fanno riflettere», secondo Sos Impresa, anche le risposte sulla ‘ndrangheta «perchè il 22% degli intervistati, ‘quando sente parlare di ‘ndrangheta ritiene che sono problemi che esistono ma che non riguardano la propria persona e la propria famiglia, anche perchè sono confinati in altre zone del Paese. Risposte che se sommate a quelle, 19,9%, del tipo ‘sono problemi che esistono ma che televisione e giornali esagerano per fare audience, dimostrano che oltre il 40% dei ragazzi rimane quantomeno indifferente, e quindi poco propenso all’impegno in prima persona. E sul fenomeno dell’usura il 16,2% non lo conosce ed il 30,9% lo conosce poco; il racket il 21,8% non lo conosce per nulla, mentre il 31,1% lo conosce poco».
Sull’operato delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto alla criminalità «per il 20,1% il grado di fiducia è ‘nullà e per il 14,1% è ‘pocò. Siamo fiduciosi – conclude la nota – che l’impegno comune associazioni, istituzioni, scuola, famiglie ci permetterà di sperare in un futuro migliore».

Pino Masciari: “Auguri Repubblica, auguri Italia!”

Scritto da Pino Masciari Il 2 - giugno - 2014 COMMENTA
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2 Giugno:  si riflette sulla nascita della nostra Repubblica, della Costituzione  italiana, di leggi che sanciscono il patrimonio della libertà e dei diritti di tutti i cittadini.
Difendiamola con forza sempre e ovunque, perché resti qualcosa di cui essere orgogliosi e fieri.
Buona festa.
“Sin che di Patria e Libertade il raggio
Scaldi il cuore d’Italia ed il pensiero.”

(G .A. Alpini)

Ancora e sempre grazie Falcone e Borsellino!

Scritto da Pino Masciari Il 23 - maggio - 2014 COMMENTA

 

 

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E’ trascorso appena un anno da quando salpavo sulla nave della legalità, organizzata dalla fondazione Falcone,  in commemorazione di “Giovanni e Paolo”.  E rimane viva in me l’emozione dello   “sbarco a Palermo” con mille trecento ragazzi,  che sulla nave avevano vissuto     l’esperienza toccante della lezione di Don Ciotti,  quella del prefetto Trevisone  e la mia testimonianza di vita.

E’ passato il tempo nella consapevolezza che il ricordo del loro sacrificio, della loro sorprendente trasparenza , ti abbraccia  più che mai, ti rinnova nello spirito, indicando una strada difficile ma percorribile , unica  e saporita……..quella della Legalità.

Oggi più che mai è una esigenza ricostruire un pezzo di storia nel solco  del senso della loro vita . Unita al senso di devozione degli agenti della scorta che insieme a loro restano i nostri eroi: Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo , Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Paolo Borsellino,  Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Ancora e sempre grazie  Falcone e Borsellino!

 

La mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. il mio pensiero e la mia gratitudine va a i servitori dello Stato, alle loro famiglie che hanno vissuto il dramma della perdita dei loro cari.

Bisogna rimboccarsi le maniche, a partire dalle classi dirigenti, per non parlare della classe politica che va rinnovata completamente, dalle fondamenta. Solo così potremmo uscirne: tutti insieme, organizzando il coraggio” diventando noi tutti “Padroni delle nostre vite”.

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1° Maggio… festa della disoccupazione.

Scritto da Pino Masciari Il 1 - maggio - 2014 COMMENTA

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Oggi più che mai il 1°maggio simboleggia non più la conquista dei diritti sul lavoro ma l’urlo di battaglia per ottenere questo lavoro che non c’è.
Non è un ponte o una vacanza ma la vera partecipazione di solidarietà verso chi il lavoro non ce l’ha e viene schiacciato dal tormento costante di non farcela ad andare avanti.
La mancanza di una speranza di un futuro appesantisce il popolo, in uno scenario devastante di disoccupazione e di malessere sociale: il coro è unanime affinché la soluzione arrivi per tutti.
Buon 1° maggio!
Pino Masciari

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Utilizzare i soldi confiscate alle mafie per fermare la crescita dei fallimenti aziendali,la perdita di lavoro ed evitare ulteriori tagli alla spesa pubblica.

In uno scenario devastante che comporta da un lato la denuncia dell’aumento del numero dei fallimenti aziendali con la devastante conseguenza della perdita di lavoro e dall’altro lato la revisione della spesa pubblica, dove ormai i tagli alla pubblica amministrazione sono in atto e colpiscono settori importanti come quello della sanità e quello delle forze di polizia, sarebbe utile immettere prontamente in queste aziende in difficoltà e nelle amministrazioni il denaro sequestrato alle mafie, favorendo tale processo tramite leggi snelle e immediate e riversare ogni benessere alla collettività.
Il rischio di una burocrazia lenta e complicata comporta anche il rischio di consolidare il pensiero che ogni lotta e sacrificio dello stato e dei cittadini sia inutile. Il senso di giustizia è anche questo!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/17/equitalia-fermi-nelle-casse-2-miliardi-di-euro-confiscati-alla-criminalita/954741/

in crescita i fallimenti aziendali:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/04/27/news/al_piemonte_la_maglia_nera_dei_fallimenti-84568102/

http://www.metropolisweb.it/Notizie/Campania/Cronaca/crisi_campania_fallimenti_aumento.aspx

Contro le mafie “BLACK LIST “ per gli appalti!

Scritto da Pino Masciari Il 17 - aprile - 2014 COMMENTA

 

imagesIl sistema imprenditoriale italiano è in grande sofferenza, fatta eccezione per l’ imprenditoria mafiosa che grazie alla sponda compiacente della collusione, continua a garantirsi economia e grandezza.

Difendere le aziende sane vuol dire soprattutto contrastare quelle che invece operano in contiguità alle mafie.

E nella metodica del  contrasto, da calabrese e da magistrato, Gratteri  lancia la proposta di una “BLACK LIST “ rivolta principalmente agli appalti EXPO 2015.

Fornire una lista sospetta ,adiuvata  dall’esercizio di indagini e strumenti di blocco alla partecipazione ai lavori, potrebbe essere un utile dispositivo per impedire che l’ economia, che ruota intorno alle grandi opere, non sia inghiottita, ancora una volta da quelle strutture malavitose che hanno assorbito la ricchezza del Paese impoverendolo.

L’ azione di ognuno, ciascuno con le proprie competenze, deve a tutti i costi vertere in tale direzione,con l’ obbiettivo di porre fine alla deriva sociale in cui si trova il nostro paese.

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/22800_black_list_delle_aziende_per_difendere_lexpo/

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Negli ultimi sei anni i disoccupati con meno di 25 anni sono arrivati al picco del 40% e, secondo i dati relativi ai primi mesi di quest’anno, continuano a crescere. In sei anni è raddoppiata. Nel 2007 il tasso era al 20,3%, livello minimo raggiunto dal 1990, nel 2013 è arrivato appunto al 40 per cento. E’ quanto emerge dalle tabelle Eurostat, rielaborate dall’Adnkronos, da cui risulta che l’Italia si classifica al quarto posto dietro Grecia (58,6%) Spagna (55,7%) e Croazia (49,9%), su un totale di 34 Paesi presi in considerazione.

“Sono dati sconvolgenti – dichiara l’imprenditore Pino Masciari – è necessario rilanciare l’occupazione. Non è questo il futuro che vogliamo per i nostri figli, non è questo il presente che vogliamo per i nostri figli. E’ necessario intervenire per arginare questi numeri in costante aumento. Dobbiamo fornire ai nostri giovani delle alternative, devono poter scegliere se rimanere a lavorare nel proprio Paese o emigrare. Non è giusto fornire loro un’unica alternativa: partire, andare via dall’Italia. Dobbiamo garantire loro un’esistenza diversa. Dobbiamo dare loro possibilità. L’Italia sta morendo lentamente chiusa nella morsa della ‘ndrangheta, dell’inquinamento, della crisi, della disoccupazione. Una nave in balia della tempesta. Ma non dobbiamo mollare il timone, possiamo vincere questa battaglia. Lo dobbiamo ai noi stessi e soprattutto ai nostri figli, ai nostri giovani.”

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/06/disoccupazione-giovanile-eurostat-in-sei-anni-e-raddoppiata/941187/

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Il tasso di disoccupazione a gennaio è balzato al 12,9 % . Il dato allarmante si registra proprio tra i giovani: circa 690.000 sono in cerca di lavoroE’ dal 1977 che non si registravano simili numeri.

“Si tratta di cifre terrificanti - il commento amaro dell’imprenditore Pino Masciari – i nostri giovani non hanno prospettiva di futuro, in realtà neanche di presente. Questo nostro Paese non riesce a dare loro un lavoro una volta finiti gli studi superiori o universitari. E’ come se i nostri giovani, se i nostri figli fossero destinati a nascere con la valigia in mano e un bel biglietto di sola andata verso un presente e un futuro migliori, in cui la società sia in grado almeno di garantire quello che la nostra Costituzione grida a gran voce. Lo leggiamo nell’art 1 “L’italia è una Repubblica demovratica fondata sul lavoro…”. Allora pretendiamoli i nostri diritti. Sono lì, non possiamo lasciar scivolare tutto. I nostri giovani non trovano lavoro, famiglie intere sono disperate perchè non riescono ad arrivare a fine mese, ci sono padri di famiglia che si uccidono, imprenditori che sono costretti a chiudere le secolari attività, uomini e donne che perdono il lavoro. Non possiamo accettare più tutto questo. Non possiamo accettare di rinunciare alla nostra dignità, alla nostra possibilità di vivere… c’è uno Stato che deve tutelarci, che deve garantire il concretizzarsi di quelli che sono i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. E il lavoro è proprio uno di essi…” 

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/28/istat-nel-2013-persi-478mila-posti-di-lavoro-tasso-disoccupazione-giovani-al-424/897056/

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La ‘ndrangheta è ovunque: in Calabria come in Italia e all’estero. In Brianza, la polizia ha scoperto una vasta organizzazione dedita al crimine, composta da imprenditori, funzionari di banca, dipendenti delle poste. Una vera e propria banca clandestina che alimentava un’economia illegale spaventosa.

C’è poco da dire, se non la convinzione che ormai siamo al capolinea. Le mafie sono padrone del territorio. E noi siamo impotenti.

La società civile è la vera questione da affrontare: troppo distratta, o forse in grave difficoltà per la terribile crisi economica che stiamo vivendo.

La zona grigia è in aumento costante: tutti scelgono di fare affari con questa spazzatura umana. Dobbiamo in ogni caso resistere.  Dobbiamo lottare, continuare a batterci, e osare. Si Amici: osare. Basta con la Società della delega e della dipendenza. E l’ora delle responsabilità, anzi delle nuove responsabilità sociali.

Osiamo contro le mafie…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723245/Scoperta-la-rete-della–ndrangheta.html

 

esplosionegastronomiaromeoquater

Ancora bomba. Sempre bombe. La Calabria delle bombe torna a colpire. La ‘ndrangheta alza la voce e tutto il resto è silenzio.

Povera terra mia. Umiliata, inerte, priva di futuro. I giovani sono costretti ad emigrare, ad andare via. La politica fa affari e la cultura è schiva del potere: tutti in fila a cercare soldi.

E la mafia? E’ forte, solida, vitale, piena di futuro…..

Io però non voglio arrendermi. Mi batterò fino all’ultimo istante di vita. Anche solo contro tutti. Amo la mia libertà. Profondamente.

Non voglio morire complice. Di nessuno….

Fonte: Il Dispaccio

http://ildispaccio.it/reggio-calabria/39622-reggio-esplosione-devasta-gastronomia-a-pochi-metri-dal-corso-garibaldi

Vuoi incontrare Pino?

Se vuoi organizzare un incontro in cui ti piacerebbe che Pino Masciari fosse ospite, invia una mail al seguente indirizzo :  info@pinomasciari.it   -

Pino Masciari: I giovani sono la priorità!

  Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani” L’Italia è povera perché non ha la capacità di creare […]

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Questo è il cortometraggio dei ragazzi dell’Istituto “Malafarina” di Soverato donato e dedicato a Pino Masciari.“La Mafia è Ignoranza”

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