Friday, 18 April, 2014

Contro le mafie “BLACK LIST “ per gli appalti!

Scritto da Pino Masciari Il 17 - aprile - 2014 COMMENTA

 

imagesIl sistema imprenditoriale italiano è in grande sofferenza, fatta eccezione per l’ imprenditoria mafiosa che grazie alla sponda compiacente della collusione, continua a garantirsi economia e grandezza.

Difendere le aziende sane vuol dire soprattutto contrastare quelle che invece operano in contiguità alle mafie.

E nella metodica del  contrasto, da calabrese e da magistrato, Gratteri  lancia la proposta di una “BLACK LIST “ rivolta principalmente agli appalti EXPO 2015.

Fornire una lista sospetta ,adiuvata  dall’esercizio di indagini e strumenti di blocco alla partecipazione ai lavori, potrebbe essere un utile dispositivo per impedire che l’ economia, che ruota intorno alle grandi opere, non sia inghiottita, ancora una volta da quelle strutture malavitose che hanno assorbito la ricchezza del Paese impoverendolo.

L’ azione di ognuno, ciascuno con le proprie competenze, deve a tutti i costi vertere in tale direzione,con l’ obbiettivo di porre fine alla deriva sociale in cui si trova il nostro paese.

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/22800_black_list_delle_aziende_per_difendere_lexpo/

dis

Negli ultimi sei anni i disoccupati con meno di 25 anni sono arrivati al picco del 40% e, secondo i dati relativi ai primi mesi di quest’anno, continuano a crescere. In sei anni è raddoppiata. Nel 2007 il tasso era al 20,3%, livello minimo raggiunto dal 1990, nel 2013 è arrivato appunto al 40 per cento. E’ quanto emerge dalle tabelle Eurostat, rielaborate dall’Adnkronos, da cui risulta che l’Italia si classifica al quarto posto dietro Grecia (58,6%) Spagna (55,7%) e Croazia (49,9%), su un totale di 34 Paesi presi in considerazione.

“Sono dati sconvolgenti – dichiara l’imprenditore Pino Masciari – è necessario rilanciare l’occupazione. Non è questo il futuro che vogliamo per i nostri figli, non è questo il presente che vogliamo per i nostri figli. E’ necessario intervenire per arginare questi numeri in costante aumento. Dobbiamo fornire ai nostri giovani delle alternative, devono poter scegliere se rimanere a lavorare nel proprio Paese o emigrare. Non è giusto fornire loro un’unica alternativa: partire, andare via dall’Italia. Dobbiamo garantire loro un’esistenza diversa. Dobbiamo dare loro possibilità. L’Italia sta morendo lentamente chiusa nella morsa della ‘ndrangheta, dell’inquinamento, della crisi, della disoccupazione. Una nave in balia della tempesta. Ma non dobbiamo mollare il timone, possiamo vincere questa battaglia. Lo dobbiamo ai noi stessi e soprattutto ai nostri figli, ai nostri giovani.”

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/06/disoccupazione-giovanile-eurostat-in-sei-anni-e-raddoppiata/941187/

aaaaaaa

 

Il tasso di disoccupazione a gennaio è balzato al 12,9 % . Il dato allarmante si registra proprio tra i giovani: circa 690.000 sono in cerca di lavoroE’ dal 1977 che non si registravano simili numeri.

“Si tratta di cifre terrificanti - il commento amaro dell’imprenditore Pino Masciari – i nostri giovani non hanno prospettiva di futuro, in realtà neanche di presente. Questo nostro Paese non riesce a dare loro un lavoro una volta finiti gli studi superiori o universitari. E’ come se i nostri giovani, se i nostri figli fossero destinati a nascere con la valigia in mano e un bel biglietto di sola andata verso un presente e un futuro migliori, in cui la società sia in grado almeno di garantire quello che la nostra Costituzione grida a gran voce. Lo leggiamo nell’art 1 “L’italia è una Repubblica demovratica fondata sul lavoro…”. Allora pretendiamoli i nostri diritti. Sono lì, non possiamo lasciar scivolare tutto. I nostri giovani non trovano lavoro, famiglie intere sono disperate perchè non riescono ad arrivare a fine mese, ci sono padri di famiglia che si uccidono, imprenditori che sono costretti a chiudere le secolari attività, uomini e donne che perdono il lavoro. Non possiamo accettare più tutto questo. Non possiamo accettare di rinunciare alla nostra dignità, alla nostra possibilità di vivere… c’è uno Stato che deve tutelarci, che deve garantire il concretizzarsi di quelli che sono i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. E il lavoro è proprio uno di essi…” 

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/28/istat-nel-2013-persi-478mila-posti-di-lavoro-tasso-disoccupazione-giovani-al-424/897056/

no

 

La ‘ndrangheta è ovunque: in Calabria come in Italia e all’estero. In Brianza, la polizia ha scoperto una vasta organizzazione dedita al crimine, composta da imprenditori, funzionari di banca, dipendenti delle poste. Una vera e propria banca clandestina che alimentava un’economia illegale spaventosa.

C’è poco da dire, se non la convinzione che ormai siamo al capolinea. Le mafie sono padrone del territorio. E noi siamo impotenti.

La società civile è la vera questione da affrontare: troppo distratta, o forse in grave difficoltà per la terribile crisi economica che stiamo vivendo.

La zona grigia è in aumento costante: tutti scelgono di fare affari con questa spazzatura umana. Dobbiamo in ogni caso resistere.  Dobbiamo lottare, continuare a batterci, e osare. Si Amici: osare. Basta con la Società della delega e della dipendenza. E l’ora delle responsabilità, anzi delle nuove responsabilità sociali.

Osiamo contro le mafie…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723245/Scoperta-la-rete-della–ndrangheta.html

 

esplosionegastronomiaromeoquater

Ancora bomba. Sempre bombe. La Calabria delle bombe torna a colpire. La ‘ndrangheta alza la voce e tutto il resto è silenzio.

Povera terra mia. Umiliata, inerte, priva di futuro. I giovani sono costretti ad emigrare, ad andare via. La politica fa affari e la cultura è schiva del potere: tutti in fila a cercare soldi.

E la mafia? E’ forte, solida, vitale, piena di futuro…..

Io però non voglio arrendermi. Mi batterò fino all’ultimo istante di vita. Anche solo contro tutti. Amo la mia libertà. Profondamente.

Non voglio morire complice. Di nessuno….

Fonte: Il Dispaccio

http://ildispaccio.it/reggio-calabria/39622-reggio-esplosione-devasta-gastronomia-a-pochi-metri-dal-corso-garibaldi

stato

Sono cinquecento gli affiliati al potente clan Mancuso di Limbadi. Un numero spaventoso che spinge a quantificare in circa 5mila gli uomini in armi della ‘ndrangheta. Un vero esercito  che mantiene il controllo totale del territorio calabrese.

Lo Stato italiano dovrebbe vergognarsi. Soltanto alcuni Stati del Sud America vivono in queste condizioni. La legge sono loro: i mafiosi. A noi tocca il silenzio, la complicità, la rassegnazione.

L’art. 1 della nostra Costituzione recita: l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. E’ sbagliato: l’Italia è una repubblica fondata sulle mafie e sulla corruzione. La sede del Parlamento è a Polsi. A comandare sono i mafiosi.

Resta poco da dire e molto da fare: io continuerò a battermi come posso contro tutto questo. Tocca a noi tutti lottare per la libertà e la democrazia .

Io non voglio morire in silenzio ma combattendo. Chi ha paura muore ogni giorno…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723171/Relazione-shock-del-prefetto-sul-clan.html

 

images

Ancora indagini sui rapporti tra apparati dello Stato e la potente cosca Mancuso. Coinvolti funzionari e uomini delle forza dell’ordine. Ancora Vibo Valentia. Ancora servitori infedeli dello Stato.

A Vibo, ma nel potere che conta in Calabria, c’è un vero e proprio verminaio di affari, interessi, complicità con le mafie. Che porcheria. Quello che mi stupisce è l’assoluto silenzio della società calabrese. Statica, muta, imprigionata nella paura e nel servilismo al potere ‘ndranghetista.

I Mancuso sono i padroni di Vibo. La Calabria è ostaggio della ‘ndrangheta. Basta parole. Basta con l’antimafia di cartone, servono denunce.

La democrazia è morta e sepolta. Polsi è la vera sede del nostro Parlamento…….

Fonte: Corriere della Calabria

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/21591_luce_su_vibo__indagati_altri_due_finanzieri_e_un_poliziotto/

corruzione2

Ancora arresti. Ancora servitori dello Stato collusi con il malaffare.

Sono schifato, Amici miei. Non passa giorno che non si sia costretti a leggere di arresti per corruzione o per mafia.

Ma che razza di Paese è il nostro? Pezzi dello Stato in affari con le mafie. Donne e uomini delle istituzioni impegnati in pratiche mazzettiste. Che vergogna, Italia!

Chi pensa ai giovani? Chi pensa ai disoccupati? Chi pensa al nostro futuro?

Basta, Amici miei. La corruzione non è soltanto della politica, ma è un fattore ormai endemico della nostra società. Dobbiamo reagire tutti. Insieme. Senza paure, con dignità. La libertà è un bene prezioso ma va difesa. Dobbiamo batterci fin in fondo per conquistarla. Questo non è più uno Stato di diritto ma è lo Stato della corruzione e delle mafie.

Siamo dinanzi ad un bivio: io ho scelto da anni la lotta. Tocca a voi, Amici…..

Fonte: La Stampa

http://www.lastampa.it/2014/02/26/italia/cronache/roma-appalti-pilotati-e-corruzione-arrestato-lex-capo-dei-vigili-urbani-vDeBM48nf4Wy1QkYuDqUOJ/pagina.html

 

falcone-borsellino

Terremoto nella mia Vibo. Quella che mi ha lasciato solo quando denunciavo. Quella che mi ha isolato quando attaccavo il sistema di potere che proteggeva le cosche.

Arrestati l’ex capo della Mobile e il suo vice, perché al soldo della potente cosca Mancuso. Pagati dallo Stato per servire le mafie. E’ indegno. Se la vicenda dovesse essere vera, meritano una punizione esemplare.

Da sempre Vibo è una piazza calda, in cui le mafie stringono alleanze durature con pezzi dello Stato. Quando ho denunciato mi resi subito conto della drammaticità della situazione: erano coinvolti magistrati, politici, burocrati.

Mi hanno fatto fallire perché avevo osato non pagare la mafia e i servitori infedeli dello Stato.

Mi rivolgo ai calabresi: questa non è più l’ora di tacere. Basta con le spalle curve, i piagnistei: dobbiamo ribellarci. Riprendiamoci lo Stato. Riprendiamoci la nostra libertà.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723022/Arrestato-ex-capo-della-Mobile-.html

Calabria sommersa dai rifiuti. Masciari: “Disastro ambientale”

Scritto da Pino Masciari Il 22 - febbraio - 2014 COMMENTA

sud

La Calabria è sommersa dai rifiuti, mentre la politica romana si gode l’ennesimo governicchio privo di legittimazione popolare.

Da Reggio Calabria a Vibo, la Calabria puzza. Si, Amici miei puzza. Puzza di rifiuti, puzza di retorica, puzza di compromessi e complicità. Nessuno in Calabria si può tirare fuori dal gioco delle responsabilità.

La raccolta differenziata non decolla. Non esiste un piano serio di smaltimento dei rifiuti che sono tra le grandi fonti di guadagno della malavita. Siamo dinanzi ad un disastro ambientale colposo e collettivo. La Calabria sommersa dai rifiuti è l’immagine di un paese, l’Italia, allo sbando: economicamente, politicamente, socialmente.

Roma festeggia i giochi di palazzo. Il Sud muore lentamente, coperto dalla spazzatura che produce……..

Fonte: La Repubblica

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/02/21/news/calabria_emergenza_rifiuti-79256399/?ref=HREC1-17

dna

 

La Direzione nazionale antimafia è stata chiara: la ‘ndrangheta è una holding mondiale. Una potentissima organizzazione in grado di influenzare scelte strategiche e comportamenti sociali.

Amici, diciamocela tutta: siamo la capitale mondiale delle mafie. I calabresi e gli italiani possono sentirsi davvero soddisfatti: nel crimine, siamo i primi nel mondo. Nella corruzione stiamo raggiungendo importanti risultati, tali da oscurare gli stati del Sud America. A governare è il Parlamento di Polsi. Insomma, non sarebbe male se provassimo un po’ di pudore per quello che siamo diventati.

Abbiamo costruito la Società della Complicità. Nauseante, perché indifferente al crimine e alla sopraffazione. Corrotta, perché confonde bene e male. Silente, perché accetta la violenza come criterio unico.

Stiamo lasciando ai nostri figli tutto ciò. Io preferisco continuare a combattere. Non voglio morire complice di tutto ciò. Voglio battermi per la libertà……

 

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/722771/La–ndrangheta-e-una-holding.html

no

Il Consiglio dei ministri ha prolungato di altri 6 mesi il commissariamento di Reggio Calabria, comune sciolto per gravi infiltrazioni mafiose.

Amici, la Calabria è in mano alle cosche. E’ inutile nasconderci. L’Antimafia sociale è debole, divisa, incapace di incidere nei processi di demolizione della mentalità mafiosa.

Reggio è il cuore della ‘ndrangheta: la sua culla ideologica e la base dei suoi soldati. Ha fatto bene il governo a prolungare il commissariamento, ma servono misure eccezionali nella lotta alle mafie. La Calabria è la terra della disoccupazione e della più corrotta burocrazia amministrativa. Seconda soltanto agli Stati sud americani in mano al narcotraffico.

Dobbiamo reagire tutti per vincere la sfida del cambiamento. Serve un’azione di massa. Coraggio, Amici. La libertà è una conquista……

Fonte: Il Quotidiano della Calabria -

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/?refresh_ce

lavoro

Anche i baci perugina hanno, da ieri, il sapore amore della disoccupazione. La Nestlè ha messo in cassa integrazione tutti gli operai dello stabilimento di San Sisto che produceva una parte rilevante dei famosi cioccolatini.

Amici, siamo alla deriva. Mentre la politica è chiusa nella difesa di volgari privilegi di casta, il Paese muore. Non passa giorno in cui un grande marchio non annunci lo smantellamento della sua produzione italiana. La crisi sta sconvolgendo la società italiana: siamo di fronte ad un cambiamento radicale. Dalla Società della Rivoluzione industriale, siamo passati alla Società liquida della Rivoluzione informatica.

Sta cambiando totalmente il concetto di lavoro, Amici miei. E l’Italia è maledettamente indietro: senza una guida politica e un progetto reale di innovazione sociale. Continueremo a perdere posti di lavoro, che non avremo più. La manodopera nel mondo costa meno.

Il momento è epocale: rischiamo di diventare il Sud del Nord Africa, grazie alla politica nostra schiava del Parlamento di Polsi.

O cambiamo marcia, o il declino per la nostra Italia è dietro l’angolo. Serve una nuova organizzazione sociale con al centro le politiche per i giovani e lo sviluppo. Oggi l’agenda del Paese ha come primo punto la corruzione e il potere delle mafie.

Svegliamoci dal sonno, Amici. Prima che sia davvero troppo tardi.

Fonte: La Repubblica

http://www.repubblica.it/economia/2014/02/17/news/perugina_un_bacio_dalla_nestl_a_casa_867_lavoratori_in_cig-78876175/?ref=HREC1-12

povertà

Amici cari, siamo alla frutta. Non ci sono i soldi nemmeno per curarsi. Sono 5 milioni i nostri concittadini che non riescono a pagarsi i costi delle malattie per problemi economici.

Altro che diritto alla salute. Altro che Stato della Costituzione. Questo è lo Stato retto dal Parlamento ‘ndranghetista di Polsi. E’ lo Stato delle mafie, dei soprusi, delle ruberie. I deboli pagano e i ricchi incassano.

L’Italia è sempre di più la zavorra d’Europa: siamo al capolinea, Amici. Assistiamo alla totale demolizione dei nostri diritti. E il dramma è che lo facciamo in silenzio. Non abbiamo più la forza di protestare.

Io, non mi voglio però rassegnare a tutto ciò. Voglio continuare a combattere. Non possiamo consegnare ai nostri figli uno Stato sudamericano, in cui a dettare le regole siano i narcotrafficanti. Abbiamo la peggiore classe politica europea: irresponsabile, parassitaria, incapace. Dobbiamo osare per spazzare via questa gentaglia. Riprendiamoci il futuro. Tocca a noi scrivere la nuova storia del Paese.

Fonte: La Repubblica http://www.repubblica.it/salute/2014/02/16/news/la_crisi_colpisce_anche_sanit_5_milioni_di_persone_rinunciano_a_curarsi-78773775/?ref=HREC1-7

giudice

 

“Dovevo fare il mafioso, non il giudice”. Queste, cari Amici, le nauseanti parole del giudice Giusti, arrestato dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Abbraccio” contro il potente clan della ‘ndrangheta rosarnese dei Bellocco.

Una fitta ragnatela di affari, faccendieri, prestazioni sessuali e scarcerazioni facili: ecco il terribile quadro investigativo che gli inquirenti hanno ricostruito. Il giudice Giancarlo Giusti dietro denaro e prostitute scagionava i boss della mafia.

E’ indegno che un servitore dello Stato scelga la via della collusione con le mafie. Giusti dovrebbe vergognarsi per aver sporcato la toga di Falcone e Borsellino.

Un plauso alla Dda catanzarese (Lombardo, Borrelli, Luberto) e alle forze dell’ordine: grazie di cuore per la professionalità dimostrata. Dobbiamo smantellare lo Stato parallelo delle mafie e il loro Parlamento: quello di Polsi.

Chiediamo una pena esemplare per chi ha tradito la Giustizia e lo Stato. Non si può essere teneri con chi sceglie la strada del crimine. E’ arrivato il momento di scegliere da che parte stare. Io l’ho fatto già da anni…….

Fonte: La Repubblica

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/02/14/new/gioia_tauro_manette_a_un_magistrato_corruzione_e_concussione_con_la_ndrangheta-78536185/?ref=HREC1-28

vivi

Cari Amici, proprio ieri, nel commentare la maxi operazione antidroga che ha colpito la mafia americana e la ‘ndrangheta calabrese, avevo parlato di ‘ndrangheta come problema mondiale. Oggi è il Procuratore Gratteri della Dda reggina a denunciare la forza planetaria della mafia calabrese.

Amici, parliamoci chiaro, senza peli sulla lingua: l’Italia è la base strategica della politica sovranazionale delle mafie. La Calabria è il cuore pulsante del crimine mondiale. A condizionare la nostra vita, sono i deliberati del Parlamento di Polsi, luogo sacro sporcato dal potere mafioso. In quella sede, i boss nel corso delle loro riunioni decidono le sorti del nostro Paese.

La democrazia è sequestrata all’ombra di Polsi: a dettare legge, sono i clan delle mafie. A parte la magistratura e le forze dell’ordine, quello che colpisce è il sostanziale silenzio della società civile. Collusa, complice, in affari diretti con questa spazzatura.

Ma che razza di società è la nostra? Fatta di indifferenza nei confronti dell’etica pubblica e gravemente ammalata di corruzione e malaffare.

Dobbiamo ribellarci. Basta parole. Stringiamoci attorno alla magistratura, e denunciamo tutta questa porcheria.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria – http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/722561/Gratteri—La–ndrangheta.html

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