Monday, 21 April, 2014

auto-bruciata

Avviso pubblico, il network di enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie, ogni anno stila questo triste elenco: nel 2013 son stati registrati 351 atti di intimidazione e di minaccia nei confronti di amministratori locali e funzionari pubblici tra Nord e Sud d’Italia. Un numero impressionante. Quasi ogni giorno qualcuno riceve minacce di vario genere o trova l’auto bruciata. Lettere minacciose, proiettili, auto incendiate, spari alle abitazioni, aggressioni verbali e fisiche. Un’ escalation che non esclude l’uso di esplosivi, i colpi di arma da fuoco fino al sequestro di persona e l’omicidio.

“Leggere questo rapporto è veramente preoccupante – dichiara l’imprenditore e Testimone di giustizia Pino Masciari – nel 2013 si è registrato un caso al giorno tra intimidazioni, minacce e atti di violenza contro sindaci e amministratori locali che hanno cercato di fermare gli interessi dei clan. Chiunque si frappone tra i mafiosi e i loro interessi, chiunque costituisca ostacolato viene prima “avvisato” e poi se persiste eliminato. Non è più possibile andare avanti così. C’è gente onesta che vuole svolgere il proprio lavoro così come si deve e liberamente. Ci sono sindaci che nonostante tutto continuano a lottare, resistono, Non dobbiamo lasciarli soli. Devono sapere di non essere soli. Come da sempre le mafie fanno affidamento sulla paura, generare paura ha sempre protetto e alimentato il loro potere. Non possiamo più permettere che questo accada. Noi siamo molti di più. Dobbiamo reagire. Non è più il tempo dell’indifferenza, non ce lo possiamo permettere. E’ invece l’ora di dire basta, l’ora di lottare, l’ora di provare a cambiare rotta insieme!”

Fonte:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/03/21/news/mafia-da-nord-a-sud-amministratori-locali-sotto-tiro-1.157946

http://www.avvisopubblico.it/index.shtml

 

300_mg_9763
E’ stato definito “un esempio altissimo di teatro civile”. “Padroni delle nostre vite” tocca le scene del Teatro Arvalia partendo dalla storia ‘verà di Pino e Marisa Masciari. E’ un racconto di denuncia contro il potere criminale questo testo scritto a quattro mani da Ture Magro ed Emilia Mangano, che si struttura sulla lotta di un uomo per l’affermazione dei propri diritti di imprenditore italiano, di padre, di essere umano. In scena un unico attore (lo stesso autore e regista, Ture Magro) circondato però da tre maxi schermi che proiettano attori virtuali. E’ un teatro di ricerca, che si basa su un continuum tra realtà e finzione, sul sodalizio con il cinema.
Via Quirino Majorana 139, stasera (e fino al 23 marzo) ore 21. Per info e prenotazioni: 06/5528404406/55284044
http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/19/news/skun_anansie_unplugged_in_concerto_al_gran_teatro_l_omaggio_a_napoli_di_lina_sastri_con_il_recital_linapolina-81308224/?rss

hhhhhh

Le risposte dalla magistratura e dalle forze dell’ordine sono positive.  Sono state emesse 5 condanne a danni di chi esercitava e imponeva estersioni a imprenditori calabresi, nel territorio di Lamezia Terme per l’esatezza.

“Ancora estorsioni. Ancora la Calabria. E nel mirino ancora gli imprenditori. In Calabria anche lavorare liberamente è negato – tuona l’imprenditore Pino Masciari – non è possibile vivere da uomini liberi nè lavorare da imprenditori liberi. C’è chi vorrebbe impedire tutto ciò. Chi pensa di poter contaminare tutto, di poter inquinare tutto. Non possiamo più accettare tutto questo. Ne va del presemte e del futuro dei nostri figli. E’ questa la terra che vogliamo loro consegnare? Una terra in cui non si può neanche lavorare liberamente ma solo attraverso la “sottomissione”? Non ci si può e non ci si deve piegare. Non siamo nati per strisciare ma per guardare a testa alta il cielo e l’orizzonte davanti a noi. Abbiamo il diritto/dovere di ribellarci e di trovare il Coraggio di lottare e soprattutto di non arrendersi. Non arrendersi nonostante tutto. Io voglio restituire ai miei figli una realtà diversa, un modo di stare al mondo diverso. Come diceva un grande uomo…voglio che loro sentano la bellezza del fresco profumo della libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news//84004/Estorsioni-a–imprenditori–5.html

ndrangheta

 

Ancora ‘ndrangheta e ancora da sfondo Milano. Uno dei principali gestori delle discoteche milanesi si è rivolto alle ‘ndrine o come dicono a Milano “agli amici calabresi” per minacciare i testimoni di un  processo che lo vedeva imputato di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e altri reati fiscali.

“E’ intollerabile – commenta l’imprenditore Pino Masciari – che il modus operandi della ‘ndrangheta, e dei mafiosi in generale, sia diventato normalità ai nostri occhi. E’ intollerabile che si ricorra all’aiuto del boss per risolvere i propri problemi. Ancor meno tollerabile è che queste pratiche siano state esportate in tutto il mondo. Esse trovano terreno fertile in tutta Italia, mettono radici che sono profondi e crescono forti e robuste. Non dobbiamo lasciar prevalere la mentalità mafiosa, non dobbiamo far si che a vincere sia un modo errato di vivere, di vedere le cose. Un modo errato di stare al mondo e con il mondo. La mentalità mafiosa non può prendere il sopravvento anche sul quotidiano. Vogliamo essere liberi imprenditori, lavorare senza la paura di richieste di qualsiasi genere. Dobbiamo voler vivere da uomini liberi e operare affinchè questo diventi realtà. Dobbiamo arrestare questo processo di diffusione della mentalità mafiosa. Dobbiamo ribellarci. Non possiamo più aspettare. E’ necessario reagire a tutto questo e dobbiamo farlo adesso, non si può più rimandare…”

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723544/Gestore-discoteche-milanesi-chiede-aiuto-alle.html

ndrangheta

 

Da Seminara a Saronno. Dalla Calabria alla Lombardia. E’ così che la ‘ndrangheta ha allungato i suoi tentacoli mortali.  I carabinieri del comando di Varese hanno eseguito 35 misure cautelari a danno di un gruppo di calabresi vicino alla ‘ndrangheta. Estersioni, Spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, corruzione. Queste le principali accuse. Le indagini avevano preso il via grazie alla denuncia di uno degli imprenditori vessati.

“Vorrei stringere la mano a questo imprenditore – dichiara Pino Masciari – che ha avuto il Coraggio di denunciare un’ingiustizia, una violazione dei propri diritti, delle proprie libertà permettendo alle forze dell’ordine di raggiungere un gran risultato. Ma vorrei anche stringere le mani di chi quel Coraggio non è riuscito a trovarlo, soffocato dalla paura, paura per la propria attività, per se stessi, per la propria famiglia. Non è facile denunciare ma è necessario per sdradicare questo sistema camaleontico, che serpeggia nella nostra società quasi in armonia con la stessa e  che ormai da troppo tempo ruba i nostri sogni, ruba la nostra stessa vita. Bisogna ritornare ad essere padroni della propria vita. E lo si può fare solo combattendo insieme la stessa battaglia, noi siamo molti di più di loro e abbiamo infiniti motivi per iniziare a combattere e resistere fino alla vittoria definitiva. L a’ndrangheta non porta lavoro lo disintegra, non porta denaro lo tiene tutto per sè, la ‘ndrangheta non è progresso ma tiene in ostaggio la nostra terra. Dobbiamo ribellarci adesso! Non possiamo più aspettare…” 

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723471/Imprenditori-lombardi-vessati-da-gruppo-di.html

Venerdì 7 Marzo, ore 9.00: Pino Masciari, accolto da una delegazione di studenti, fa il suo ingresso al Convitto Nazionale Umberto I, seguito dalla sua scorta personale. È un uomo cordiale, molto alla mano: saluta coloro che lo accolgono in modo affettuoso, baciandoli sulle guance e chiedendo i loro nomi. Quando inizia a parlare, sul cortiletto cala il silenzio: il suo è un discorso potente, capace di penetrare nei cuori e nelle menti del pubblico, dando a tutti, anche ai meno interessati, importanti spunti di riflessione. È impossibile non lasciarsi rapire dalle parole di quest’uomo, che ha avuto il coraggio di lottare per i diritti di tutti gli Italiani, mosso da puro amore per la giustizia e la libertà, facendo chiaramente capire la sua posizione nei confronti delle persone che volevano renderlo schiavo. Libertà: è questo uno dei temi portanti del suo discorso, e lui ci crede talmente tanto da mettersi ad urlare, imprimendosi profondamente nei ricordi di ognuno, in questa giornata. Pino ci crede davvero, in noi giovani: secondo lui, è dalle scuole che deve partire tutto, solo con l’istruzione si può imparare a rendersi liberi. Ha fiducia anche nello Stato, malgrado quello che gli è capitato, ma non in quello dei politici ladri e corrotti, del degrado delle istituzioni e in quello della fame di denaro e potere. Crede piuttosto in quello formato da tutti gli Italiani che vogliono vivere onestamente e con dignità. Per difendere i diritti e la dignità di tutti, Pino è stato disposto a sacrificarsi del tutto, non ha accettato una società disonesta che soffoca chi vuole lavorare, vivere e mantenere una famiglia. Ma lui non ha denunciato solo una volta: continua a farlo, ogni giorno, attraverso le sue parole: è lui stesso una denuncia a tutto il marcio che ci circonda ed è consapevole che l’unico modo per cambiare le cose è questo. Un intervento fa notare quanto sia toccante il fatto che Pino ami la sua Italia allo stesso modo della sua famiglia, soprattutto senza fare distinzioni tra chi compone questo stato: ha dimostrato, accantonando il proprio benessere, quanto gli stiano a cuore le sorti della sua patria,non focalizzandosi semplicemente sul suo paese d’origine, la Calabria, ma sull’intera nazione. Si concentra particolarmente sul lavoro, che vede come garante della nostra dignità e come diritto che non deve essere negato a nessuno e che rende il nostro Stato ricco e prospero. Non vuole che l’Italia venga abbandonata perché “povera” di possibilità di vita, ci tiene ad assicurare al Paese e ai suoi abitanti un futuro ricco di prospettive; per lui la “ricchezza”, più che affluenza economica, è l’avere opportunità. Tuttavia, in una società malata, questo non è possibile: non si può vivere nella paura, controllati da persone rese quasi onnipotenti da denaro accumulato alle spalle di chi lavora. Pino, in quanto imprenditore, non ha accettato un giogo indebitamente posto sulla sua attività, ma, a differenza di molti altri, ha agito ascoltando il proprio senso civico, diventando collaboratore di giustizia. Sono passati vent’anni, ma lui ancora lotta per un paese onesto, denunciando e cercando di spingere altri a fare lo stesso: secondo lui è agendo, più che parlando, che si cambia un sistema oppressivo e ingiusto. È anche per questo che confida così tanto in noi giovani, perché sa che possiamo ancora essere educati ad avere il coraggio di riprenderci i nostri diritti. Oggi, ascoltandolo, ci siamo anche un po’ presi il compito di “curare” le istituzioni che ci governano, riformandole dall’interno e purificandole dalla criminalità, ed è nostra responsabilità portarlo avanti fino in fondo, affinché l’eccezione di Pino diventi la normalità.

Giulia Beltramino (IV B) e Beatrice Costa (IV G)

IMG_1589IMG_1583IMG_1581

IMG_1576 IMG_1588

IMG_1587IMG_1580IMG_1576

IMG_1578 DSC00744 IMG_1588IMG_1587IMG_1586 IMG_1585 IMG_1584 IMG_1583 IMG_1582 IMG_1581 IMG_1580 IMG_1579 IMG_1578 IMG_1577 IMG_1576

“Il coraggio di Pino e Marisa Masciari contro la ‘ndrangheta” un articolo da leggere su L’ora della Calabria. Pino e Marisa due esempi positivi da seguire, da tenere sempre presenti nel cuore, nella mente e, soprattutto, in ogni azione quotidiana, anche la più piccola. Organizziamo il Coraggio insieme…

PDF- 05-03-2014

 

Di Egidio Lorito-UN LIBRO CHE OGNI CALABRESE DOVREBBE LEGGERE…

L’ORA DELLA CALABRIA, 05-03-2014, PAG. 35

 

 

 

2920979965_f4d5183468 

Alle ore 9,00 si svolgerà l’incontro con gli alunni del Liceo Umberto I di Torino. Già in precedenza Pino Masciari aveva incontrato gli studenti del liceo ottenendo enorme consenso e partecipazione.

Riportiamo un video  che i ragazzi dell’Umberto I hanno girato dopo  un incontro con Pino Masciari.

http://youtu.be/eY4lPFj6Ltc

http://www.youtube.com/watch?v=eY4lPFj6Ltc

no

 

La ‘ndrangheta è ovunque: in Calabria come in Italia e all’estero. In Brianza, la polizia ha scoperto una vasta organizzazione dedita al crimine, composta da imprenditori, funzionari di banca, dipendenti delle poste. Una vera e propria banca clandestina che alimentava un’economia illegale spaventosa.

C’è poco da dire, se non la convinzione che ormai siamo al capolinea. Le mafie sono padrone del territorio. E noi siamo impotenti.

La società civile è la vera questione da affrontare: troppo distratta, o forse in grave difficoltà per la terribile crisi economica che stiamo vivendo.

La zona grigia è in aumento costante: tutti scelgono di fare affari con questa spazzatura umana. Dobbiamo in ogni caso resistere.  Dobbiamo lottare, continuare a batterci, e osare. Si Amici: osare. Basta con la Società della delega e della dipendenza. E l’ora delle responsabilità, anzi delle nuove responsabilità sociali.

Osiamo contro le mafie…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723245/Scoperta-la-rete-della–ndrangheta.html

 

esplosionegastronomiaromeoquater

Ancora bomba. Sempre bombe. La Calabria delle bombe torna a colpire. La ‘ndrangheta alza la voce e tutto il resto è silenzio.

Povera terra mia. Umiliata, inerte, priva di futuro. I giovani sono costretti ad emigrare, ad andare via. La politica fa affari e la cultura è schiva del potere: tutti in fila a cercare soldi.

E la mafia? E’ forte, solida, vitale, piena di futuro…..

Io però non voglio arrendermi. Mi batterò fino all’ultimo istante di vita. Anche solo contro tutti. Amo la mia libertà. Profondamente.

Non voglio morire complice. Di nessuno….

Fonte: Il Dispaccio

http://ildispaccio.it/reggio-calabria/39622-reggio-esplosione-devasta-gastronomia-a-pochi-metri-dal-corso-garibaldi

stato

Sono cinquecento gli affiliati al potente clan Mancuso di Limbadi. Un numero spaventoso che spinge a quantificare in circa 5mila gli uomini in armi della ‘ndrangheta. Un vero esercito  che mantiene il controllo totale del territorio calabrese.

Lo Stato italiano dovrebbe vergognarsi. Soltanto alcuni Stati del Sud America vivono in queste condizioni. La legge sono loro: i mafiosi. A noi tocca il silenzio, la complicità, la rassegnazione.

L’art. 1 della nostra Costituzione recita: l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. E’ sbagliato: l’Italia è una repubblica fondata sulle mafie e sulla corruzione. La sede del Parlamento è a Polsi. A comandare sono i mafiosi.

Resta poco da dire e molto da fare: io continuerò a battermi come posso contro tutto questo. Tocca a noi tutti lottare per la libertà e la democrazia .

Io non voglio morire in silenzio ma combattendo. Chi ha paura muore ogni giorno…..

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723171/Relazione-shock-del-prefetto-sul-clan.html

 

images

Ancora indagini sui rapporti tra apparati dello Stato e la potente cosca Mancuso. Coinvolti funzionari e uomini delle forza dell’ordine. Ancora Vibo Valentia. Ancora servitori infedeli dello Stato.

A Vibo, ma nel potere che conta in Calabria, c’è un vero e proprio verminaio di affari, interessi, complicità con le mafie. Che porcheria. Quello che mi stupisce è l’assoluto silenzio della società calabrese. Statica, muta, imprigionata nella paura e nel servilismo al potere ‘ndranghetista.

I Mancuso sono i padroni di Vibo. La Calabria è ostaggio della ‘ndrangheta. Basta parole. Basta con l’antimafia di cartone, servono denunce.

La democrazia è morta e sepolta. Polsi è la vera sede del nostro Parlamento…….

Fonte: Corriere della Calabria

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/21591_luce_su_vibo__indagati_altri_due_finanzieri_e_un_poliziotto/

 

 

taranto

 

Ucciso a bruciapelo un pregiudicato a Taranto. Un delitto feroce che rischia di riaprire lo scontro tra i clan della Sacra Corona Unita.

Amici miei, la situazione è esplosiva. Taranto è una città gravemente colpita dal dramma della disoccupazione. A Taranto si muore per i veleni dell’Ilva. Lo scontro tra clan sarebbe devastante.

Amici, il Sud è assediato dalle mafie. Non esistono strade, vie, rioni, nei quali non ci siano lapidi di morti ammazzati. Il Sud è la terra dei sogni traditi. Della fuga, dell’amarezza, dell’inginocchiatoio. Fino a quando? Ancora silenzio? O forse è arrivato il momento di ribellarsi?

Tocca a Noi rialzare la testa. Non ci sono periferie, ma menti periferiche: il Sud deve riscoprire la propria identità. Dobbiamo rialzare la testa prima che sia davvero troppo tardi.

Fonte: Corriere della Sera

http://www.corriere.it/cronache/14_febbraio_27/agguato-strada-taranto-morto-3c81a75a-9ff7-11e3-b156-8d7b053a3bcc.shtml

corruzione2

Ancora arresti. Ancora servitori dello Stato collusi con il malaffare.

Sono schifato, Amici miei. Non passa giorno che non si sia costretti a leggere di arresti per corruzione o per mafia.

Ma che razza di Paese è il nostro? Pezzi dello Stato in affari con le mafie. Donne e uomini delle istituzioni impegnati in pratiche mazzettiste. Che vergogna, Italia!

Chi pensa ai giovani? Chi pensa ai disoccupati? Chi pensa al nostro futuro?

Basta, Amici miei. La corruzione non è soltanto della politica, ma è un fattore ormai endemico della nostra società. Dobbiamo reagire tutti. Insieme. Senza paure, con dignità. La libertà è un bene prezioso ma va difesa. Dobbiamo batterci fin in fondo per conquistarla. Questo non è più uno Stato di diritto ma è lo Stato della corruzione e delle mafie.

Siamo dinanzi ad un bivio: io ho scelto da anni la lotta. Tocca a voi, Amici…..

Fonte: La Stampa

http://www.lastampa.it/2014/02/26/italia/cronache/roma-appalti-pilotati-e-corruzione-arrestato-lex-capo-dei-vigili-urbani-vDeBM48nf4Wy1QkYuDqUOJ/pagina.html

 

falcone-borsellino

Terremoto nella mia Vibo. Quella che mi ha lasciato solo quando denunciavo. Quella che mi ha isolato quando attaccavo il sistema di potere che proteggeva le cosche.

Arrestati l’ex capo della Mobile e il suo vice, perché al soldo della potente cosca Mancuso. Pagati dallo Stato per servire le mafie. E’ indegno. Se la vicenda dovesse essere vera, meritano una punizione esemplare.

Da sempre Vibo è una piazza calda, in cui le mafie stringono alleanze durature con pezzi dello Stato. Quando ho denunciato mi resi subito conto della drammaticità della situazione: erano coinvolti magistrati, politici, burocrati.

Mi hanno fatto fallire perché avevo osato non pagare la mafia e i servitori infedeli dello Stato.

Mi rivolgo ai calabresi: questa non è più l’ora di tacere. Basta con le spalle curve, i piagnistei: dobbiamo ribellarci. Riprendiamoci lo Stato. Riprendiamoci la nostra libertà.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723022/Arrestato-ex-capo-della-Mobile-.html

tricolore

Renzi sta ottenendo la fiducia del Parlamento per governare l’Italia. In bocca al lupo, Presidente. Nell’interesse del Paese e delle nostre famiglie.

Non possiamo perdere altro tempo: dobbiamo cambiare passo. Servono riforme strutturali. L’economia è ferma. La disoccupazione cresce. La giustizia è lenta. Siamo in mano alle mafie. La corruzione è dilagante e la politica s’ingrassa a nostre spese. Non va bene niente.

Presidente Renzi: non possiamo tollerare oltre. Ci aspettiamo risposte serie. L’Italia sta morendo. Facciamo presto. Per i nostri figli. Per la nostra dignità. Per vivere finalmente in un Paese normale……

Vuoi incontrare Pino?

Se vuoi organizzare un incontro in cui ti piacerebbe che Pino Masciari fosse ospite, invia una mail al seguente indirizzo :  info@pinomasciari.it   -

Audizione in Commissione Antimafia

“Sono cominciate stamattina a Palazzo San Macuto, sede della Commissione antimafia, le audizioni dei Testimoni di Giustizia con la siciliana […]

10 marzo: Novara e Asti, report fotografico. Organizziamo il Coraggio insieme.

Pino Masciari travolge con le sue parole, emoziona. In chi viene a contatto con lui, in chi conosce la sua […]

Qui, la mafia ha perso

  Per tantissimi anni non si è mai saputo se la mafia nella nostra Italia esistesse, o fosse una semplice […]

Iacona: “I testimoni di giustizia sono degli eroi. Noi dei codardi”

Ecco il link per rivedere la puntata di ieri sera di PRESA DIRETTA. Un’importante inchiesta che ha dato voce ai […]

  • TAG

    • FEDERCONTRIBUENTI: sempre al tuo fianco

      Federcontribuenti

    • Archivio

    • Iscriviti alla nostra newsletter:

      Feedburner

    • Accedi/Esci

    • link

      Sciaraprogetti

      Video
    • Video

    Creative Commons License

    Il Blog degli amici di Pino Masciari creato dagli Amici di Pino masciari è coperto da licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia

    I contenuti testuali pubblicati dagli utenti sono di loro esclusiva responsabilità così come i contenuti multimediali pubblicati sono di propietà degli autori

    La foto del banner è di propietà Marco Donatiello - DP Studio

    pagepeel by webpicasso.de