Friday, 25 April, 2014

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di Antonella Beccaria.
Riscrive il testimone di giustizia di cui si era già pubblicato un altro intervento. Ecco quali sono le sue considerazioni questa volta.
Oramai i giochi sono fatti, le liste chiuse e allora viene da chiedersi qualcosa a proposito degli 81 testimoni di giustizia sotto protezione, uomini e donne che – a dire di uomini delle istituzioni, politici e società civile – sono degli esempi, eroi, simboli di quell’Italia che vogliamo. E allora perché degli 81 testimoni di giustizia nessuno è candidato alle elezioni europee?
Qualcuno potrebbe dire che non sono competenti, preparati o forse non sarebbero all’altezza. Quindi bisogna iniziare da un paio di paragoni: chi è europarlamentare uscente e chi oggi è in lista? Partiremo dalla rettitudine morale, credendo che i testimoni di giustisia siano testimonial di tale virtù. Continuiamo con quel grande senso di dovere e attaccamento alle istituzioni. Bene, chi può dire il contrario per i testimoni di giustizia?
Segue poi quel senso di sacrificio e di sopportazione che è parte di ogni testimone di giustizia, quell’intrinseca voglia di verità, di legalità che è parte integrante del loro essere. Dunque, ora il paragone fatelo voi uomini e donne della società civile. E se la domanda viene posta a qualcuno, la risposta che giunge è sempre la stessa: quegli esempi tanto osannati, tanto citati, vanno tirati fuori al momento opportuno un po’ come un coniglio dal cilindro.
Sarebbe bello ora ricevere una risposta di chi è stato incaricato a formare le liste, ma siamo sicuri che la linea del silenzio è costante in quei soggetti noti alla politica. Le liste sono cosa seria, direbbe qualcuno, e poi cosa c’entrano i testimoni di giustizia? Loro devono vivere nascosti, fuori dal mondo, e poi sarebbe pericoloso far fare loro politica. Sì, vero, è pericoloso perché chi vede, chi sente e chi parla è pericoloso e non solo per le mafie.
Forse queste analisi sono troppo profonde se si pensa che a vari testimoni di giustizia alle precedenti votazioni non è stato permesso votare. Eh sì, addirittura è stato negato il diritto al voto e non perché erano interdetti o indagati o imputati di chissà quale reato. Ma solo solo perché chi ha prediposto la tutela ha ritenuto inutile il voto, esoso l’accompagnamento in località di origine o ha pronunciato sempre la solita frase: è pericoloso.
Davvero? Più pericoloso che accompagnare un politico sotto scorta a votare? Forza, forza che questa Italia sta cambiando. Se in bene o in peggio non ci è dato sapere. Resta però un dato di fatto: i testimoni di giustizia non li vuole nessuno.
Di Antonella Beccaria

http://antonella.beccaria.org/2014/04/18/testimoni-di-giustizia-gente-pericolosa-da-candidare-alle-elezioni-anche-quelle-europee-ma-pericolosa-per-chi/

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I militari dei Nuclei Investigativi di Bologna, Reggio Emilia e Modena, col supporto di quelli del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal gip di Bologna, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 13 persone tutti ritenuti contigui alle cosche Arena e Nicosia di Isola Capo Rizzuto. Tra le accuse intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Inoltre sono stati sequestrati beni per un valore di circa 13 milioni.

“A distanza di un giorno sono stati compiuti arresti importanti – dichiara Pino Masciari imprenditore e Testimone di Giustizia – la magistratura e le forze dell’ordine stanno dimostrando da che parte stare. I loro segnali sono forti. Dobbiamo scegliere di stare dalla parte della legalità, della giustizia. L’operazione di oggi dimostra ancora una volta come la ‘ndrangheta si sia diffusa in tutto il nostro territorio e di come essa sia radicata in ogni settore e in ogni regione italiana. La ‘ndrangheta non è solo un problema calabrese, è un problema nazionale. Tutti siamo coinvolti, nessuno escluso. Le forze dell’ordine e la magistratura sono instancabili e con il coraggio e determinazione continuano a colpire la ‘ndrangheta. Avanti così! La ‘ndrangheta non è invincibile. Come diceva un grande Uomo, è un fatto umano e come ogni fatto umano ha un inizio e avrà anche una fine!”

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/724429/-Ndrangheta–blitz-contro-le.html

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In totale sono 86 anni e 8 mesi, gli anni chiesti dal pm per 16 dei 22 imputati al processo “Black Money” che vede alla sbarra i presunti affiliati al clan Mancuso di Limbadi. Associazione a delinquere, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione, usura, minacce e detenzione di armi, il tutto con l’aggravante delle modalità mafiose, queste sono le accuse a vario titolo.

“La Magistratura e le Forze dell’ordine svolgono ogni giorno con Coraggio un lavoro straordinario – dichiara Pino Masciari imprenditore e Testimone di Giustizia – ci dimostrano ogni giorno con determinazione qual è la strada da seguire, da che parte stare. Nuovi colpi inferti alla cosca dei Mancuso, una delle più potenti. Bisogna colpire la ‘ndrangheta al cuore. E il cuore sono gli interessi economici, il denaro, la ricchezza uniti alla forza “culturale” che ancora esercita. Dobbiamo decostruire il paradigma della paura e del silenzio, abbattere le false convinzioni che si tramandano da anni e svelare la vera natura della ‘ndrangheta: morte e distruzione. Dobbiamo decidere anche noi da che parte stare. Io l’ho fatto da tempo e non mi arrendo. Continuo a lottare.”

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/724188/Vibo–il-clan-Mancuso-ancora.html

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Nel nuovo filone dell’inchiesta Black Money sono 38 i nuovi arrestati. Inoltre sono stati sequestrati beni per un valore di circa 40 milioni. L’operazione è la sintesi di tre inchieste condotte dai carabinieri del Ros, dai finanzieri del Gico e dalla squadra mobile di Catanzaro e rappresenta il seguito di quella condotta alcune settimane fa e denominata “Black Money”. Come si evince dall’articolo il filone investigativo seguito dalla Guardia di finanza ha riguardato una maxi evasione fiscale con conseguente attività di riciclaggio a livello internazionale grazie anche ad operazioni cosiddette di “eurovestizione”. Uno stratagemma questo che prevede l’apertura di società che operano in Italia, ma fatte passare per società di diritto estero allo scopo di non pagare le tasse in Italia, ma di farlo all’estero con una minore pressione fiscale. In questo filone sono stati arrestati, tra gli altri, anche commercialisti ed avvocati.

“La ‘ndrangheta si è organizzata – tuona l’imprenditore e Testimone di Giustizia Pino Masciari – non è più la ‘ndrangheta dei sequestri, una ‘ndrangheta rurale. Oggi si presenta in una nuova veste, è una ‘ndrangheta legata all’economia, al riciclaggio e non solo. La ‘ndrangheta ha invaso ogni settore, dal culturale a quello sociale e poi politico ed economico. Un’invasione totale. Le forze dell’ordine e la Magistratura svolgono un lavoro straordinario. Le operazioni contro la ‘ndrangheta si moltiplicano e segnano sempre più ulteriori passi verso la conquista della libertà. Sarà un cammino lungo ma siamo sulla giusta strada, ma se vogliamo cambiare rotta dobbiamo decidere da che parte stare, se dalla parte della morte o dalla parte della vita. Decidere da che parte stare è fondamentale per proseguire questo nostro cammino di lotta.”

Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/13415_black_money_2__operazione_contro_la_cosca_mancuso_38_arresti/

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15000 gli operatori economici che, nel 2013, hanno ricevuto richieste estorisive, tangenti e mazzette. La ‘ndrangheta ha un giro di affari complessivo di 53 milliardi di euro, un esercito di circa 60000 affiliati e 400 ‘ndrine operative in almeno 30 Paesi nel mondo. A confermare l’enorme potere economico della mafia calabrese è l’istituto Demoskopika, che ne ha stimato il giro d’affari, pari al 3,5% del Pil italiano del 2013. Dalla ricerca emerge che il maggiore introito è costituito dal traffico di stupefacenti che determinerebbe guadagni per 24,2 miliardi di euro. Un’altra importante fonte di profitto è costituita dall’attività di riciclaggio che ha assicurato alle cosche calabresi un profitto di 19,6 miliardi di euro. Risultano significativi anche i guadagni criminali relativi a estorsioni e usura (2,9 miliardi di euro), agli appalti pubblici (2,4 miliardi di euro), al gioco d’azzardo (1,3 miliardi di euro). Sono almeno 40000 gli operatori economici colpiti ogni anno dalla ‘ndrangheta.

“Non possiamo andare avanti così – tuona l’imprenditore e Testimone di Giustizia Pino Masciari – la ‘ndrangheta sta uccidendo il nostro presente e precludendo, contemporaneamente, un futuro migliore ai nostri figli. Non possiamo accettare che per far arricchire i pochi debbano pagare i molti. La ‘ndrangheta ostacola l’economia calabrese. La ostacola e ne blocca lo sviluppo. Da sempre. Proprio come emerge dalla ricerca la ‘ndrangheta con il suo fare scoraggia la libera iniziativa, altera il mercato e i meccanismi della concorrenza, crea monopoli basati sull’intimidazione e l’interesse privato. E come possiamo sopportare e accettare passivamente tutto questo? Ancora oggi la ‘ndrangheta genera consenso. E’ vero sono tanti coloro che cercano e lottano ogni giorno ma dobbiamo essere tutti, tutti insieme. Dobbiamo credere in un presente migliore dove la ‘ndrangheta non si arricchisca con i nostri soldi. Una realtà in cui la nostra terra progredisca, dove sia possibile uno sviluppo vero, reale.
Non possiamo più andare avanti così. Dobbiamo organizzare il nostro coraggio e reagire. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo ai nostri figli. Dobbiamo insegnare loro un modo diverso di stare al mondo, dobbiamo restituire loro una realtà diversa. Possiamo farlo. Insieme possiamo farcela!”

FONTE: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/economia/22251_la_ndrangheta_vale_quanto_deutsche_bank_e_mcdonalds/

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13 condanne. Tredici condanne al carcere a vita al termine del processo “Missing” sulla guerra di ‘ndrangheta che insanguinò la città tra gli anni Ottanta e Novanta. Tra i nomi ci sono le figure apicali delle cosche. Si chiude anche la vicenda del direttore del carcere di Cosenza Sergio Cosmai, ucciso il 12 marzo 1985, e di due efferati omicidi a danno di due ragazzini: Pasqualino Perri (Rende, 27 ottobre 1978), ucciso mentre era a cena col padre, e Francesco Bruni jr (Carolei, 8 novembre 1991), accoltellato, strangolato e poi scannato.

“La brutalità della ‘ndrangheta non conosce confini – dichiara Pino Masciari, imprenditore e Testimone di Giustizia – La ‘ndrangheta non si ferma davatni a nulla e come un uragano spazza via ogni cosa distruggendola. E’ annientamento, è morte. Ma la nostra magistratura e le nostre forze dell’ordine con il loro lavoro fanno si che la giustizia trionfi. E trionfa ogni qualvolta una condanna viene confermata. Come in questo caso. Sono state confermate le 13 condanne al carcere a vita per gli esponenti di spicco delle famiglie ‘ndranghetiste cosentine. Sono felice, oggi è un gran giorno. Queste notizie dovremmo leggerle ogni giorno. Allora anche a noi spetta svolgere il nostro dovere, dobbiamo lottare, dobbiamo raccogliere il Coraggio dentro di noi e lottare per cambiare. Lo dobbiamo a noi stessi e lo dobbiamo ai nostri figli. Non possiamo più vivere nell’indifferenza, nell’omertà. Non possiamo più tirare le tende e nascondere la realtà agli occhi…è necessario spalancare le finistre, aprirle, scansando le tende e lottare. Una realtà diversa è possibile e la magistratura e le forze dell’ordine ce lo dimostrano ogni giorno con il loro operato. Adesso tocca anche a noi: insieme possiamo farcela! Avanti!”

FONTE: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/723917/Definitivi-gli-ergastoli-per-i-boss.html

la mafia uccide i bambini

La strage degli innocenti operata dalla mafia è terribile. Non ci sono parole per descrivere l’orrore e la ferocia. L’idea popolare secondo cui la mafia non uccide donne e bambini è chiaramente falsa, è uno dei tanti valori velati di falsità di cui si vantano tutte le mafie. Le mafie uccidono e duccidono anche le donne, ed uccidono anche i bambini, piccole creature di qualsiasi età, senza pietà, senza rimorsi, senza pentimento.

A tal proposito illuminanti sono le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti: «La barbarie dei mafiosi non conosce confini. Purtroppo abbiamo visto tanti piccoli uccisi dalla camorra, dalla ’ndrangheta e da Cosa nostra. Spesso erano bambini che accompagnavano le vittime designate che si sono trovate, come è accaduto in passato a Napoli, nella traiettoria di un conflitto a fuoco fra bande. Oppure uccisi fra le braccia del padre, che era l’obiettivo della missione di morte dei sicari. Sono proprio tanti i nomi che mi vengono in mente. Tutto ciò è una barbarie che si ripete nel tempo. L’etica mafiosa non esiste affatto. È solo una diceria quella che la mafia non uccide i bambini. I fatti degli ultimi vent’anni dimostrano proprio il contrario».

“E’ proprio vero, è la morte l’unica legge della mafia – commenta l’imprenditore e Testimone di Giustizia Pino Masciari - dobbiamo squarciare il velo che nasconde la brutalità e la ferocia degli uomini di mafia. Dobbiamo smetterla con questi falsi valori. La mafia uccide e uccide chiunque. L’età anagrafica non conta. Questo articolo serve a farci aprire ancora di più gli occhi, a prendere consapevolezza della realtà in cui viviamo, a risvegliare in noi la rabbia e l’indignazione, il Coraggio di fare, di operare il cambiamento. Non possiamo più accettare questo stato di cose, è giunto il momento di lottare!”

Fonte: http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/03/24/news/la-strage-degli-innocenti-cosi-e-cambiato-il-codice-d-onore-delle-cosche-1.158159

 

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Avviso pubblico, il network di enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie, ogni anno stila questo triste elenco: nel 2013 son stati registrati 351 atti di intimidazione e di minaccia nei confronti di amministratori locali e funzionari pubblici tra Nord e Sud d’Italia. Un numero impressionante. Quasi ogni giorno qualcuno riceve minacce di vario genere o trova l’auto bruciata. Lettere minacciose, proiettili, auto incendiate, spari alle abitazioni, aggressioni verbali e fisiche. Un’ escalation che non esclude l’uso di esplosivi, i colpi di arma da fuoco fino al sequestro di persona e l’omicidio.

“Leggere questo rapporto è veramente preoccupante – dichiara l’imprenditore e Testimone di giustizia Pino Masciari – nel 2013 si è registrato un caso al giorno tra intimidazioni, minacce e atti di violenza contro sindaci e amministratori locali che hanno cercato di fermare gli interessi dei clan. Chiunque si frappone tra i mafiosi e i loro interessi, chiunque costituisca ostacolato viene prima “avvisato” e poi se persiste eliminato. Non è più possibile andare avanti così. C’è gente onesta che vuole svolgere il proprio lavoro così come si deve e liberamente. Ci sono sindaci che nonostante tutto continuano a lottare, resistono, Non dobbiamo lasciarli soli. Devono sapere di non essere soli. Come da sempre le mafie fanno affidamento sulla paura, generare paura ha sempre protetto e alimentato il loro potere. Non possiamo più permettere che questo accada. Noi siamo molti di più. Dobbiamo reagire. Non è più il tempo dell’indifferenza, non ce lo possiamo permettere. E’ invece l’ora di dire basta, l’ora di lottare, l’ora di provare a cambiare rotta insieme!”

Fonte:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/03/21/news/mafia-da-nord-a-sud-amministratori-locali-sotto-tiro-1.157946

http://www.avvisopubblico.it/index.shtml

 

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“Il potere, il denaro che voi avete adesso da tanti affari sporchi, da tanti crimini mafiosi è denaro insanguinato, è potere insanguinato, e non potrete portarlo all’altra vita [...] Il desiderio che sento è di condividere con voi una speranza, ed è questa: che il senso di responsabilità piano piano vinca sulla corruzione, in ogni parte del mondo”. 

Queste sono le parole pronunciate da Papa Francesco ieri durante la veglia con i familiari delle vittime di mafia e lo ha detto rivolgendosi agli uomini e alle donne mafiosi. 

Si svolgerà oggi la marcia in ricordo delle vittime di mafia e sarà a Latina proprio perchè in questo territorio c’è una progressiva infiltrazione della criminalità. Non solo marcia della memoria ma soprattutto marcia d’impegno civile perchè ognuno di noi tornando a casa ricordi di continuare a lottare, giorno dopo giorno, nelle piccole cose quotidiane. La battaglia comincia da qui… I nostri giovani devono crescere nella consapevolezza che le mafie sono morte e dolore. Lo diceva un grande uomo “Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. Dobbiamo ricordarci che la mafia non è invincibile e non smettere di lottare insieme…l’elenco di chi non ha visto più la luce del sole per mano della mafia è lungo, di chi ha dovuto rinunciare ad abbracciare un figlio, una moglie, un marito, il compagno di una vita…noi siamo molti di più e possiamo farcela. Insieme.

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news//84575/Papa–Mafiosi–per-favore.html

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E’ di ieri la notizia della maxioperazione antidroga fra Italia Europa e Sudamerica. Nell’inchiesta coordinata dal Procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, e dall’aggiunto Nicola Gratteri, sono finiti un potente gruppo di narcotrafficanti legati alla ‘ndrangheta calabrese e alla mafia montenegrina. Almeno 12 gli stati coinvolti in questo giro di droga. Centinaia di chili di cocaina esportati ogni mese. E’ sconvolgente scoprire questa struttura tanto complessa quanto efficace.

“Avanti così – dichiara l’imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari – la magistratura ha messo a segno un grande colpo. Per sconfiggere questo cancro bisogna colpirlo al cuore: gli interessi economici. E’ una lotta su più fronti e la magistratura e le forze dell’ordine stanno dimostrando da che parte hanno deciso di stare: contro la criminalità organizzata. E’ una lunga e difficile lotta ma se su ogni fronte si combatte con forza e Coraggio si tratta di una battaglia che potremo certamente vincere. La maxioperazione condotta da Nicola Gratteri e Federico Cafiero de Raho ha confermato la potenza della ‘ndrangheta e la sua estensione a livello mondiale. La ‘ndrangheta non è un gioco. Oggi è potente più che mai ma gli arresti di ieri dimostrano, allo stesso tempo, che anche la ‘ndrangheta ha il suo tallone di Achille. Ed è proprio lì che bisogna colpirla. Non fermiamoci. Se continuamo in questa lotta avremo almeno una possibilità di vincere. Non possiamo arrenderci ora. Avanti così!”

Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2014/03/20/news/operazione_calabria_sudamerica-81417041/

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Quello avvenuto qualche giorno fa non è il primo atto intimidatorio a danno del pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni. Due gli episodi susseguitesi a distanza di mesi, il primo a gennaio e il secondo qualche giorno fa, quando qualcuno si è avvicinato all’auto del padre e dopo averla manomessa l’ha spostata in una zona di rimozione. Dopo qualche ora l’auto ripresa dalle telecamere dei malviventi è stata rinvenuta totalmente bruciata in aperta campagna. Un inquitante atto intimidatorio, in stile ‘ndranghetista. Il pm Pierpaolo Bruni sta conducendo delicate inchieste sui rapporti tra ‘ndrangheta e politica sia nella provincia di Cosenza che nel Vibonese e sulla sua scrivania ci sono anche fascicoli relativi a indagini sul territorio crotonese.

“Noi siamo con la magistratura sana – dichiara l’imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari – ecco perchè il nostro pieno sostegno va al pm Pierpaolo Bruni. Questi atti intimidatori sono indegni, gli ‘ndranghetisti pensano di poter far tutto, di essere i padroni e lo dimostrano anche con questi gesti. Non si arrenda pm Bruni. La popolazione sana è con lei. Noi siamo tutti con lei. C’è bisogno di un’azione dura e determinata da parte della magistratura proprio come sta facendo lei. Di una lotta su più fronti, solo così anche i cittadini riacquistando fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine potranno trovare il Coraggio per lottare per una vita diversa. Per questo pm Bruni non si arrenda, continui a lottare, noi lotteremo al suo fianco. Crediamo in lei. Grazie al suo Coraggio, al Coraggio di altri magistrati e al nostro Coraggio potremo tornare ad essere Padroni della nostra vita e a vivere da donne e uomini finalmente liberi.”

Come diceva un grande Uomo: “La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine…”

Fonte: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/crotone/723765/Crotone–gia-a-gennaio-accadde.html

http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/723725/Crotone–intimidazione-al-pm-antimafia.html

 

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Auguri a tutti i papà del mondo. A tutti i papà che lottano per i loro figli, per restituire loro un mondo migliore. Auguri a tutti i papà che insegnano ai loro figli a lottare, a camminare a schiena dritta e a testa alta anzichè strisciare. Auguri a tutti i papà che insegnano ai loro figli ad alzare gli occhi al cielo per ammirare la sua immensità, a tutti i papà che insegnano ai loro figli a guardare verso l’orizzonte. A sognare ad occhi aperti pur restando con i piedi ben saldi a terra. A tutti i papà che non dimenticano di abbracciare i propri figli.

E per questo gli auguri speciali vanno a Te caro Pino, che per noi sei il “Papà della Legalità e della Libertà”. Tu sei il papà di tutti quelli che scelgono la complessa e difficile strada della denuncia e del Coraggio civile. Il papà di tutti coloro che scelgono di lottare ogni giorno per decostruire la realtà circostante e ricostruirla diversamente, in modo migliore. Auguri a Te che risvegli nei ragazzi e giovani di tutte le regioni italiane le coscienze, che dai loro nuovi occhi per guardare, che dimostri loro che c’è un modo diverso di stare al mondo. Per tutto questo Auguri caro Pino, Auguri papà della Legalità e della Libertà, Auguri da tutti noi.

Amici di Pino Masciari

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C’è chi ancora ha il coraggio di sostenere che la mafia non uccide i bambini, che i conti li regolano tra di loro perchè sono uomini “d’onore”. C’è chi, ancora peggio, sostiene con determinazione che la mafia non esiste, che è tutta un’invenzione. Ma sono i morti a parlare. E’ stato un agghiaccante risveglio per la città di Taranto e per l’intera Italia. E’ ancora la mafia, quella che non esiste, ad imporsi sulla scena. Ieri sera sono stati crivellati a colpi di arma da fuoco un uomo vicino agli ambienti mafiosi e con precedenti penali, la sua compagna alla guida dell’auto sulla quale viaggiavano e il figlio della donna, un bambino di appena 4 anni, la cui unica colpa era stata quella di trovarsi in braccio a quell’uomo nel mirino dei killer. E i killer hanno sparato, colpendo qualsiasi cosa e chiunque si contrapponesse tra la pallottola e quell’uomo. Non hanno risparmiato quell’innocente creatura di appena 4 anni. In auto con loro altri due bambini, rimasti illesi perchè fuori dalla traiettoria delle pallottole. Un vero è proprio agguato in stile mafioso.

“I mafiosi sono degli animali – tuona Pino Masciari – sono arrabbiato, indignato. E’ ancora un piccolo innocente a pagare con la sua vita. Basta! Non si può più andare avanti così. Come è possibile sopportare tutto questo nell’indifferenza più completa? Sono dei barbari. A distanza così ravvicinata due innocenti hanno perso la vita, in Calabria, Coco’ colpevole di appartenere ad una famiglia collusa con la ‘ndrangheta e a Taranto questo piccolo bimbo di 4 anni. I killer non agiscono per caso. I loro sono piani per organizzati per cui sapevano di trovare i bambini in auto, potevano uccidere in qualsiasi momento quando i loro obiettivi sarebbe stati completamenti soli eppure hanno scelto di colpirli coinvolgendo anche dgli innocenti, per dare un segnale più forte. Non se ne può più. Non possono essere i più piccoli a dover pagare. Vogliamo delle risposte dallo Stato, rischiamo di tornare indietro agli anni peggiori in cui le cosche si combattevano a colpi di arma da fuoco in pieno giorno per le strade e nelle piazze. E dove siamo noi? Dobbiamo rifiutare tutto questo. Non possiamo rimanere attori passivi, non possiamo lasciarci incantare dall’indifferenza. Dobbiamo reagire anche noi. E la reazione deve essere forte…lo dobbiamo ai nostri figli. Oppure diventerà veramente impossibile vivere. Tocca anche a noi decidere… Ciao piccolo angelo.”

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/mafia_taranto_strage_morti_bambino_ucciso_commando/notizie/580064.shtml

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Le risposte dalla magistratura e dalle forze dell’ordine sono positive.  Sono state emesse 5 condanne a danni di chi esercitava e imponeva estersioni a imprenditori calabresi, nel territorio di Lamezia Terme per l’esatezza.

“Ancora estorsioni. Ancora la Calabria. E nel mirino ancora gli imprenditori. In Calabria anche lavorare liberamente è negato – tuona l’imprenditore Pino Masciari – non è possibile vivere da uomini liberi nè lavorare da imprenditori liberi. C’è chi vorrebbe impedire tutto ciò. Chi pensa di poter contaminare tutto, di poter inquinare tutto. Non possiamo più accettare tutto questo. Ne va del presemte e del futuro dei nostri figli. E’ questa la terra che vogliamo loro consegnare? Una terra in cui non si può neanche lavorare liberamente ma solo attraverso la “sottomissione”? Non ci si può e non ci si deve piegare. Non siamo nati per strisciare ma per guardare a testa alta il cielo e l’orizzonte davanti a noi. Abbiamo il diritto/dovere di ribellarci e di trovare il Coraggio di lottare e soprattutto di non arrendersi. Non arrendersi nonostante tutto. Io voglio restituire ai miei figli una realtà diversa, un modo di stare al mondo diverso. Come diceva un grande uomo…voglio che loro sentano la bellezza del fresco profumo della libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news//84004/Estorsioni-a–imprenditori–5.html

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Il collaboratore Spatuzza in questi giorni ha svelato il perchè dell’uccisione di Padre Puglisi. Fu proprio lui a sparare quel 15 settembre 1993 al parroco, nel giorno del suo 56° compleanno. Spatuzza spiega che Don Pino Puglisi era un sacerdote che andava per conto suo e dava fastidio. Certo perchè un capomafia non poteva tollerare che un prete si muovesse per conto suo e doveva dimostrare chi comandava a Brancaccio.

“Ascoltare questa confessione è terribile – dichiara l’imprenditore Pino Masciari – dimostra come la mafia, la ‘ndrangheta abbiano sempre lavorato anche sul territorio, eliminando tutti coloro che intralciavano i loro piani, tutti coloro che cercavano di dimostrare ai giovani che esiste un’alternativa. E dopo questa confessione non cresce la rabbia? L’indignazione? La mafia, la ‘ndrangheta decidono della vita o della morte degli uomini, influenzano negativamente e pesantemente l’economia, si arricchiscono sulla nostra pelle, sono i padroni della nostra vita, della nostra terra. Non è più l’ora dell’indifferenza, del “è tutto inutile tanto non cambierà mai niente”. Padre Puglisi per dimostrare il contrario ha sacrificato la sua vita, e sapeva che sarebbe stato ucciso ma ha continuato nonostante tutto. Lo ha fatto per i suoi ragazzi, per donare loro nuovi occhi, una mente libera per poter pensare liberamente senza condizionamenti. Allora io vi dico lo avranno ucciso nel corpo ma le sue idee continuano a vivere in tutti coloro che dimostrano con i fatti che una realtà diversa è possibile, che il cambiamento è operabile.”

“Padre Puglisi diceva sempre >Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto< non rassegniamoci, dobbiamo organizzare il nostro Coraggio e iniziare a combattere nel nostro piccolo, se ognuno di noi fa una piccola cosa sommata alle altre piccole cose sarà un primo segno di cambiamento per tornare ad essere padroni delle nostre vite. Grazie Don Pino Puglisi…vivreai sempre nei nostri cuori e noi alimenteremo al tua memoria, terremo accesa la tua vita oltre la morte.”

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/13/trattativa-spatuzza-don-puglisi-ucciso-perche-voleva-il-nostro-territorio/912285/

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Complessi turistici, società per la costruzione e la gestione degli stessi complessi, veicoli commerciali, sette auto di lusso e conti correnti e disponibilità finanziarie: sono i beni, per un valore complessivo di 420 milioni, sequestrati dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, dello Scico di Roma e del Gruppo di Locri a 40 persone ritenutedagli investigatori affiliate alle più pericolose cosche della ‘ndrangheta. 

“Bisogna colpire la ‘ndrangheta nel suo bene più caro : il denaro – dichiara l’imprenditore Pino Masciari – E’ il cuore della ‘ndrangheta: il suo capitale, i suoi beni. Dobbiamo condurre un’azione su più fronti se vogliamo sconfiggerla. Il fronte giudiziario, economico, politico e socio-culturale. E’ una battaglia difficile ma non impossibile. Le forze dell’ordine e i magistrati ci stanno dando prova della loro volontà di distruggere la ‘ndrangheta per ritornare ad essere padroni della nostra Vita, padroni della nostra economia, della nostra terra. Per ritornare a vivere da uomini liberi, da imprenditori liberi, da lavoratori liberi senza più il peso del “pizzo” o dei “favori”. Liberi. E in questa battaglia anche noi siamo chiamati a combattere. Combattere contro il sistema che abbiamo assimilato. La realtà che ci hanno confezionato può essere cambiata, deve essere cambiata. E il cambiamento viene solo e soltanto dalle nostre azioni. Per cui “armiamoci”, e non parlo di armi violente, e lottiamo per quelli che sono i nostri diritti ogni giorno sempre più calpestati.”

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news//83471/Maxi-sequestro-di-beni–.html

Vuoi incontrare Pino?

Se vuoi organizzare un incontro in cui ti piacerebbe che Pino Masciari fosse ospite, invia una mail al seguente indirizzo :  info@pinomasciari.it   -

Audizione in Commissione Antimafia

“Sono cominciate stamattina a Palazzo San Macuto, sede della Commissione antimafia, le audizioni dei Testimoni di Giustizia con la siciliana […]

10 marzo: Novara e Asti, report fotografico. Organizziamo il Coraggio insieme.

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  Per tantissimi anni non si è mai saputo se la mafia nella nostra Italia esistesse, o fosse una semplice […]

Iacona: “I testimoni di giustizia sono degli eroi. Noi dei codardi”

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