Pino Masciari. Domenica sera a speciale TG1 nel corso della trasmissione “Racconti di vita normale” è andato in onda “Ritorno Impossibile” un breve video, dove Pino e Marisa raccontano, condensando in pochi fotogrammi, quelli che sono stati gli anni terribili di esilio per loro e per i loro bambini, adesso adolescenti, esilio che dura ancora, perché gli è vietato, per il costante pericolo di vita a cui è esposto di poter fare ritorno nel suo paese di origine. Per chi si fosse perso la visione, lo proponiamo qui sul Blog degli Amici di Pino Masciari nella sezione video.
PINO MASCIARI – SETTE MINUTI PER RACCONTARE UNA VITA
Pino Masciari – PRESIDENTE ONORARIO DELLA FEDERCONTRIBUENTI
Pino Masciari Presidente Onorario di Federcontribuenti:
A Pino Masciari
Per definizione, un Uomo di Stato, è colui che al di la di ogni ragionevole dubbio e paura perseguita un sogno, un ideale: la giustizia.
Una giustizia assoluta, contro il male che si annida in ogni ordine e grado nel disprezzo dell’altrui vita. Pino Masciari è un uomo di Stato, un Testimone di Giustizia diventato portavoce di un messaggio nobile e profondo. Oggi la Federcontribuenti nell’eleggere Pino Masciari suo Presidente Onorario, non fa altro che esprimere la totale solidarietà e condivisione su di un tema largamente abbracciato ma poco rafforzato: la lotta alle mafie. Nel conferire questo prezioso incarico intendiamo non demandare a Pino Masciari la responsabilità di vincere questa guerra, ma, camminare assieme a lui, verso la determinazione di una serie necessaria di decreti legge volti a difendere chi combatte le mafie e ad inchiodare gli stessi mafiosi. Masciari non è mai stato solo, oggi sarà ancor più in compagnia. A Pino Masciari una delega operativa sulle proposte di legge da preparare e presentare allo Stato per combattere i mille rivoli di ingiustizia che si nascondono tra le maglie della lotta alle mafie e tra i Testimoni di Giustizia, oltre ad avere la piena facoltà ad aprire nuove delegazioni targate Federcontribuenti in tutta Italia.
Il Presidente Marco Paccagnella
Federcontribuenti Roma in via Vincenzo Petra 151, 00126 Telefono: 06 92958037
Pino Masciari – ” Sono lusingato di ricevere questo incarico, una missione di speranza nei confronti di tutti gli altri imprenditori ”.
Sono un imprenditore, non uno di quelli che costruisce case, scuole o palazzi. Non più, almeno. Ora costruisco legalità. Mi sento lusingato di ricevere oggi questo incarico, che non è solo una riconoscenza per il mio vissuto, ma che sento come “una missione di speranza” nei confronti di tutti gli altri imprenditori in questo momento economico che lo rende ancora più ostile. Un compito arduo: ci sono buchi culturali, economici e sociali e noi dobbiamo organizzarci per riconquistare il nostro territorio. Con il lavoro e la libertà nel rispetto delle istituzioni. Smettiamola di subire le conseguenze del silenzio, solo uniti capovolgeremo la situazione, ma bisogna agire concretamente. Io voglio essere vicino a chi intende seminare per vedere crescere arbusti sani. La mia parte l’ho fatta, e la sto facendo ancora. Io accetto la sfida, e voi?
Pino Masciari – Estorsioni, armi e droga. Operazione Old Family: 35 arresti a Crotone.
Estorsioni, armi e droga. Operazione Old Family: 35 arresti a Crotone.
Martedì, 4 giugno, alle prime ore del mattino è scattata l’operazione Old Family della polizia di stato di Crotone che ha portato a 35 arresti a carico di soggetti ritenuti dagli inquirenti responsabili di reati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, detenzione di armi comuni da sparo e traffico di stupefacenti. Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Dda di Catanzaro e farebbe seguito ad una indagine già avviata, da circa un anno, dal Pm Pier Paolo Bruni. Stesso pm che qualche giorno prima aveva portato a termine un altro blizt contro la cosca Tripodi nella Provincia di Vibo Valentia. E’ giunta l’ora di cambiare questa terra! E la strada maestra per fare ciò passa necessariamente per una Pedagogia della Denuncia civile e politica. E la magistratura, le forze dell’ordine ci stanno dando una prova di come sia possibile cambiare, denunciare questo stato di cose. Ciò che manca il più delle volte sono proprio i calabresi, silenti. La LIBERTA’ è una conquista e la lotta alle mafie è la madre di tutte le battaglie per vivere da uomini e donne liberi. Per poter guardare negli occhi i nostri fogli, per poter dare loro una terra in cui vivere e non sopravvivere. La lotta alla ‘ndrangheta è lo spartiacque tra la società civile e la società corrotta. Occorre prendere una posizione, decidere da che parte stare. Possiamo vincere questa sfida solo insieme, decidendo di stare tutti dalla parte della Giustizia, della Legalità, dei valori sani, della Vita, della Libertà.
Carmelina P.
Yvan Sagnet: “dai sogni ai diritti”
Di Marlena Lillo IV A Liceo Classico “P. Virgilio Marone” di Gioia del Colle
Il giorno 3 giugno 2013 nell’Aula Magna del liceo classico di Gioia del Colle si è tenuto un incontro che ha visto protagonista il giovane camerunense Yvan Sagnet, autore del libro-testimonianza “Ama il tuo sogno”. Ospiti dell’incontro sono stati anche il Sindaco di Gioia Sergio Povia e il segretario della Flai-Cgil della Puglia Giuseppe De Leonardis. Yvan Sagnet nel corso della serata ci ha raccontato la sua personale esperienza di giovane camerunense innamorato dell’Italia sin da bambino. Il suo sogno, quello di diventare ingegnere, lo porta a studiare a Torino. Poi quella che lui stesso definisce come una forza irresistibile lo conduce a Nardò, nel Salento a scoprire un angolo di Italia e un pezzo di Africa che drammaticamente si toccano. Sagnet ha guidato il primo sciopero dei braccianti africani in Italia, ritrovandosi, suo malgrado, a essere il leader di una rivolta che ha invaso tv e carta stampata, trasfondendo quel senso di inadeguatezza di fronte a storie di schiavi alle porte del terzo millennio. Con altri ragazzi, Yvan ha denunciato i responsabili delle speculazioni. Il libro è costruito intorno ad un NO. Un NO gridato contro l’ultimo sopruso nella raccolta dei pomodori. Un NO che segue anni ed anni durante i quali il caporalato è diventato legge, a dispetto dei contratti nazionali di lavoro, degli accordi sindacali, di qualsiasi norma di civiltà accettabile in un Paese che si ritiene evoluto. Sono così i migranti ad essere i protagonisti di una battaglia per un Paese migliore, un Paese che non è il loro e nel quale vengono spesso, paradossalmente, additati come portatori di comportamentali devianti. Durante il dibattito sono venuti fuori alcuni temi di forte attualità: l’immigrazione, la difficile integrazione degli stranieri in Italia, il caporalato, il razzismo e le condizioni schiavistiche in cui sono ridotti i braccianti. L’incontro, avente come tema “dai sogni ai diritti”, è stato molto interessante, ho apprezzato molto Yvan Sagnet in quanto senza il suo impegno non esisterebbe la legge contro il caporalato, eppure i caporali esistono al Sud da più di un secolo. La speranza del Mezzogiorno italiano sta proprio in questa parte d’Africa che, arrivata al Sud, trasforma il Sud e rimette in gioco interi territori, migliorandoli. Sagnet rischia la vita per una democrazia diversa, battaglia che molti italiani hanno rinunciato a combattere.
Pino Masciari – I media, la violenza, i bambini: e questa la chiamiamo civiltà?
Pino Masciari: in quale società viviamo se i bambini non vengono preservati dalle brutture del mondo, tutto è alla portata di tutti. Una violenza che incide profondamente nello sviluppo e nella crescita dei nostri figli è sicuramente l’imperversare dei media. Bisognerebbe rallentare e cominciare a pensare se, in un mondo che va a rotoli ci interessa ancora tutelare l’infanzia? Sarà ancora possibile far crescere con principi di giustizia e legalità, rispetto per gli altri, quelli che saranno gli uomini di domani?
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/04/media-violenza-bambini-e-questa-chiamiamo-civilta/615608/
Piacere, Paura.
di Claudia Granaldi I A Liceo Classico di Gioia del Colle
Ieri sera nel chiostro del comune di Gioia del Colle si è tenuta la seconda edizione del concorso “Lo stato siamo noi”, organizzato e bandito dalla mia scuola. Durante la serata sono stati premiati gli elaborati migliori tra quelli che erano stati prodotti dai ragazzi, distinti nelle varie sezioni del concorso (cortometraggi, poesie, racconti e brani musicali). E’ stata sorprendente la partecipazione dei ragazzi, che si sono dimostrati desiderosi di giustizia, ribadendo così il loro diritto a vivere in un Paese dove la legalità regni sovrana. Gli stessi ragazzi che sono quotidianamente ridotti allo stereotipo di esseri disinteressati, superficiali e ignavi della realtà che li circonda. Ieri sera, invece, ho sentito finalmente la forza dell’idea espressa qualche tempo fa da Rosanna Ferrigno, promessa sposa dell’uomo ucciso per sbaglio dalla mafia lo scorso ottobre, nella frase emblematica “Noi siamo di più”. Sì, è vero, noi siamo di più.
Stasera però, non sento più quell’adrenalina e quella forza scorrere nelle vene. Dopo essere andata a trovare dei parenti in una città qui vicino, mi sono trovata nella situazione di dover pagare dei parcheggiatori abusivi. Da un lato sentivo ancora forte la passione che aleggiava ieri sera, dall’altro, però, mi sono resa conto che, arrivata davanti al momento di agire, ho avuto Paura. Sì, Paura, con la lettera maiuscola. Paura che, se mi fossi ribellata, avrebbero distrutto l’auto di mia madre. Paura che avrebbero potuto ferirci, in modo più o meno grave. La Paura di essere da soli. Sostituita presto dallo sconforto, quando qualche metro più avanti ho visto una volante della polizia.
E allora? Che fare? Il lettore non mi fraintenda: neanche per una frazione di secondo mi è balenata nella testa l’idea di chiudere gli occhi, di far finta di niente. La domanda, quindi, non è “Che fare?” ma “Come fare?”.
Pino Masciari – Festa della Repubblica 2013 – Auguri Italia

Oggi 2 Giugno in tutta Italia si svolgeranno manifestazioni per festeggiare la nascita della Repubblica Italiana. Pino Masciari vuole fare i suoi auguri a questa Italia che compie 67 anni, tanti ne sono passati da quando si tenne il referendum istituzionale a suffragio universale e i cittadini italiani votarono a favore della nascita della Repubblica. Ribadisce per l’ennesima volta “Sono pronto a morire per lo Stato, ma non per il potere”, rifiuta il potere, quello che rappresenta una delle piaghe maggiori della società. Il potere rende ciechi e sordi ai bisogni dei cittadini. Dette da uno come Pino queste parole assumono un significato doppiamente importante. Lui che da anni vive la sua vita senza risparmiarsi, servitore di uno Stato, che con tutti i difetti possibili, è sempre lo Stato a cui ha giurato di essere sempre fedele. Abbandonato, spesso da quello stesso Stato a cui darebbe volentieri la vita se necessario, ricorda che dobbiamo tenere sempre presente gli articoli della nostra Costituzione, in primis “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, visto che a distanza di 67 anni da quell’ ormai lontano 2 giugno del 1946, il lavoro è diventato una piaga sociale di proporzioni enormi, quasi inimmaginabili.
Pino Masciari – Dia di Catanzaro arresti e sequestro beni per 25mln.
Pino Masciari, stamattina è atterrato in Calabria per recarsi in veste di relatore/docente presso l’Università della Calabria. E con enorme soddisfazione che ha accolto la notizia che campeggia su tutti i giornali, le forze dell’ordine hanno svolto un ottimo lavoro con l’arresto di 4 imprenditori edili, personaggi che appoggiavano le cosche del clan mafioso dei Giampà, per il controllo delle attività illecite nella zona di Lamezia Terme. Le aziende, operanti nel settore del calcestruzzo sono le più a rischio per le collusioni con la ‘ndrangheta, non bisogna abbassare la guardia, e denunciare sempre, dice Pino Masciari, per non essere collusi con il malaffare e rimanere liberi.
http://www.articolotre.com/2013/05/ndrangheta-dia-arrestata-4-imprenditori/174235
Pino Masciari: è in atto una guerra…..
Le ultime settimane sono state terribili, la cronaca ci ha riportato un vero e proprio bollettino di guerra, un massacro, la tragedia di tante famiglie. E’in atto una guerra, una guerra senza soldati armati, senza bombe, senza mitragliatrici o caccia bombardieri, e la guerra di chi è disperatamente solo. Sono sempre di più e rischia di salire a dismisura, il numero dei nuovi poveri, senza lavoro, sommersi dai debiti. C’è un sistema che sembra scollegato dal mondo reale, dalla gente che vive realtà drammatiche. Bisogna fermare questo bagno di sangue. Le priorità dei nostri governanti devono assolutamente riguardare il lavoro e il reddito di cittadinanza, garantire almeno il minimo necessario per la sopravvivenza per chi il lavoro non lo ha più e non riesce a trovarlo.
Pino Masciari – Palermo, Responsabilità e Rispetto.
Jean-Paul Sartre: “È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei”.
Pino Masciari. In questi giorni di ricordi, commozione, sorrisi e tante tantissime parole, dobbiamo tenere ben presente che il rispetto si conquista con la responsabilità. Responsabilità non è qualcosa che ci viene imposto da fuori, essere responsabili è la risposta al bisogno, che sia richiesto o meno, di altri nostri simili. Gli Eroi, commemorati in questi giorni, il rispetto di tutti se lo sono guadagnato con la responsabilità delle loro scelte di vita, scelte atte a rimuovere un cancro con ramificazioni gigantesche che da decenni mina le fondamenta della nostra libertà. E’ stato l’amore per il prossimo, oltre che per loro stessi, a indurli a non abbassare la testa, hanno lottato per noi, perché potessimo vivere in un mondo di uomini liberi, senza sfruttati e dominatori.Ed è questo che dobbiamo tenere presente, dobbiamo vivere da uomini liberi, ed è solo procedendo a testa alta, amando i nostri simili con senso civico e rispetto delle leggi, che potremo sperare nel cambiamento e che non basta distogliere lo sguardo per sentirsi meno responsabili.
http://www.ansa.it/legalita/rubriche/videogallery/video/2013/05/23/Nave-Legalita-sbarco-Palermo_8751136.html
Pino Masciari. La Sicilia, fatti non parole.


L’ Imprenditore Pino Masciari: – Ieri è stata la giornata della memoria e dell’impegno, il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta, ha iniziato a mettere in pratica il nostro auspicio a tutte le istituzioni *non parole ma fatti*
La Giunta regionale infatti ha approvato ieri un disegno di legge che estende le misure previste in Sicilia per i familiari delle vittime della mafia ai testimoni di giustizia. Il Governatore Crocetta presente alle manifestazioni ha detto <È necessario dare segni tangibili dell’attualità di quella lotta con il sostegno a quanti, esponendosi con il rischio della vita, si battono per l’affermazione dei principi di legalità e giustizia. Credo che Falcone ne sarà contento a ribadito Il Governatore.>
E lo siamo anche noi, abbiamo bisogno di sentire che le istituzioni non ci abbandonano.Il nostro impegno non deve essere penalizzato, ma ottenere il giusto riconoscimento per indurre anche altri, imprenditori e non, a denunciare le illegalità.
http://www.linksicilia.it/2012/05/il-giorno-della-memoria-tra-parole-ed-emozioni/
http://www.agrigentoflash.it/2013/05/24/regione-testimoni-di-giustizia-equiparati-alle-vittime-della-mafia/
http://livesicilia.it/2013/05/23/crocetta-i-testimoni-di-giustizia-come-i-familiari-delle-vittime-di-mafia_321066/
Pino Masciari – Bellezza e profumo di Libertà -I giovani a Palermo


Pino Masciari:- E’incredibile la quantità di giovani presenti ieri alla commemorazione della Strage di Capaci.Partendo da Via D’amelio per raggiungere in Via Notarbartolo l’albero della memoria, e ascoltare con commozione il Silenzio suonato da un agente della polizia,oltre alle istituzioni e ai cittadini, migliaia di studenti hanno formato un serpentone di striscioni,cartelli e colori. Se pensiamo che la maggioranza di questi ragazzi, 23 anni fa, all’epoca della strage non erano ancora nati è ancora più forte l’emozione, vuol dire che il percorso intrapreso per mantenere viva la memoria dei Giudici Falcone e Borsellino, che con i loro angeli custodi hanno dato la vita per la libertà e la giustizia sta dando ottimi risultati. Serve ancora più impegno, non solo nel parlare, ma principalmente nell’agire e siamo noi adulti con il nostro esempio che possiamo preparare la strada, affinché le vie della legalità e della giustizia vengano percorse già da piccoli. Se insegniamo loro la bellezza e il profumo della libertà, avremo piantato i semi che gli permetteranno di vivere nella Legalità.
Pino Masciari: Imprenditori non prestate la spalla alla criminalità.

Pino Masciari:”Il silenzio è oro per chi compra l’omertà e vende la morte spacciata per vita” cit..D.G L’Imprenditore che ha detto NO! e ha denunciato la criminalità mafiosa.
In concomitanza con il giorno della commemorazione della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino,eroi della nostra Italia, in Calabria e altre regioni di Italia si stanno svolgendo grandi operazioni congiunte delle forze dell’ ordine e della magistratura, che per l’ennesima volta, mettono in luce come la parte marcia delle istituzioni colluse con la mafia e gli imprenditori, diventano spalla economica della ndrangheta. Si parla di nomi noti a tutti, nel Vibonese, nel Crotonese,nomi legati a clan e cosche che hanno allargato ormai da tempo i loro tentacoli anche al Nord, consolidando il loro potere. I fermi e le richieste di custodia cautelare a Roma, Milano, Bologna, Brescia, Padova e Verona,
L’esortazione di Pino Masciari agli Imprenditori – *non rimanete ostaggio di queste dinamiche, lottate per rimanere liberi, è solo denunciando che possiamo cercare di ripulire il nostro paese dal marcio che sta cercando di schiacciarlo*.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_maggio_23/ndrangheta-sostegno-elettorale-aconsigliere-regionale-2221279615685.shtml
http://www.lastampa.it/2013/05/23/ndrangheta-colpo-a-imprenditori-cosche-arresti-mln-sequestri-AGkaODNo2Ed2aXwZSMaqhM/pagina.html
http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/23/news/ndrangheta_sequestrato_bar_a_roma_da_clan_sostegno_a_consigliere_del_lazio-59432498/
Torino maglia nera
Pino Masciari: sono letteralmente senza parole,affranto, il pensiero che un padre di famiglia rinunci per sempre al sorriso dei suoi figli, non vederli crescere e poter gioire con loro per le piccole e grandi cose della vita è inumano.Quanta solitudine e disperazione ha potuto sentire dentro di se questo padre.Quante amarezze ha dovuto ingoiare prima di giungere a un gesto così estremo.Non bisogna permettere che ciò accada ancora,bisogna cogliere l’ennesimo segnale di allarme ed agire in fretta, a cominciare col sostegno concreto di questa famiglia così profondamente colpita..Non c’è più tempo abbiamo toccato il fondo.
(Le parole dell’assessore al Lavoro della Regione Piemonte. «Il suicidio di un lavoratore è sempre una sconfitta per la politica e le istituzioni».)
Ormai di queste sconfitte se ne sono incamerate centinaia, e continueranno a crescere, se non si trova il modo di ridare dignità alle persone, dignità che è possibile recuperare solo lavorando.
Tre per uno.
E’ solo un’idea. Se si potesse per ipotesi credere di avere al governo persone pratiche e lungimiranti, che pensassero ,per un attimo ,cosa fare di concreto per sollevare le sorti del nostro paese, si potrebbe immaginare di fare ”prendi tre e paghi uno”. Come, vi chiederete. Semplice. E a mio avviso efficace: a tutte le aziende in essere, fermo restando gli addetti già assunti, per i quali non cambierebbe nulla, dare la possibilità di assumere tre persone, e far pagare i contributi solo per una, magari per un tempo limitato di uno o due anni.Lo stato riscuoterebbe contributi che altrimenti non incasserebbe mai, si darebbe lavoro a tre persone che rimetterebbero in circolo il denaro, creando così il circuito giusto per la ripresa economica, esisterebbero meno cassaintegrati… un piccolo passo o una mano tesa che dir si voglia, per evitare che, essere senza lavoro, si trasformi in una possibile porta aperta verso l’illegalità. Lavoro = Vita=Gioia
Italia: non ci può essere ricchezza senza lavoro.

Come si fa a far ripartire il motore Italia? Il lavoro che manca è allarme nazionale, i numeri negativi sono in aumento, bisogna fare in modo che l’economia venga incentivata. Lo Stato deve pagare subito i debiti verso i creditori per poter riaccendere un circuito spento, dare finanziamenti a piccole e medie imprese e a chi è in grado di far entrare nel mondo del lavoro i giovani e i disoccupati.
Senza lavoro si è soli, deboli, si perde la dignità, ci si sente nessuno. Lo Stato deve far si che la cultura del lavoro venga alimentata, contribuire a creare posti di lavoro non a distruggerli, nello stesso tempo deve mettere in moto l’assistenza per sostenere le famiglie che non hanno nulla,e garantire loro almeno il minimo vitale. Se non sarà così a breve, la criminalità raggiungerà punte mai viste, col rischio di esplodere e causare danni peggiori. Se da un lato dobbiamo recuperare con forza la centralità del lavoro, che l’economia della finanza di questi anni ci ha fatto perdere, dall’ altro l’assistenza deve assumere sempre più i contorni di una solidarietà condivisa. Non possiamo permettere che continui la scia dei suicidi e omicidi per mancanza di lavoro.Un popolo in ginocchio si ribella. Ricordiamo, sempre, il primo emendamento della nostra Costituzione.




















