Thursday, 24 July, 2014
W418R7UH3192-kdKI-U10301996432120hAC-568x320@LaStampa.itCome dice Papa Francesco la svolta culturale deve essere criterio di azione contro le mafie e la denuncia deve essere costante.
Le mafie indeboliscono l’impalcatura democratica e civile del nostro Paese e l’intensificazione dell’attività antimafia  deve provenire da tutti i comparti sociali, dai reparti dello Stato, dalla Chiesa,  affinché agiscano in sinergia per isolare il fenomeno mafioso e convertire la loro cultura di potere e arroganza in forza  e beneficio per tutti.
  

 

La VERGOGNA di Oppido Mamertina.

Scritto da Pino Masciari Il 7 - luglio - 2014 COMMENTA

UnknownPino Masciari: Solo la vergogna può recuperare i valori di un popolo.
Se ti vergogni o ti nascondi oppure ti svegli, e ti accorgi che la puzza ti circonda e la vuoi eliminare perché non si può vivere nella puzza. Finchè parte della politica, di religiosi e di gente comune si inchina alla sudditanza mafiosa senza vergogna, non vi può essere cambiamento e futuro.
Questa è la Calabria contro cui ho lottato ma non è tutta: la Calabria può risorgere a partire dalle sue vergogne!

http://www.corriere.it/cronache/14_luglio_06/processione-si-ferma-casa-boss-carabinieri-se-ne-vanno-1262f41a-050a-11e4-915b-77c91b2dfa50.shtml

 
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Ancora una volta a dimostrazione che gli appalti pubblici sono tra le attività preferite dall’ organizzazione ‘ndranghetista, che opera sempre con i sodalizi infiltrati nel tessuto economico.
Ancora al Nord perché “l’affare “ punta su opere importanti, (“Le cosche puntavano alla Tav) e nei condotti più economizzati.
Viene sottovalutato il problema: tutto è regolare a parere delle amministrazioni appaltanti, ma le investigazioni dell’ antimafia confermano il contrario.
I sequestri imponenti di beni nelle capitali italiane come Roma , Milano, Genova, Catanzaro (“immobili di pregio situati a Roma e Milano oltre a 25 aziende”), attestano la grande proficuità dell’ azienda criminale.
Gli argini da innalzare devono essere molteplici , non solo quelli degli investigatori, cui va il massimo apprezzamento,ma di tutti i settori, soprattutto dei cittadini: ne va di mezzo la ricchezza, morale ed economica , di una nazione.
 Infiltrazioni ‘Ndrangheta in appalti, venti arresti.

 

 
Papa Francesco l’aberrazione alle mafie è l’ora della corruzione e della politica:
 “La corruzione è il male endemico della politica. Oggi il problema della politica è che si è svalutata, rovinata dalla corruzione”.
Continuano i pensieri del Santo Padre che indirizzano nel verso giusto, davvero rivoluzionari.
E  non sono parole di disfattismo ma di speranza: individuate le difficoltà si possono risolverle.
Così  come l’individuazione della risoluzione dei problemi ” con una buona politica sociale”.
In un momento di cambio epocale Papa Francesco emerge non solo come responsabile spirituale della Chiesa, ma come personaggio autorevole, esempio di rinnovamento.
Uscire dai campi dei personalismi politici e fare propri questi suggerimenti è sostanziale  per tutti.
 http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/2014/notizia/papa-francesco-la-corruzione-e-il-male-endemico-della-politica-_2054194.shtml 
 
 
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Commemorare l’omicidio di Bruno Caccia oggi e a Torino in Commissione Antimafia  con la presidente nazionale On. Rosy Bindi è particolarmente rilevante, così come  è grave che l’ uccisione del magistrato a distanza di trent’anni sia avvolta dal mistero di intrecci pesanti.
Restituire chiarezza e giustizia alla rettitudine morale di un grande magistrato è fondamentale per riconsegnare regole e contegni al nostro paese.

http://www.malitalia.it/2014/03/la-morte-del-procuratore-bruno-caccia/

“Ciò che non si conosce è il commando di fuoco che ha sparato e che il 26 giugno del 1983 ha ucciso il procuratore capo di Torino Bruno Caccia. E’ stata la ‘ndrangheta e la mente è Domenico Belfiore. “Caccia era inavvicinabile e i calabresi erano terrorizzati da questa rettitudine morale”. Cosi, la Cassazione, nel 1992, ha condannato il boss di Moncalieri all’ergastolo e ha chiuso mezza vicenda. Mezza appunto.
Tutta colpa della ‘ndrangheta?”

Pino Masciari: un grande gesto, il Papa in Calabria

Scritto da Pino Masciari Il 21 - giugno - 2014 COMMENTA

E Papa Francesco intende segnare il problema partendo dal cuore della terra di ‘ndrangheta, dal luogo dove creature come Coco e altri giovani innocenti muoiono. Non si può rimarginare in fretta una ferita  cosi forte, ci vuole una profonda riflessione: le famiglie calabresi non possono dimenticare e soprassedere a tanta ferocia perché ognuno è in pericolo!

Grazie Papa Francesco che ci ricordi a non ignorare e di impegnarci nel segno della purezza e della giustizia.

Papa Francesco

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/06/21/news/il_papa_in_calabria_a_cassano_il_paese_dove_fu_ucciso_coc-89599292/

Ancora e sempre grazie Falcone e Borsellino!

Scritto da Pino Masciari Il 23 - maggio - 2014 COMMENTA

 

 

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E’ trascorso appena un anno da quando salpavo sulla nave della legalità, organizzata dalla fondazione Falcone,  in commemorazione di “Giovanni e Paolo”.  E rimane viva in me l’emozione dello   “sbarco a Palermo” con mille trecento ragazzi,  che sulla nave avevano vissuto     l’esperienza toccante della lezione di Don Ciotti,  quella del prefetto Trevisone  e la mia testimonianza di vita.

E’ passato il tempo nella consapevolezza che il ricordo del loro sacrificio, della loro sorprendente trasparenza , ti abbraccia  più che mai, ti rinnova nello spirito, indicando una strada difficile ma percorribile , unica  e saporita……..quella della Legalità.

Oggi più che mai è una esigenza ricostruire un pezzo di storia nel solco  del senso della loro vita . Unita al senso di devozione degli agenti della scorta che insieme a loro restano i nostri eroi: Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo , Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Paolo Borsellino,  Agostino Catalano, Emanuela Loi , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Ancora e sempre grazie  Falcone e Borsellino!

 

La mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. il mio pensiero e la mia gratitudine va a i servitori dello Stato, alle loro famiglie che hanno vissuto il dramma della perdita dei loro cari.

Bisogna rimboccarsi le maniche, a partire dalle classi dirigenti, per non parlare della classe politica che va rinnovata completamente, dalle fondamenta. Solo così potremmo uscirne: tutti insieme, organizzando il coraggio” diventando noi tutti “Padroni delle nostre vite”.

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10317638_10202171371070717_4808654958403312342_o Jolanda S. R. 
Buongiorno caro Pino. Il tuo (mi permetto di darti del “tu” poiché l’hai esplicitamente richiesto) intervento di ieri al Campus Einaudi è stato formidabile. Nonostante negli altri incontri io abbia appreso molte nozioni tecniche e di tipo strettamente giuridico/storico, esse erano tutto sommato cose che “si sanno”, informazioni comunque utili ed interessanti; ma le tue parole sono state le più incisive e significative perché cariche di sentimenti veri, cariche di vita. Grazie per quello che fai ogni giorno per noi, sono certa che le tue rinunce ed i tuoi sacrifici non sono vani. Per parte mia quotidianamente mi impegno nella lotto contro le mafie, ma in particolare contro la ‘ndrangheta perché anch’io, come te, sono calabrese. Credo in quello che dico e che dicono le persone come te, coraggiose e che non si lasciano uccidere dalla paura. Ora vorrei condividere con te una frase di uno dei miei autori preferiti, Cicerone, morto per amore della giustizia : “Accipere quam facere praestat iniuriam.” (“È meglio ricevere che fare ingiustizia”).

La coscienza vive con noi ogni giorno e quindi ciò che conta è essere coerenti con lei. La pace con ste stessi non dipende dai fatti esterni ma dall’essere conforme in ogni quotidiano comportamento ai nostri principi. Grazie ancora, come te ci hai detto che ci sei vicino e sei con noi, io ti dico che lo stesso vale per me nei tuoi confronti. Sii felice!

Miriana D.

Salve Sig. Pino, studio giurisprudenza a Torino e ho avuto oggi l’onore ed il piacere di ascoltarla. Mi premeva solo dirle una cosa: anche se la mafia le ha tolto “tutto”, lei resta comunque l’uomo più ricco che io abbia mai conosciuto. É ricco dentro ed ha una forza d’animo incredibile. Il mondo necessita di uomini come lei e spero tanto che il suo messaggio e la sua esperienza servano per far prendere la direzione giusta a più persone possibili. Io sono con lei, in tutto e per tutto! Buona serata e ancora grazie per il tempo che ci ha donato.

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Mercoledì 30 aprile, presso il Campus Luigi Einaudi di Torino, si è svolto l’ultimo appuntamento del seminario “La mafia non esiste”, organizzato dal Collettivo di Giurisprudenza, dal titolo “Mafie e antimafia”. Davanti a circa duecento studenti si sono alternati Pino Masciari, testimone di giustizia, Laura Scomparin, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, ed i ragazzi di Cascina Caccia; relatori in grado di fornire, nell’insieme, un’ampia gamma di dati ed esperienze in materia di antimafia e della relativa legislazione. Su tutti è spiccata la forza espressiva di Pino Masciari che, con il suo intervento, si è reso come sempre testimone di coraggio e di dolore, entrambe facce di una scelta di onestà che si è rivelata essere l’incipit di una nuova vita fatta di sacrifici e sofferenze, causati certamente dal continuo pericolo ma anche da una parte di Stato, piena di carenze e spesso poco cristallina nelle scelte, che costantemente ne affianca un’altra: quella che ogni giorno lotta per la legalità e la giustizia e che bisogna, ora più che mai, sostenere affinchè una vera rivoluzione culturale possa presto avvenire.
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Pino Masciari si racconta ai microfoni di Primaradio

Scritto da Pino Masciari Il 2 - maggio - 2014 COMMENTA

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Betty Martinelli
Caporedattore

bettymartinelli@primaradio.it
redazione: 0141 211433
www.primaradio.it

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Mercoledì 30 aprile al Teatro Parvum lo spettacolo teatrale basato sulla storia vera di Pino Masciari, testimone di giustizia e cittadino onorario di Alessandria, che sarà presente per un dibattito su giustizia, corresponsabiltà e cittadinanza.
ALESSANDRIA – Mercoledì 30 aprile è in programma l’ultimo appuntamento di Primavera di legalità, il calendario di iniziative che, con la regia della Commissione temporanea e speciale di studio per la promozione della Cultura e della Legalità del Comune di Alessandria, sono state organizzate per sensibilizzare la cittadinanza, i giovani e le scuole. Al Teatro Parvum di via Mazzini 85 Ture Magro porterà in scena Padroni delle nostre vite, lo spettacolo teatrale basato sulla storia vera di Marisa e Pino Masciari, testimone di giustizia e cittadino onorario della Città di Alessandria. Le rappresentazioni saranno due, una alle 9 riservata alle scuole e una con ingresso ad offerta, alle 21. Al termine dello spettacolo serale, lo stesso Pino Masciari sarà protagonista di un dibattito su giustizia, corresponsabilità e cittadinanza.

“Si tratta di uno spettacolo da vedere e di una testimonianza da ascoltare – sottolinea il presidente della Commissione Roberto Massaro – È significativo che quest’appuntamento cada alla vigilia del 1° maggio, Festa dei lavoratori. Pino Masciari, infatti, per difendere la propria impresa edile e i suoi dipendenti dal tentativo della criminalità organizzata di stravolgerne l’attività e di condizionarla non ha esitato a denunciare alla magistratura quanto gli stava accadendo. Per questo, da quasi vent’anni vive con la propria famiglia lontano dalla sua terra e dal suo lavoro. Da oltre un anno è nostro concittadino e con la sua presenza onorerà la serata del 30 aprile”.
Redazione – redazione@alessandrianews.it

http://www.alessandrianews.it/cultura-spettacolo/padroni-nostre-vite-ultimo-appuntamento-primavera-legalita-60943.html

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di Antonella Beccaria.
Riscrive il testimone di giustizia di cui si era già pubblicato un altro intervento. Ecco quali sono le sue considerazioni questa volta.
Oramai i giochi sono fatti, le liste chiuse e allora viene da chiedersi qualcosa a proposito degli 81 testimoni di giustizia sotto protezione, uomini e donne che – a dire di uomini delle istituzioni, politici e società civile – sono degli esempi, eroi, simboli di quell’Italia che vogliamo. E allora perché degli 81 testimoni di giustizia nessuno è candidato alle elezioni europee?
Qualcuno potrebbe dire che non sono competenti, preparati o forse non sarebbero all’altezza. Quindi bisogna iniziare da un paio di paragoni: chi è europarlamentare uscente e chi oggi è in lista? Partiremo dalla rettitudine morale, credendo che i testimoni di giustisia siano testimonial di tale virtù. Continuiamo con quel grande senso di dovere e attaccamento alle istituzioni. Bene, chi può dire il contrario per i testimoni di giustizia?
Segue poi quel senso di sacrificio e di sopportazione che è parte di ogni testimone di giustizia, quell’intrinseca voglia di verità, di legalità che è parte integrante del loro essere. Dunque, ora il paragone fatelo voi uomini e donne della società civile. E se la domanda viene posta a qualcuno, la risposta che giunge è sempre la stessa: quegli esempi tanto osannati, tanto citati, vanno tirati fuori al momento opportuno un po’ come un coniglio dal cilindro.
Sarebbe bello ora ricevere una risposta di chi è stato incaricato a formare le liste, ma siamo sicuri che la linea del silenzio è costante in quei soggetti noti alla politica. Le liste sono cosa seria, direbbe qualcuno, e poi cosa c’entrano i testimoni di giustizia? Loro devono vivere nascosti, fuori dal mondo, e poi sarebbe pericoloso far fare loro politica. Sì, vero, è pericoloso perché chi vede, chi sente e chi parla è pericoloso e non solo per le mafie.
Forse queste analisi sono troppo profonde se si pensa che a vari testimoni di giustizia alle precedenti votazioni non è stato permesso votare. Eh sì, addirittura è stato negato il diritto al voto e non perché erano interdetti o indagati o imputati di chissà quale reato. Ma solo solo perché chi ha prediposto la tutela ha ritenuto inutile il voto, esoso l’accompagnamento in località di origine o ha pronunciato sempre la solita frase: è pericoloso.
Davvero? Più pericoloso che accompagnare un politico sotto scorta a votare? Forza, forza che questa Italia sta cambiando. Se in bene o in peggio non ci è dato sapere. Resta però un dato di fatto: i testimoni di giustizia non li vuole nessuno.
Di Antonella Beccaria

http://antonella.beccaria.org/2014/04/18/testimoni-di-giustizia-gente-pericolosa-da-candidare-alle-elezioni-anche-quelle-europee-ma-pericolosa-per-chi/

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I militari dei Nuclei Investigativi di Bologna, Reggio Emilia e Modena, col supporto di quelli del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip di Bologna, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 13 persone tutti ritenuti contigui alle cosche Arena e Nicosia di Isola Capo Rizzuto. Tra le accuse intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Inoltre sono stati sequestrati beni per un valore di circa 13 milioni.

“A distanza di un giorno sono stati compiuti arresti importanti – dichiara Pino Masciari imprenditore e Testimone di Giustizia – la magistratura e le forze dell’ordine stanno dimostrando da che parte stare. I loro segnali sono forti. Dobbiamo scegliere di stare dalla parte della legalità, della giustizia. L’operazione di oggi dimostra ancora una volta come la ‘ndrangheta si sia diffusa in tutto il nostro territorio e di come essa sia radicata in ogni settore e in ogni regione italiana. La ‘ndrangheta non è solo un problema calabrese, è un problema nazionale. Tutti siamo coinvolti, nessuno escluso. Le forze dell’ordine e la magistratura sono instancabili e con il coraggio e determinazione continuano a colpire la ‘ndrangheta. Avanti così! La ‘ndrangheta non è invincibile. Come diceva un grande Uomo, è un fatto umano e come ogni fatto umano ha un inizio e avrà anche una fine!”

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/724429/-Ndrangheta–blitz-contro-le.html

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In totale sono 86 anni e 8 mesi, gli anni chiesti dal pm per 16 dei 22 imputati al processo “Black Money” che vede alla sbarra i presunti affiliati al clan Mancuso di Limbadi. Associazione a delinquere, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione, usura, minacce e detenzione di armi, il tutto con l’aggravante delle modalità mafiose, queste sono le accuse a vario titolo.

“La Magistratura e le Forze dell’ordine svolgono ogni giorno con Coraggio un lavoro straordinario – dichiara Pino Masciari imprenditore e Testimone di Giustizia – ci dimostrano ogni giorno con determinazione qual è la strada da seguire, da che parte stare. Nuovi colpi inferti alla cosca dei Mancuso, una delle più potenti. Bisogna colpire la ‘ndrangheta al cuore. E il cuore sono gli interessi economici, il denaro, la ricchezza uniti alla forza “culturale” che ancora esercita. Dobbiamo decostruire il paradigma della paura e del silenzio, abbattere le false convinzioni che si tramandano da anni e svelare la vera natura della ‘ndrangheta: morte e distruzione. Dobbiamo decidere anche noi da che parte stare. Io l’ho fatto da tempo e non mi arrendo. Continuo a lottare.”

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/724188/Vibo–il-clan-Mancuso-ancora.html

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Nel nuovo filone dell’inchiesta Black Money sono 38 i nuovi arrestati. Inoltre sono stati sequestrati beni per un valore di circa 40 milioni. L’operazione è la sintesi di tre inchieste condotte dai carabinieri del Ros, dai finanzieri del Gico e dalla squadra mobile di Catanzaro e rappresenta il seguito di quella condotta alcune settimane fa e denominata “Black Money”. Come si evince dall’articolo il filone investigativo seguito dalla Guardia di finanza ha riguardato una maxi evasione fiscale con conseguente attività di riciclaggio a livello internazionale grazie anche ad operazioni cosiddette di “eurovestizione”. Uno stratagemma questo che prevede l’apertura di società che operano in Italia, ma fatte passare per società di diritto estero allo scopo di non pagare le tasse in Italia, ma di farlo all’estero con una minore pressione fiscale. In questo filone sono stati arrestati, tra gli altri, anche commercialisti ed avvocati.

“La ‘ndrangheta si è organizzata – tuona l’imprenditore e Testimone di Giustizia Pino Masciari – non è più la ‘ndrangheta dei sequestri, una ‘ndrangheta rurale. Oggi si presenta in una nuova veste, è una ‘ndrangheta legata all’economia, al riciclaggio e non solo. La ‘ndrangheta ha invaso ogni settore, dal culturale a quello sociale e poi politico ed economico. Un’invasione totale. Le forze dell’ordine e la Magistratura svolgono un lavoro straordinario. Le operazioni contro la ‘ndrangheta si moltiplicano e segnano sempre più ulteriori passi verso la conquista della libertà. Sarà un cammino lungo ma siamo sulla giusta strada, ma se vogliamo cambiare rotta dobbiamo decidere da che parte stare, se dalla parte della morte o dalla parte della vita. Decidere da che parte stare è fondamentale per proseguire questo nostro cammino di lotta.”

Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/13415_black_money_2__operazione_contro_la_cosca_mancuso_38_arresti/

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15000 gli operatori economici che, nel 2013, hanno ricevuto richieste estorisive, tangenti e mazzette. La ‘ndrangheta ha un giro di affari complessivo di 53 milliardi di euro, un esercito di circa 60000 affiliati e 400 ‘ndrine operative in almeno 30 Paesi nel mondo. A confermare l’enorme potere economico della mafia calabrese è l’istituto Demoskopika, che ne ha stimato il giro d’affari, pari al 3,5% del Pil italiano del 2013. Dalla ricerca emerge che il maggiore introito è costituito dal traffico di stupefacenti che determinerebbe guadagni per 24,2 miliardi di euro. Un’altra importante fonte di profitto è costituita dall’attività di riciclaggio che ha assicurato alle cosche calabresi un profitto di 19,6 miliardi di euro. Risultano significativi anche i guadagni criminali relativi a estorsioni e usura (2,9 miliardi di euro), agli appalti pubblici (2,4 miliardi di euro), al gioco d’azzardo (1,3 miliardi di euro). Sono almeno 40000 gli operatori economici colpiti ogni anno dalla ‘ndrangheta.

“Non possiamo andare avanti così – tuona l’imprenditore e Testimone di Giustizia Pino Masciari – la ‘ndrangheta sta uccidendo il nostro presente e precludendo, contemporaneamente, un futuro migliore ai nostri figli. Non possiamo accettare che per far arricchire i pochi debbano pagare i molti. La ‘ndrangheta ostacola l’economia calabrese. La ostacola e ne blocca lo sviluppo. Da sempre. Proprio come emerge dalla ricerca la ‘ndrangheta con il suo fare scoraggia la libera iniziativa, altera il mercato e i meccanismi della concorrenza, crea monopoli basati sull’intimidazione e l’interesse privato. E come possiamo sopportare e accettare passivamente tutto questo? Ancora oggi la ‘ndrangheta genera consenso. E’ vero sono tanti coloro che cercano e lottano ogni giorno ma dobbiamo essere tutti, tutti insieme. Dobbiamo credere in un presente migliore dove la ‘ndrangheta non si arricchisca con i nostri soldi. Una realtà in cui la nostra terra progredisca, dove sia possibile uno sviluppo vero, reale.
Non possiamo più andare avanti così. Dobbiamo organizzare il nostro coraggio e reagire. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo ai nostri figli. Dobbiamo insegnare loro un modo diverso di stare al mondo, dobbiamo restituire loro una realtà diversa. Possiamo farlo. Insieme possiamo farcela!”

FONTE: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/economia/22251_la_ndrangheta_vale_quanto_deutsche_bank_e_mcdonalds/

Vuoi incontrare Pino?

Se vuoi organizzare un incontro in cui ti piacerebbe che Pino Masciari fosse ospite, invia una mail al seguente indirizzo :  info@pinomasciari.it   -

Pino Masciari: I giovani sono la priorità!

  Napolitano: “L’Italia è finita 
senza lavoro per i giovani” L’Italia è povera perché non ha la capacità di creare […]

Video “La mafia è Ignoranza”

Questo è il cortometraggio dei ragazzi dell’Istituto “Malafarina” di Soverato donato e dedicato a Pino Masciari.“La Mafia è Ignoranza”

Audizione in Commissione Antimafia

“Sono cominciate stamattina a Palazzo San Macuto, sede della Commissione antimafia, le audizioni dei Testimoni di Giustizia con la siciliana […]

10 marzo: Novara e Asti, report fotografico. Organizziamo il Coraggio insieme.

Pino Masciari travolge con le sue parole, emoziona. In chi viene a contatto con lui, in chi conosce la sua […]

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