Saturday, 25 October, 2014
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“‘Ndrangheta, arrestati 13 imprenditori-  Le indagini si spingono fino a Verona

L’operazione della Guardia di finanza in Calabria e Lombardia.
Scoperto un intreccio tra alcune imprese riconducibili alla cosca Pesce e le coop scaligere”
Pino Masciari-Ancora ‘ndrangheta, ancora intromissione nel circuito economico del Paese, in apparenza normale per la connivenza di ditte e imprese compiacenti.
Perché il pericolo è sempre quello, che la ‘ndrangheta diventi sponda fertile di attività e lavoro.
Bene l’azione della Procura di Reggio Calabria e della guardia di finanza che continuano incessantemente a scovare filoni criminali .
E la lotta va avanti, non si deve rimanere indifferenti a strategie che ipotecano il futuro dei cittadini.
Il nostro Paese sta morendo, si arricchiscono le sole mafie e gli imprenditori  onesti chiudono, adesso basta! Dobbiamo reagire tutti. Il Paese vuole il cambiamento anche se è imprigionato nella paura e nella sfiducia. Dobbiamo cambiare. Occorrono idee e progetti seri. Il futuro appartiene a Noi. Proviamo a riprendercelo insieme. Italia, “Organizziamo il coraggio” .
Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/21-ottobre-2014/-ndrangheta-arrestati-13-imprenditori-indagini-si-spingono-fino-verona-230386412325.shtml

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Violentate nel silenzio dei campi a Ragusa -Il nuovo orrore delle schiave rumene

Cinquemila donne lavorano nelle serre della provincia siciliana. Vivono segregate in campagna. Spesso con i figli piccoli. Nel totale isolamento subiscono ogni genere di violenza sessuale. Una realtà fatta di aborti, “festini” e ipocrisia. Dove tutti sanno e nessuno parla.

«Possono prendere il mio corpo. Possono farmi tutto. Ma l’anima no. Quella non possono toccarmela». Alina mi indica un locale in mezzo alla campagna. «Lì dentro succede tutte cose possibili». È uno dei pochi edifici che interrompe la serie infinita di serre. Il bianco dei teli di plastica va da Acate a Santa Croce Camerina. Siamo a Sud di Tunisi, terra rossa e mare azzurro che guarda l’Africa. Siamo nella “città delle primizie”, uno dei distretti ortofrutticoli più importanti d’Italia. Il centro di un sistema produttivo che esporta in tutta Europa annullando il tempo e le stagioni. Gli ortaggi che altrove maturano a giugno qui sono pronti a gennaio. Un miracolo chimico che ha ancora bisogno di braccia.

I tunisini arrivarono già negli anni ’80, a frontiere aperte. Le dune di sabbia, il clima rovente, le case cubiche più o meno incomplete ricordavano la nazione di provenienza. Hanno contribuito al miracolo economico della provincia – l’oro verde – e poi sono stati sostituiti senza un grazie. Dal 2007 arrivano nuovi migranti che lavorano per metà salario. I rumeni. E soprattutto le rumene. Nell’isolamento della campagna sono una presenza gradita. Così è nato il distretto del doppio sfruttamento: agricolo e sessuale.

FESTINI
Una cascina in aperta campagna. Ragazze rumene sui vent’anni. Un padrone che offre carne fresca ai parenti, agli amici. Ai figli. Tutti sanno e tutti tacciono. Don Beniamino Sacco è il sacerdote che per primo ha denunciato i “festini agricoli”. «Sono diffusi soprattutto nelle piccole aziende a conduzione familiare», denuncia il parroco. Tre anni fa ha mandato in carcere un padrone sfruttatore. Ha subito minacce e risposto con una battuta: «Non muoio neanche se mi ammazzano».

La solidarietà è scarsa, anche tra rumeni. Come è possibile che tutto questo succeda nel silenzio generale? Secondo Ausilia Cosentini, operatrice sociale dell’associazione “Proxima”, «la mancanza di solidarietà tra i rumeni, e la loro mentalità omertosa, si incastra con quella altrettanto omertosa del territorio. In più, da qualche mese noto un aumento dell’intolleranza».

«Se non ci fossero i migranti, la nostra agricoltura si bloccherebbe», dice all’Espresso Giuseppe Nicosia, sindaco di Vittoria. «C’è una buona integrazione, ma la violenza sulle donne è un peso sulla coscienza di tutti. Un fenomeno disgustoso, anche se in regressione». Giuseppe Scifo della Flai Cgil spiega che allo sfruttamento lavorativo si aggiunge la segregazione. Per questo è stato avviato il progetto “Solidal Transfert”, un pulmino che permette di spostarsi senza dipendere dai padroni. «Ho conosciuto rumeni che non erano mai stati in paese», dice.

Uno squillo
«Se sei abituato dalla Romania, qui non è tanto più pesante», spiega Adriana con un sorriso. Non è facile crederci ascoltando la storia di Luana, quaranta anni. I due figli l’hanno raggiunta dopo il suicidio del marito in Romania. Lavora in una serra sperduta nelle campagne di Vittoria, vive in un casolare fatiscente nei pressi. La scuola è difficile da raggiungere a piedi. Il tragitto è lungo e pericoloso per due bambini soli. Il padrone è un signore di Vittoria. Si offre generosamente: «Li accompagno io». La sua non è una richiesta disinteressata.

In piena notte la chiama. Chiede se i bambini si sono addormentati. Le dice di raggiungerlo sotto un albero. Anche il padrone vive lì, a due passi. Con la moglie e un figlio. Luana teme soprattutto le minacce dell’uomo, ha paura per i bambini. A volte si nega. Lui subito minaccia. «Non li porto più a scuola. Niente acqua da bere. Neanche a te. Qui c’è caldo e l’acqua che diamo alle serre è avvelenata. Vuoi andare al supermercato? È molto lontano».

Luana sopporta tutto. Persino quando lui perde la testa e la minaccia con la pistola. Ma quando dice che non porterà più i bambini a scuola, condannandoli all’isolamento più assoluto, pensa che può bastare. Decide di fuggire. Di notte prepara la valigia, prende i bambini per mano. Luana è stata accolta e protetta nel centro di accoglienza dell’associazione “Proxima”. È inserita nei programmi destinati alle vittima di tratta. Come se fosse una storia di prostituzione. Si tratta invece di lavoratrici che producono ortaggi. Quelli che tutti compriamo al supermercato. Dopo un mese ha deciso di andare via. Ora lavora nuovamente nelle serre. Sfruttamento estremo significa anche mancanza di alternative.

Lontano da Seva
La storia di Luana è stata raccolta da Alessandra Sciurba, ricercatrice dell’Università di Palermo. Perché le donne accettano queste condizioni? «In genere sono consapevoli di quello che le aspetta. Ma lo fanno per tenere unita la famiglia». Nelle serre puoi vivere coi bambini. A casa di un anziano no. Meglio quindi fare la contadina che la badante. Per questo ci sono nelle serre tante mamme rumene coi bambini. «Possiamo parlare di un estremo esercizio del diritto all’unità familiare».

Le rumene vengono da Botosani, una delle zone più povere del paese. Anche lì lavoravano in campagna. «Non potevo stare lontana da Seva, sono troppo attaccata», dice Adriana. Sciurba spiega che le rumene possono essere definite bread winner. Sono le prime a partire. I mariti, se arrivano, arrivano dopo. Intanto gli italiani diventano padroni della loro vita e della loro morte. Sono padroni in tutti i sensi. Le rumene hanno una “considerazione inferiorizzata” di tutti gli uomini: tunisini, rumeni, italiani. «Qualunque cosa possono farci, loro sono niente», conferma Adriana.

Un’altra storia raccolta da Sciurba è quella di Cornelia e Marco. Cercavano una situazione tranquilla. Una serra dove portare la bambina e un padrone che tiene le mani a posto. Hanno trovato un lavoro vicino Gela. Dieci ore al giorno, pochi soldi e in nero. La “casa” è una stanza spoglia nel magazzino. «Ma non devi guardare mia moglie», ha chiarito Mario al padrone. Va bene, ha risposto lui. Anche perché c’è un’altra rumena, sposata, che assecondava le sue voglie. Il marito fa finta di niente per non perdere il lavoro.

Nella serra ci sono cani da guardia molto aggressivi. Sono addestrati per sorvegliare e controllare i lavoratori. Un giorno un dobermann azzanna Cornelia e la bimba, ferendo gravemente alla coscia la piccola. «Ci sono voluti quasi 100 punti», dice mostrando la gambetta della bimba. «Io la tenevo in braccio e ho cercato di proteggerla ma è stato impossibile fermare il cane». Arrivano i carabinieri, il padrone dice che l’animale passava per caso. Intanto il dobermann viene nascosto. La rumena che ha una relazione col padrone conferma. Cornelia e Marco devono ricevere ancora 5000 euro. Denunciano l’uomo. La bambina dovrà essere sottoposta a intervento chirurgico per fare in modo che il muscolo possa svilupparsi correttamente.

Almeno i due non pagavano l’affitto. C’è anche chi chiede fino a 300 euro al mese per un rudere. «Ci sono abitazioni piccole e senza infissi», rivela una ricerca condotta dall’“Associazione per i diritti umani”. «I buchi nel soffitto fanno passare l’acqua piovana. Le mura sono erose dall’umidità. Proliferano i miceti, con conseguenti patologie come l’asma in soggetti, soprattutto in tenera età, prima perfettamente sani. Il tutto nel totale disinteresse del locatario». Nella zona sono intervenuti sia Emergency che Medici Senza Frontiere. Come fosse una zona di guerra e non un distretto produttivo. Spesso gli operatori affermano che certe cose (letti di cartoni, cucine col fornelletto a gas, magazzini adattati ad abitazione) non le hanno viste nemmeno in Africa.

L’anima non me la toccano
È il più spaventoso dei metodi contraccettivi. Vittoria è il primo comune in Italia per estensione delle coltivazioni plastificate e per numero di aborti in proporzione al numero di abitanti. Va avanti così da anni. Spesso le rumene sono giovanissime. Arrivano in ambulatorio accompagnate da uomini, in genere italiani ma a volte anche tunisini e albanesi. «Restano sedute con lo sguardo fisso a terra e gli uomini parlano al posto loro», racconta un’operatrice dell’Asl. «Anni fa un tunisino mi ha portato tre ragazze rumene, tutte incinta, per farle abortire. Parlavano poco. Quando sono rimasta sola con loro mi hanno detto di lavorare nelle serre di cui lui era proprietario».
«Nel caso specifico di Vittoria le donne si trovano impossibilitate ad interrompere la gravidanza poiché tutti i medici sono obiettori di coscienza», spiega la ricerca dell’“Associazione Diritti Umani”. Solo all’ospedale di Modica sono presenti medici non obiettori, ma la crescita esponenziale di richieste di aborto porta un allungamento dei tempi di attesa, rendendo impossibile l’aborto entro i tre mesi previsti dalla legge. Alcune donne sono costrette a ritornare nei loro paesi d’origine per abortire. Altre, invece, si affidano a strutture abusive e a persone che, sotto cospicuo pagamento, praticano l’aborto senza averne competenza».

L’uomo cacciatore
Per le vittoriesi la colpa è delle rumene. Sono loro a tentare il maschio siciliano, per sua natura focoso. C’è una fortissima rivalità tra donne. L’“uomo cacciatore”, ovviamente, è orgoglioso delle “conquiste”. Vantarsi di queste cose dentro le serre è normale. Molto complessa la figura del marito rumeno, a volte presente anche lui in serra. Sa e non sa, vede e non vede. Se non accetta la situazione, è il primo a essere cacciato.
Di fronte a certi orrori lo sfruttamento sul lavoro passa quasi in secondo piano. Anche se significa salari da dieci euro al giorno, temperature di fuoco sotto i teloni, veleno che può rovinare i polmoni, la pelle, gli occhi. Per non parlare delle “fumarole”. Quando di notte bruciano piante secche e fili di nylon, di mattina si soffoca.
Così si produce l’ortofrutta che troviamo in tutti i supermercati. «Abbiamo circa 3000 aziende agricole di piccola e media dimensione», spiega il sindaco Nicosia. «È la più grossa espressione dell’ortofrutta meridionale, oltre che il mercato è il più importante d’Italia di prodotto con confezionato». Nel 2011 risultavano regolarmente registrati 11845 migranti, una stima di quelli che lavorano nelle serre oscilla tra 15mila e 20mila. Migliaia di schiavi che ci permettono di mangiare ortaggi fuori stagione.

[fonte: repubblica.it]

Pino Masciari: solo l’occupazione può restituire benessere al Paese

Scritto da Pino Masciari Il 3 - settembre - 2014 COMMENTA
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E il lavoro continua a mancare. 
Mentre a Polsi la parola ‘ndrangheta rimane un’ombra e il vescovo ribadisce che il “I problemi ci sono in questo territorio e sono legati alla mancanza di lavoro e all’immigrazione”, nelle città del nord  le saracinesche restano abbassate anche dopo la fine delle vacanze,  per ogni nuova impresa commerciale che è stata avviata altre due invece hanno dovuto chiudere.
Lo scenario è davvero preoccupante e più passa il tempo più  passa la speranza della gente di poter intravedere il presente migliore.
Le tensioni sociali in ogni ambito e settore aumenteranno cosi come anche le tasse per la conseguente contrazione dei consumi.
Solo l’ occupazione e l’ impegno dello Stato  può sottrarre egemonia alla criminalità organizzata e può riproporre benessere ed equlibrio in tutto il Paese.
 

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/09/02/polsi-vescovo-di-locri-summit-ndrangheta-qui-problemi-sono-lavoro-e-immigrazione/294742/

http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2014/20140902_video_16020690/00024096-settembre-nero-commercianti-chiusi-2-negozi-ogni-nuova-apertura.php

Alcide_de_Gasperi_2Politico e statista di spessore che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della repubblica italiana del dopoguerra , uomo onesto e dedito alla missione politica quale servizio sociale innanzitutto.

Uno stimolo per guardare al nostro presente con occhi critici  e attenti.
Si parla molto di chi va a sinistra o a destra, ma il decisivo è andare avanti e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale.”(cit. A. De Gasperi)

Pino Masciari- ITALIA: Paese di proclami e contraddizioni.

Scritto da Pino Masciari Il 12 - agosto - 2014 1 COMMENTO

 

UnknownNeanche il pudore rimane più, e insieme  la percezione del tempo che passa.
Così funzionano i proclami: lotta alle mafie quando queste hanno ormai consolidato la loro egemonia ovunque; lotta alla corruzione quando ancora non vi è una linea legislativa efficace; aiuto alle imprese, quando ormai le imprese sono chiuse e fallite; spending reviw quando ancora si cerca di capire dove applicarla e come; lotta all’evasione tramutata in persecuzione al cittadino per raccattare gli spiccioli dal fondo del salvadanaio; regolamentazione dell’ immigrazione quando ormai la porta è aperta da troppo tempo; diminuzione delle tasse quando si prospettano continuamente finanziare per colmare gli interessi del debito pubblico crescente;
Mentre la crisi economica rende gli italiani un popolo di insoddisfatti e  la percezione comune è che la crisi fatta di disoccupazioneprecarietà del lavoro, contrazione dei consumi, è una strada amara da percorrere.      Pino Masciari  

 http://notizieindiretta.it/italia/economia/crisi-economica-gli-italiani-sempre-spaventati_33079.html

http://www.barbadillo.it/27220-antimafia1-la-ndrangheta-colonizza-il-nord-italia-e-punta-allolanda/

http://www.asca.it/news-Crisi__da_Moody_s_e_Ocse_segnali_in_chiaroscuro_per_l_Italia-1413239-ECO.html

 

http://www.asca.it/news-Guerini__art_18_non_ad_agosto__tema_lavoro_e__in_legge_delega-1413072-POL.html

http://www.pinomasciari.it/wp-content/uploads/2014/08/dia-640.jpg

Nessun stupore a leggere tali notizie, è quello che affermo ormai da anni.
Oggi nonostante se ne parli in tanti convegni e nonostante le pesanti indagini e decapitazioni economiche di confische, le organizzazioni criminali sono prolifere e molto robuste nella loro attività, agiscono nel silenzio e contaminano i settori che sono l’obiettivo delle loro conquiste.
E l’unico settore che non conosce crisi e che rischia di offrire impiego e lavoro senza esuberi o cassaintegrazione.
Vigilare non basta, è necessario creare tattiche più coerenti e incisive destinando maggiori risorse ai settori i impegnati nel contrasto  alla criminalità.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/05/mafia-dia-al-parlamento-prepararsi-a-contrastare-derive-di-scontro/1082247/
Mafia, Dia al Parlamento: “Prepararsi a contrastare derive di scontro”
È la Direzione investigativa antimafia a sottolinearlo nella relazione al Parlamento. “
“La forza delle principali organizzazioni”, rileva ancora la Direzione Investigativa Antimafia, resta “la grande disponibilità di capitali, evidenziata dagli ingenti sequestri e confische che vengono operati, e che consente una profonda penetrazione del sistema economico anche grazie a una diffusa e facilmente conseguibile collusione di figure pubbliche, inclini alla corruttela“.  
La mafia calabrese è inoltre caratterizzata da un “persistente dinamismo, robuste potenzialità organizzative, ampie disponibilità di risorse”. Pericoloso, secondo la Dia, è il tessuto di relazioni e collusioni con ambienti politici e imprenditoriali che la ‘ndrangheta è riuscita a creare con un “modus operandi che costituisce la più rilevante minaccia della matrice ‘ndranghetista esportata anche in altre regioni”.

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La Sicilia, terra simbolo dell’origine della mafia, bagnata dal sangue di Falcone e Borsellino e di tanti altri eroi, scenario di trattative e di comando di boss noti come Riina e Provenzano, reagisce ancora una volta con orgoglio e approva all’unanimità la nuova legge a favore dei testimoni di giustizia riconoscendoli così una grande risorsa.
 La lotta alla mafia passa anche dalla gratitudine verso coloro  che hanno difeso la legalità e la giustizia a costo della vita .
 L’approvazione di questa legge consegna a tutte le altre Regioni  la possibilità di cogliere questa  opportunità e di fare  antimafia partendo proprio dal ruolo di esempio che rivestono sul territorio i testimoni di giustizia, un fiore all’occhiello da esibire e non da nascondere. E’ insostituibile sostenere il significato intrinseco della loro scelta di affidarsi alle leggi dello Stato, perché l’inizio per sconfiggere le mafie parte dalla ribellione alla cultura mafiosa e dalla sfida diretta contro di essa, muovendo proprio dalla denuncia.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/politica/2014/1-agosto-2014/ai-testimoni-giustizia-stessi-benefici-previsti-familari-vittime-mafia-223672790953.shtmlhttp://www.guidasicilia.it/la-nuova-legge-favore-dei-testimoni-di-giustizia/news/119617 

 

Pino Masciari: non c’è più tempo, lavoro per rinascere!

Scritto da Pino Masciari Il 4 - agosto - 2014 COMMENTA
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Crescita giù, conti pubblici a rischio. Per salvare l’Italia bisogna creare lavoro, l’unico modo di restituire ossigeno ai cittadini dissanguati dalla pressione di emergenza economica e fiscale di questi ultimi anni.
Rimane l’unica strada per uscire  dallo stallo economico in cui si trova il nostro paese.
Produrre per crescere. 
Non si può rinviare il problema più  pungente del mercato del lavoro.
Il governo e tutte le forze politiche s’impegnino e si  adoperino a creare fonti di lavoro e a riconoscere la complessità dei problemi della nostra società.
Non c’è più tempo! Qualunque cosa si faccia  è inutile se non si parte da questa priorità.
Poi tutto il resto: le famiglie italiane devono avere la garanzia di poter sopravvivere e di “sfamare” i propri figli!
 
 Agenzia ANSADisoccupazione giovanile sale a 43,7%,a top dal ’77. Istat, crescita di 0,6 punti su mese e di 4,3 punti su anno ‪http://bit.ly/1rKi5yg

Pino Masciari: Siamo al delirio !

Scritto da Pino Masciari Il 1 - agosto - 2014 COMMENTA
http://www.pinomasciari.it/wp-content/uploads/2014/08/LAPR1279-002-kzYC-U4303019109349ic-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg
Insulti e feriti: bagarre sul nuovo Senato. Grasso invoca la polizia.
Quanto ancora il popolo italiano potrà tollerare simili insulti ed umiliazioni?
E dopo questa strana estate, continua a non esserci lavoro,  le imprese chiudono, il paese è alluvionato, tra conti che non tornano di pil e Spending review,  tra tasse che aumentano e  istituzioni in bollore, allarmi ed allarmismi preannunciati,  l’ autunno non sarà una discesa.
http://www.corriere.it/politica/14_agosto_01/insulti-feriti-bagarre-notturna-nuovo-senato-governo-va-sotto-b93d27ca-1945-11e4-91b2-1fd8845305fa.shtml

Pino Masciari: quando ci si occuperà dei problemi degli italiani?

Scritto da Pino Masciari Il 30 - luglio - 2014 COMMENTA
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Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale. (Italia al primo posto della classifica Ocse per il carico fiscale, al 53,2% del Pil. Sono i dati rilevati da Confcommercio.)
La pressione fiscale produce l’abbattimento della crescita. E’ un tema che compare  solo nei temi da campagna elettorale. E nel frattempo  i cittadini italiani come vivono?
Quando ci si prenderà cura dei problemi quotidiani che affliggono i comuni cittadini come i pensionati, i cassaintegrati, gli esodati , i licenziati, i senza lavoro, come  le imprese e gli artigiani oppressi dalla pressione fiscale e dalla pesante burocrazia?
Si tratta di un numero consistente di famiglie che stanno attraversando un profondo disagio economico ed una pesante ingiustizia sociale, che portano a sentire sempre più sfiducia verso il futuro e verso la politica che dimostra di essere  troppo presa da strategie di palazzo e di potere.
Quando ci si occuperà dei problemi degli italiani?  E’ questa la vera riforma.
http://businessandtech.com/tasse-schiacciano-italia-nel-2013-record-mondiale-della-pressione-fiscale/46778
 

Pino Masciari: reale emergenza è la mancanza di lavoro

Scritto da Pino Masciari Il 24 - luglio - 2014 COMMENTA
http://www.pinomasciari.it/wp-content/uploads/2014/07/al621.jpgPino Masciari: reale emergenza è la mancanza di lavoro:
Non bisogna perdere di vista la reale emergenza del nostro Paese che è la mancanza di lavoro. Non basta la riforma del Senato a far cambiare le condizioni di crisi economica in Italia, non ci si nutre con le sola riforme messe in campo.
Le riforme sono necessarie ma non al momento prioritarie.
La politica consideri come priorità il disagio di diecimilioni di famiglie che versano nella povertà, faccia un azione immediata per creare nuove fonti di occupazione e di sostegno sociale.

PINO

(AGENPARL) – Roma, 11 lug – “Le riforme finalmente stanno approdando in Parlamento, evocate, discusse, concordate. Ma l’emergenza lavoro, tanto reclamizzato dov’è finito? Le famiglie aspettano risposte concrete e il lavoro è la priorità nel nostro Paese. Lo stallo economico non si affronta con l’aumento delle tasse ma creando occupazione e ripristinando un circolo virtuoso. Senza lavoro non vi può essere stabilità e giustizia sociale. Lo invocano tutte le associazioni di categoria “misure immediate per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”. Lo ha ribadito qualche giorno fa il Capo dello Stato, lo ha sottolineato il Papa. Perché aspettare ancora!”

Lo scrive in una nota Giuseppe Masciari,  imprenditore edile calabrese sotto scorta per aver denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.

 

Pino Masciari: l’occupazione è la vera emergenza.

Scritto da Pino Masciari Il 11 - luglio - 2014 COMMENTA
 
precario-ape--4-Le riforme finalmente stanno approdando in Parlamento, evocate, discusse, concordate.
Ma l’emergenza  lavoro, tanto reclamizzato dov’è finito?
Le famiglie aspettano risposte concrete e il lavoro è la priorità nel nostro Paese.
Lo stallo economico non si affronta con l’aumento delle tasse ma creando occupazione e ripristinando un circolo virtuoso.
Senza lavoro non vi può essere stabilità e giustizia sociale.
Lo invocano tutte le associazioni di categoria “misure immediate per rilanciare il sistema produttivo e l’occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico”.
Lo ha ribadito qualche giorno fa il Capo dello Stato, lo ha sottolineato il Papa.
Perché aspettare ancora!
  http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/produzione-industriale-calo-maggio-auto/791180.shtml
 

Pino Masciari: I giovani sono la priorità!

Scritto da Pino Masciari Il 8 - luglio - 2014 COMMENTA
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Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani”
L’Italia è povera perché non ha la capacità di creare lavoro.
Il lavoro è ricchezza e i  giovani sono la priorità.
Incontro tanti giovani e con amarezza leggo sul loro viso la rassegnazione di non vedere avanti una prospettiva certa di lavoro e, soprattutto, la volontà ormai di “uscire” dal nostro Paese per cercare sistemazione altrove.
Recuperare le virtù e l’energia dei nostri giovani è indispensabile.
Superare il vuoto è doveroso.
E’ un modo per chiedere scusa a loro delle profonde lacune socio- economico-politiche che abbiamo provocato e in cui li stiamo destinando.
Per ripartire bisogna sfruttare le risorse già disponibili: i giovani con la loro istruzione, il territorio, il mare, l’artigianato, il made in Italy, l’arte, ecc.
Esempio: nessuno mai potrà ricopiare il nostro Colosseo o riprodurre una città come Venezia simboli di opulenza. 
 
Basta disfattismi: i cittadini recuperino energia e fiducia nelle proprie capacità e la politica faccia un cambio di rotta privo di personalismi e di interessi partitici. Iniziando concretamente dalla  lotta alla mafia e alla corruzione!

 http://www.lastampa.it/2014/07/06/italia/politica/il-monito-di-napolitano-se-i-giovani-non-trovano-lavoro-litalia-finita-PAXf6cjwDFx1GHIJHsKg3H/pagina.html

Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani”

images-4Esami di maturità: in bocca a lupo a tutti i ragazzi che oggi affronteranno gli esami di maturità,in bocca a lupo a mio figlio, che si trova a sostenere  una tappa importante della sua vita, dopo averne affrontate egregiamente tante in passato.

A loro va il mio paterno ed affettuoso augurio, ripensando ai tanti, tantissimi giovani  che ho avuto modo di conoscere nei miei numerosi incontri scolastici e a quelli che hanno dedicato le loro tesine ispirandosi alla mia storia.

Che la “ maturità” che stanno per acquisire sia quella reale che li porterà ad essere cittadini onesti e laboriosi nel proprio paese.

La scuola e la sua preparazione sono il fondamento della nostra società futura da cui si può sperare il nuovo orizzonte.

“La Regione della vergogna” (L’Ora della Calabria)

Scritto da Pino Masciari Il 12 - giugno - 2014 COMMENTA

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Pino Masciari: L’evoluzione continua e per interrompere tali circuiti è la forza morale di ognuno di noi che deve avere il sopravvento.

“La verità è cosa molto complessa, e la politica è un affare molto complicato. Vi sono giri e rigiri. Si può essere legati ad alcune persone da certi obblighi che bisogna soddisfare: presto o tardi nella vita politica è obbligatorio il compromesso. Tutti ci si piegano”. Cit. Oscar Wilde

http://lorasiamonoi.wordpress.com/2014/06/10/indagati-arrestati-condannati-e-la-regione-della-vergogna-2/

Indagati, arrestati, condannati: è la Regione della vergogna
La Regione della vergogna e del malaffare. L’ultima notizia in ordine di tempo, freschissima di giornata – l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa – è il colpo finale al cuore della credibilità di una classe politica sempre più impresentabile. La presunzione di innocenza fino al termine dei gradi di giudizio è naturalmente indiscutibile e intangibile, ma la legge dei “grandi numeri” è impietosa. Dice che almeno l’80 per cento della rappresentanza istituzionale alla Regione – dalla Giunta al Consiglio – è finito sotto la lente della magistratura penale per – presunti – reati più o meno gravi, un dato che configura in Calabria una “questione morale” sterminata come un oceano. Nessuno escluso, l’indegnità è perfettamente “bipartisan”: da destra a sinistra passando per il centro, la politica calabrese chiude questa legislatura regionale in modo persino peggiore di quella precedente, che pure non scherzò. Sepolta dagli scandali e dalle malefatte. Già ai suoi albori è “tintinnar di manette” malgrado i giuramenti sulla pulizia delle liste: si ricordano gli arresti dei consiglieri regionali Santi Zappalà (corruzione elettorale e rapporti con le cosche reggine, Franco Morelli (concorso esterno in associazione mafiosa), Antonio Rappoccio (tra le varie accuse, truffa e voto di scambio). Un elenco lunghissimo, che si ripercorre a memoria sapendo di dimenticare persino qualcosa e soprattutto qualcuno. Un ”gorgo” inarrestabile, nel quale finisce persino il governatore Peppe Scopelliti, condannato per i presunti buchi di bilancio quand’era sindaco di Reggio e per questo sospeso dalla carica (oltre che dimissionario) ma rincorso anche da inchieste sulla gestione della sanità e sulle nomine regionali, insieme praticamente all’intera sua Giunta a palazzo Alemanni. Poi, nel mirino delle procure anche alcuni singoli assessori regionali, come Franco Pugliano per le zone d’ombra della discarica di Alli di Catanzaro o Mimmo Tallini sempre per le nomine della Regione. Maggioranza e minoranza, tutti insieme appassionatamente nell’uso “distorto” delle cariche pubbliche, interpretate come gestione del potere a fini essenzialmente personali e clientelari. Indagini a esempio coinvolgono i democrat Antonio Scalzo (concorsi all’Arpacal) e Demetrio Naccari Carlizzi (accusato di aver “brigato” per favorire la moglie a un concorso da primario nella sanità reggina). Coinvolgono anche il presidente del consiglio regionale Franco Talarico (abuso di ufficio per alcune nomine), o ancora il consigliere regionale Pasquale Tripodi (truffa) o i colleghi Ottavio Bruni (omissione d’atti d’ufficio) e Claudio Parente (truffa aggravata) etc etc. E poi, la “summa”, l’inchiesta ormai conosciuta come “Rimborsopoli”, la gestione “allegrissima” dei fondi dei gruppi del consiglio regionale, utilizzati per pagarsi lap dance, Gratta e Vinci, Vigorsol e bricolage… La prima “ondata” di indagati coinvolge i capigruppo all’epoca dei fati conestati: sono già sfilati davanti ai magistrati Emilio De Masi (Idv), Sandro Principe (Partito democratico), Vincenzo Antonio Ciconte (ex capogruppo Autonomia e Diritti), Agazio Loiero (ex governatore della Calabria, ma attualmente capogruppo di Autonomia e Diritti), Giuseppe Bova (ex presidente del consiglio regionale), Nino De Gaetano (Partito democratico, ma indagato quand’era a Rifondazione comunista) Giulio Serra (Insieme per la Calabria), Gianpaolo Chiappetta (ex Pdl), Luigi Fedele (ex capogruppo del Pdl), Alfonso Dattolo (Udc), Pino Gentile (Pdl, già Forza Italia), il sottosegretario Alberto Sarra (in passato capogruppo di Alleanza Nazionale), il senatore Giovanni Bilardi (Ncd, fino a pochi mesi fa capogruppo della Lista Scopelliti Presidente). La seconda “ondata” di “Rimborsopoli”: Tra gli indagati il presidente Talarico, poi per l’Ncd i senatori Pietro Aiello e Antonio Caridi, il segretario-questore Giovanni Nucera, Fausto Orsomarso, Nazzareno Salerno, Rosario Mirabelli; per Forza Italia il capogruppo Ennio Morrone, il vicepresidente del Consiglio Alessandro Nicolò, Giuseppe Caputo, Mario Magno, Salvatore Pacenza. Ci sono anche i membri della Lista Scopelliti Presidente: Alfonso Grillo, Candeloro Imbalzano, Salvatore Magarò e Claudio Parente; oltre a esponenti dell’Udc come Gianluca Gallo e Ottavio Bruni. Molti i rappresentanti del Pd, tra cui il secondo vicepresidente Pietro Amato, gli attuali parlamentari Demetrio Battaglia e Bruno Censore, poi Mario Franchino, Carlo Guccione, Mario Maiolo, Nicola Adamo, Antonio Scalzo e Francesco Sulla. Nella lista degli indagati figurerebbero anche il deputato Ferdinando Aiello (Sel, ora Pd), Domenico Talarico e Giuseppe Giordano dell’Idv. Fatto qualche conto, sono più di quaranta. Un numero mostruoso. E come reagisce il consiglio regionale? Approvando una legge elettorale che crea soglie di sbarramento esorbitanti, in modo da “soffocare” nella culla la voglia di partecipazione dal basso e da rendere fondatissimo il sospetto che un sistema ormai “marcio” fino al midollo non intende mollare, anzi intende perpetuarsi all’infinito. Una “casta” di infamia, che tira a campare mente i calabresi onesti tirano la cinghia e a volte le cuoia… Il governo nazionale probabilmente impugnerà la legge elettorale, ma forse ci sarà bisogno di ben altro: magari un decreto anti-corruzione ad hoc per la Calabria e l’eliminazione dei vitalizi a chi ha ridotto la Regione a un cumulo di macerie e miserie, anche e soprattutto morali.
Antonio Cantisani

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