Blog degli Amici di Pino Masciari – Pagina 482 – Decidiamo di essere Liberi…..organizziamo il Coraggio

Blog degli Amici di Pino Masciari

La Voce di Pino Comments

La Voce di Pino

Foto di Mute da flickr

Testimoni a perderetrasmissione “Reporter 24” di A. Milan su Radio 24 News


Voglia di ribellarsi: la rabbia di un testimonetrasmissione “Guardie o ladri” di R. Galullo su Radio 24 News


NewLa camorra non esistetrasmissione “VivaVoce” di A. Milan su Radio 24 News del 19/09/2007

Appello per salvare la testata CASABLANCA Comments

Appello per salvare la testata CASABLANCA

Appello da Ritaatria


Abbiamo deciso di non rassegnarci al fato e al fatto che molti vorrebbero che Casablanca chiudesse.
A chi dice che se difendiamo Casablanca dobbiamo difendere gli altri diciamo che al momento non esiste un giornale che racconta le storie così come le racconta la redazione di Casablanca che, per chi non lo sapesse, è una parte consistente di quella de I Siciliani di Pippo Fava.
Ci lamentiamo spesso del fatto che non troviamo giornali degni dell’art. 21.
Se crediamo veramente in ciò che affermiamo, diamo un segno forte e aiutiamo anche con una piccola donazione il mensile Casablanca che rischia di chiudere.
In molti saranno felici se l’ennesimo tentativo editoriale di quei Siciliani senza padrone e senza “rispetto” fallisce… noi lotteremo fino alla fine per far sì che la lotta alle mafie si concretizzi nel risultato più alto.

Sulla pagina trovate come effettuare una donazione via paypal.

Nuova sezione del Blog – L’EDICOLA Comments

Nuova sezione del Blog – L’EDICOLA

 

Da oggi è aperta la sezione EDICOLA che raccoglie gli articoli su Pino Masciari e la sua storia. La aggiorneremo man mano quindi consigliamo di seguire le novità anche attraverso lo strumento degli RSS.

Per chi trovasse il consiglio troppo tecnico rimandiamo a un simpatico video chiaro e alla portata di tutti 🙂

Edicola Comments

Edicola

 

Foto di Jason D. Walker da flickr

 

“Una protezione che non protegge” di Roberto Galullo – Radio 24 news NEW!


“Tutelare un testimone di giustizia può significare sequestrarlo!” (pdf) da La Settimana di Calabria del 22-28 giugno 2007


“Manca l’auto blindata – Masciari costretto a saltare il processo”(pdf) da Gazzetta del Sud del 16 maggio 2007


“Associazione mafiosa ed estorsione, chieste condanne per 98 anni” (pdf) da Gazzetta del Sud del 16 maggio 2007


 

“Una vita passata a guardarsi le spalle” pagg.123 (pdf) da Vanity Fair del 19 aprile 2007


“Voi siete la mia famiglia” (pdf) Comunicato stampa della Provincia di Pistoia del 20 marzo 2007


“Cittadinanza onoraria a Ruperti e a Masciari”(pdf) da la Gazzetta del Sud del 25 marzo 2007


“Masciari ritorna in Calabria alla testa di mille giovani” (pdf) da la Gazzetta del Sud del 18 marzo 2007


“Masciari, testimone abbandonato” (bmp) da Calabria Ora del 15 marzo 2007


“‘Body-guard’ del testimone i ragazzi di Libera” (pdf) da Gazzetta del sud del 11 marzo 2007



Lo Stato ingrato e il testimone tradito (pdf)

di Nadia Furnari e Beatrice Pieri – Casablanca dell’aprile 2007



Legalitàlia, la forza del coraggio in piazza
(pdf) da La Gazzetta del Sud del 12 Agosto 2007
New I sostenitori di Grillo cominciano a organizzarsi (pdf) da La Gazzetta del Sud del 18 Settembre 2007


Nuova sezione Stampa EsteraDeutschland als »Rückzugsraum« del 17 Agosto 2007 – Clicca qui
Operationsgebiet Deutschland del 25 Agosto 2007 – Clicca qui Mit Leib und Seele del 6 Aprile 2004 – Clicca qui

Prossimi appuntamenti di Pino Masciari Comments

Prossimi appuntamenti di Pino Masciari

Il 3 agosto a Pescara presenzierà l’ultima tappa della Carovana del Cuore di Acmos

L’11 agosto a Reggio Calabria in Piazza Duomo per Legalitalia iniziativa dell’associazione E adesso ammazzateci tutti e altre realtà.

 

 

Lettera aperta al sindaco di Pisa Comments

Lettera aperta al sindaco di Pisa

Foto by only alice

 

Dopo la curiosa vicenda della tappa di Pisa della Carovana del Cuore, dove la piazza allestita fino alla mattina viene smontata poco prima dell’evento, gli organizzatori della Carovana scrivono al sindaco di Pisa.

Egregio Sindaco Fontanelli,

Ci spiace doverLe segnalare che la tappa pisana della Carovana della Memoria ha rischiato di fallire per l’inaudito e sconcertante boicottaggio posto in essere dai Suoi Uffici.

Alle ore 16.00 di sabato scorso 21 Luglio ci veniva ancora confermata la disponibilita’ di piazza della Pera (come indicato nei volantini con il patrocinio ottenuto dal Comune) la quale avrebbe dovuto essere attrezzata – nelle assicurazioni ricevute dall’Ufficio e secondo gli accordi preventivi intercorsi tra i nostri rappresentanti, il segretario ed il portavoce del Comune – con sedie ed impianto fonico per lo svolgimento di interventi preceduti dalla esibizione di un complesso musicale di 16 elementi giunti appositamente da Torino.

Il patrocinio concesso dalla Amministrazione pisana alla iniziativa della Carovana – voluta dalla ACMOS Piemonte, dalla Associazione Rita Atria e dalla Associazione Libera -, la significativa presenza del Presidente dell’ANPI Pisana, e di un testimone di giustizia come Pino Masciari – intervenuto per comunicare alla Cittadinanza la fiducia nei valori di resistenza alla cultura mafiosa nonostante da anni egli sia costretto a vivere sotto scorta e lo Stato non abbia saputo fino ad oggi garantirgli i modi di poter continuare a svolgere la sua attivita’ di imprenditore (rendendosi di fatto funzionale alla sua “eliminazione”, secondo le attese dei poteri mafiosi e corrotti contro cui egli si e’ schierato) -, avevano inoltre fatto sperare almeno in una presenza istituzionale alla serata.

Nulla di tutto questo. Alle ore 17.30 abbiamo dovuto constatare che non esisteva impianto fonico; mancavano le sedie (che pure erano state sulla piazza fino al mattino, come ci confermava un commerciante della piazza), e i referenti comunali risultavano inizialmente irrintracciabili, per poi rimandare a contatti telefonici con persone che risultavano non raggiungibili o indisponibili a qualsiasi intervento. Di rappresentanze comunali neppure l’ombra

Non e’ la prima volta che questo accade, a Pisa, su temi forse troppo scottanti e troppo sdrucciolevoli per un potere politico amministrativo a volte troppo impegnato a non creare disturbo a chi aspira a gestire occultamente le realta’ del territorio piuttosto che difendere ed onorare la natura democratica che pure di se’ vorrebbe accreditare.

Ci risulta che sia gia’ accaduto nel 2005 quando con lo stesso metodo venne fatto fallire un convegno sulla morte impunita del paracadutista Emanuele Scieri. Disturbare ancora una volta la Folgore era forse troppo per la Sua Amministrazione che pure tante dichiarazioni di impegno per una piena Verita’ ed una rapida ed equanime Giustizia aveva pronunciato su quella turpe vicenda?

Si e’ tentato di far fallire oggi una libera manifestazione di civilta’ democratica e di cultura antifascista e dunque (come ha sottolineato nel suo intervento il Presidente dell’ANPI) una cultura antagonista di ogni Mafia, di ogni discriminazione e di ogni ossequio ai poteri che non siano quelli dell’alveo della legalita’ democratica.

Fortunatamente la reazione determinata degli organizzatori della Carovana, la disponibilita’ dei gestori di un bar della piazza a mettere a disposizione la propria energia elettrica, e la nostra comune volonta’ di Resistere comunque ad ogni tipo comportamento discriminatorio tipico di una “cultura di mafiosita’”, come diceva il Giudice Borsellino, anche quando sia posto in essere da uomini delle Istituzioni, ha consentito di svolgere comunque la manifestazione prevista, sebbene una profonda amarezza abbia percorso gli interventi ed abbia segnato gli sconcertati cittadini intervenuti. Ci siamo un po’ sentiti come i sindacalisti siciliani dei primi del 900 costretti a tenere comizi solitari in piazze semideserte e da palchi costituiti da una sola sedia.

Vorremmo sperare in un Suo pubblico e formale gesto di scuse alla Cittadinanza Pisana, per una umiliazione ingiustificata ed ingiustificabile, che cade proprio nei giorni della commemorazione dei Giudici Falcone e Borsellino e degli uomini delle scorte.

Scuse che riteniamo doverose verso i Suoi Cittadini e verso i Promotori della Carovana, piuttosto che verso di noi organizzatori e promotori locali della tappa pisana della Carovana, abituati purtroppo a conoscere il disprezzo, l’umiliazione e la emarginazione di poteri che sembrano non conoscere piu’ “il dolce sapore dell’onesta’ a confronto del puzzo della corruzione, della contiguità’ e della collusione, quindi della complicita’, con i poteri criminali mafiosi”, secondo le parole che il Giudice Borsellino pronuncio’ nel fare memoria dell’amico fraterno Giovanni Falcone del quale avrebbe condiviso, dopo poco, la terribile esecuzione di una feroce condanna a morte.

Accetti i nostri saluti di rispetto istituzionale, mentre restiamo in fiduciosa attesa di un gesto di dissociazione dai comportamenti dei Suoi Uffici.

Le Associazioni Organizzatrici
della tappa pisana
della Carovana della Memoria
dedicata a Rita Atria

qui il documento ufficiale, grazie come sempre a ritaatria.it

In ricordo di Rita Atria – Pino Masciari a Roma il 23 Luglio 2007 Comments

In ricordo di Rita Atria – Pino Masciari a Roma il 23 Luglio 2007

 

Foto di foto di Marco Donatiello/DP Studio

Pino Masciari in Viale Amelia 23

 

 

“Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.”

Rita Atria

 

 

Altre immagini su www.ritaatria.it

Aldo Pecora annuncia le dimissioni Comments

Aldo Pecora annuncia le dimissioni

MOVIMENTO DEI RAGAZZI DI LOCRI “E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI”

 

 

NOTA STAMPAcon preghiera di massima diffusione

 

 

DELITTO FORTUGNO: LEADER RAGAZZI DI LOCRI CRITICA TRASMISSIONE

“W L’ITALIA-DIRETTA” ED ANNUNCIA DIMISSIONI LOCRI (RC), 23/07/2007 – “Mi sono illuso di poter cambiare il mondo con l’entusiasmo e l’onestà”, con queste parole contenute in una lunga lettera pubblicata oggi in esclusiva dal ‘Quotidiano della Calabria’, il leader dei ragazzi di Locri, Aldo Pecora, annuncia di voler lasciare la guida del Movimento di ribellione alla ‘ndrangheta nato a Locri all’indomani dell’omicidio Fortugno.La decisione del giovane Pecora arriva a pochi giorni dalla messa in onda da Locri della trasmissione di Riccardo Iacona ‘W l’Italia Diretta’: “tutti ad occuparsi – scrive il leeader del Movimento anti-‘ndrangheta – degli effetti ma mai chiedersi quali sono state le cause che li hanno prodotti”.Pecora si domanda come mai non sia stata approfondita la questione del buco di 140 milioni di euro alla Asl di Locri, dove la vedova Fortugno era Vice direttore sanitario, rivelando anche che la stessa Maria Grazia Laganà, oggi deputato, avrebbe “sponsorizzato la medesima lista – una delle due – della Margherita alle scorse elezioni provinciali di Reggio Calabria” assieme al consigliere regionale Domenico Crea, subentrato a Fortugno ed indicato quale referente politico dei presunti mandanti dell’omicidio del Vicepresidente del Consiglio regionale calabrese e marito dell’On. Laganà.“Sto cominciando a convincermi – scrive in chiusura il giovane ventunenne annunciando le proprie dimissioni da portavoce del Movimento – che forse quello ad essere sbagliato sono proprio io, troppo asimmetrico rispetto a questa realtà”.AMMAZZATECITUTTI-PRESSUfficio Stampa Movimento “E adesso ammazzateci tutti”

www.ammazzatecitutti.org

 

 


COMUNICATO STAMPA – DOCUMENTO UFFICIALE MOVIMENTO “AMMAZZATECI TUTTI”

“Se lascia Aldo Pecora lasciamo tutti”

A seguito delle polemiche successive alla trasmissione “W l’Italia – diretta” di Iacona andata in onda il 17 luglio 2007, il Movimento “Ammazzateci tutti” intende precisare la propria posizione in merito a tali polemiche.
E’ una peculiarità tutta calabrese che, nonostante la consapevolezza di essere tenuti in scacco da inquietanti affiliazioni e poteri forti che addirittura si sostituiscono ad uno stato troppo spesso impotente, la società civile, i giornalisti e le nostre “menti” più in vista, da una settimana a questa parte, piuttosto che indignarsi a causa dell’immagine stravolta che si è voluta dare della nostra terra all’Italia intera, abbiano preferito dare spropositata importanza a sterili polemiche costruite su effetti di cause sulle quali però si ha tutt’ora paura di indagare.
La piazza vuota di Locri, l’assenza di noi ragazzi in quella piazza o meglio su quel set “da fiction”.
Perché avremmo dovuto prestare i nostri volti ad una farsa, ad uno sceneggiato che si discosta nettamente da quelli che sono da sempre stati i nostri intenti, la nostra voglia di sperare e costruire nei fatti, la forza di una terra che è stanca di piangersi addosso e che non aspetta altro se non le telecamere per mostrare la propria demotivazione?
Perché questo è stato il taglio che si è voluto dare alla trasmissione. Non prendiamoci in giro e non perdiamoci in inutili disquisizioni facendo il gioco di chi, come la ‘ndrangheta, vuole che questa sia una terra offesa e dimenticata, priva di quell’orgoglio che, invece ci contraddistingue.
E per quanto le parole dei magistrati Gratteri e De Magistris abbiano cercato di fornire spunti per uno “speciale” che fosse realmente “di inchiesta” denunciando una situazione di emergenza in cui è addirittura “messo in crisi lo stesso stato di diritto”, il conduttore ha accuratamente evitato, in diretta, di cogliere quegli spunti e chiedere conto almeno dell’abominevole numero dei consiglieri regonali indagati. Quello sì che sarebbe stato un vero e pericoloso argomento di rilevanza.
Ma noi siamo calabresi, noi non siamo autorizzati a fare altro se non recitare il solito copione di coloro che sanno solo piangersi addosso.
E quella piazza era assordante nel suo silenzio. Nel silenzio della società civile e dei giovani assenti, stanchi di essere comparse di un film dall’epilogo che altri vorrebbero come già scritto.
Eppure in un intervista su “l’Unità” (non in trasmissione come ci saremmo aspettati) Iacona stesso ha ammesso che in Calabria la situazione politica è inquietante e che troppo spesso sono state tentate strumentalizzazioni e divisioni proprio su noi ragazzi, guardandosi bene dal denunciarne però gli autori.
E adesso che Aldo Pecora ha fatto la sua scelta, lanciando un’ultima sfida ai politicanti ed un ultimo SOS ai suoi amati “conterronei”, forse qualcuno nei palazzi che contano starà stappando lo spumante offerto dagli ignari contribuenti. Forse qualche confratello starà sorridendo soddisfatto affiancato da qualche scagnozzo della Locri ‘ndranghetista a cui avrà offerto lavoro e ricchezza.
Per questo motivo chiediamo pubblicamente ad Aldo di ripensarci e di continuare a farci da portavoce, come ha brillantemente fatto fino ad oggi in tutta Italia. Se molla lui molliamo tutti.

Roma, 24 luglio 2007

Il Movimento “Ammazzateci Tutti”
coordinamento nazionale, coordinamento Calabria, coordinamento Sicilia, coordinamento Lazio, coordinamento Toscana, coordinamento Lombardia, coordinamento Veneto.

Auto in panne Comments

Auto in panne

(foto di Mariastio da flickr)

 

Dalle dieci di questa mattina di rientro dalla tappa di Roma, Pino Masciari e la sua scorta sono bloccati per un problema allo sterzo.

Sono in una regione a nord del Lazio, ovviamente rimarremo vaghi, ma specifichiamo invece che si trovano bloccati in una zona industriale senza conforti: nè un bar nè una trattoria per rinfrancarsi dal caldo e attendere.

Forse un’altra vettura adatta sarà disponibile verso le 17…le 18…. speriamo prestissimo.

Non c’è stato modo di ricevere maggior e più efficace supporto. Attendiamo notizie sperando che l’ipertensione di Pino non faccia scherzi. Episodio logorante.

AGGIORNAMENTO DELLE 18:14

Sono ancora lì. Fermi. Pino è amareggiato e dice:”sono cose che succedono ma abbiamo sentito i Carabinieri di X e non ci hanno neanche mandato una macchina per poter almeno andare a mangiare nell’attesa. E ho parlato con un maggiore!”

Un uomo che si è affidato allo Stato e tre uomini servitori dello Stato sono digiuni da 8 ore.

(L’auto blindata di Pino Masciari)

AGGIORNAMENTO DELLE 18:40

Finalmente è arrivata l’auto. Ora possiamo specificare che si ringrazia la collaborazione del comando provinciale di Arezzo per aver dimostrato insensibilità alla situazione subita da Pino Masciari e dagli uomini della sua scorta.