Blog degli Amici di Pino Masciari

Gli amici di Beppe Grillo di Catanzaro al V-DAY fanno intervenire Pino Masciari telefonicamente Comments

Gli amici di Beppe Grillo di Catanzaro al V-DAY fanno intervenire Pino Masciari telefonicamente

dal Meetup Amici di Beppe Grillo di Catanzaro

Data: 9 settembre 2007

L’atteso V-Day si è consumato. Il giorno del “vaffa…” popolare voluto da Beppe Grillo per denunciare «tipicità italiane che non ci vanno giù» è trascorso ma non senza rumore. Da piazza Brindisi a Lido, nonostante il cattivo tempo, Catanzaro ha dato il suo contributo all’iniziativa grazie al lavoro dei giovani di “Catanzaro Meetup”, sito libero dove vengono lanciate proposte e affrontati temi d’attualità. Dallo spazio virtuale, dove si cerca di fare «la politica vera mirata alla risoluzione di problemi concreti», Massimiliano Capalbo e gli altri giovani del web hanno deciso di scendere in piazza per sensibilizzare la cittadinanza. Dalla raccolta firme per sottoscrivere il documento “Parlamento pulito”, si è passati a quella contro l’attivazione della centrale elettrica a Simeri Crichi. Subito dopo si è dato spazio all’associazione “HackerLab” che ha tenuto un workshop sulla promozione del software libero, per poi parlare di “Esempi di buona amministrazione” con il sindaco di Falerna, Daniele Walter Menniti, distintosi per aver fatto demolire alcune villette abusive, e il sindaco di Olivadi, Renato Puntieri, che ha incentivato la raccolta differenziata e voluto, nel suo paese, una centrale eolica. Prima di passare alla festa musicale la telefonata a Pino Masciari, imprenditore catanzarese costretto a nascondersi per aver denunciato chi gli chiedeva il pizzo. La manifestazione si è conclusa con le esibizioni live dei “Last Faith”, “Quetzal”, “Avidamente” e Baby on the green sofa.

da gazzettadelsud.it

(da my catanzaro)

 

Un abbraccio agli amici di Beppe Grillo di Catanzaro e complimenti!

L’imprenditore anti-racket: “Lo stato faccia la sua parte” Comments

L’imprenditore anti-racket: “Lo stato faccia la sua parte”

CalabriaOra – L’imprenditore anti-racket: “Lo stato faccia la sua parte” – 11 settembre 2007

Lettera aperta di Pino Masciari Comments

Lettera aperta di Pino Masciari

Giustizia lontana e in bilico

Foto di giuli@

 

Lettera aperta dell’Imprenditore Pino Masciari

Sono un imprenditore edile calabrese sottoposto a programma speciale di protezione da parte del Ministero dell’Interno dal 18 ottobre 1997, unitamente a mia moglie e i miei due bambini, perché ho denunciato la criminalità organizzata la “ ’ndrangheta ” e le sue collusioni nella sfera Politica-Istituzionale. Da tali denunce sono scaturiti diversi processi e numerose condanne tra le quali anche contro qualche Magistrato . Tale scelta ha sconvolto l’esistenza di un’intera famiglia, perché siamo dovuti fuggire dalla nostra terra per salvarci la vita. Ciò mi ha portato all’esilio, alla perdita delle mie imprese di costruzioni edili e mia moglie ha dovuto rinunciare alla sua professione di medico odontoiatra.

Ebbene, dopo le intimidazioni e le minacce al Presidente dell’ANCE di Catania, Andrea Vecchio, e al Presidente della Camera di Commercio di Caltanisetta, Marco Venturi, l’Associazione degli Industriali Siciliani ha stabilito una norma che sarà inserita anche da Confindustria a livello nazionale : “ gli imprenditori che non si ribellano al racket delle estorsioni pagando il pizzo e in qualunque forma collaboreranno con la mafia saranno espulsi da Confindustria”.

Solidarietà è stata espressa dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal mondo Politico- Istituzionale.

E’ giusto! Via gli imprenditori che pagano il pizzo, via chi paga le tangenti e via anche i politici che prendono le tangenti, via ogni forma di illegalità!

Io da imprenditore mi sono ribellato denunciando all’ Autorità Giudiziaria il sistema che mi rendeva vittima, in un periodo, più di dieci anni fa, quando di ‘ndrangheta non se ne parlava o se ne parlava poco.

Sono stato ossequioso delle leggi dello Stato e mi sono affidato ad Esso e mi chiedo perché in questi lunghi anni non ho avuto sostegno e sono stato dimenticato? Io rientro nella categoria dei testimoni di giustizia, ho visto passare davanti a me diverse legislature e solo da pochi mesi ho riscontrato una certa sensibilità da parte delle Istituzioni.

Per cui chiedo al Presidente della Repubblica, Al Primo Ministro e al suo Governo, alle Associazioni di categoria, alla Società Civile, se è giusto per un imprenditore, che ha inteso fare solo il proprio dovere mettendo a rischio la vita dell’intera famiglia, ritornare ad appropriarsi della sua dignità di Cittadino Italiano e dell’esercizio della sua attività imprenditoriale; se è giusto che il rischio di vita cui è esposto diventi motivo di effettiva protezione da parte dello Stato e non limitazione alla propria libertà.

Io ho fatto la mia parte, lo Stato faccia la sua per dare risposte positive ad un padre di famiglia, imprenditore e cittadino onesto.

Lì 10 settembre 2007