“LO SCUDO PER LE BANCHE È LEGGE” – PER GLI ITALIANI IN DIFFICOLTÀ SI VEDRÀ IN FUTURO….FORSE!

Ieri è stato dato il via libera alla conversione in legge del cosidetto “Decreto Salvabanche”, in tempi record come non siamo abituati a vedere nel nostro paese. Ora in primis MPS vedrà ricapitalizzato il suo capitale ed in futuro tutte le altre banche che si trovassero in difficoltà, e ce ne sono molte tra cui Carige, Veneto Banca, Popolare di Vicenza ecc…., potranno dormire sonni tranquilli avendo come “salvagente” questo nuovo decreto legge. Senza contare sulla lista dei grandi debitori insolventi che ne viene continuamente rimandata la sua “rivelazione”, perchè guai a far sapere al popolo chi ha messo in ginocchio il sistema bancario, guai a sapere per colpa di chi molti risparmiatori hanno perso ogni cosa. Ovviamente chi continuerà a dormire sonni molto meno tranquilli sono i cittadini italiani in difficoltà, quelli che non arrivano a fine mese, i disoccupati e soprattutto chi un lavoro ed una casa non ce l’ha più a causa di un terremoto la cui speranza è stata calpestata da false promesse ripetutamente disattese, per loro metter su una casa prefabbricata se son fortunati ci vogliono alcuni mesi, per loro avere un alloggio di fortuna significa essere fortunati in una vergognosa estrazione a sorte. Questo è diventato il nostro paese, un salvagente per i ricchi e per i grossi imprenditori ed un cappio pronto all’uso per il popolo!

Lo scudo per le banche è legge

Il provvedimento disciplina la ricapitalizzazione di Mps. Estesi i termini per rimborsi agli obbligazionisti delle quattro banche salvate. Salta la black list sui grandi debitori insolventi

Diventa legge lo scudo da 20 miliardi di euro per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano. Ieri la Camera dato il via libera finale alla conversione in legge del decreto salva-risparmio, varato dal governo nelle ore successive al fallito aumento di capitale del Monte dei Paschi  di Siena. Il provvedimento è passato con 246 voti favorevoli, 147 contrari e 22 astenuti, dopo avere incassato mercoledì l’ok alla questione di fiducia posta sul testo uscito dal Senato in prima lettura. «Un passo avanti per garantire più sicurezza economica a famiglie e imprese», ha scritto su Twitter, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Un tassello negli sforzi per garantire il sistema del credito, che arriva quando manca una settimana alla pubblicazione del rapporto-Paese stilato dall’Unione europea, che alla situazione del credito in Italia dedica un ampio capitolo, mettendo in risalto la necessità di continuare a intervenire sugli non performing loan.

Garanzie. Il cuore degli interventi riguarda la ricapitalizzazione precauzionale delle banche in crisi e l’ingresso dello Stato nel capitale degli istituti. Eventualità, quest’ultima, che dopo Mps  potrebbe ora essere adottata per la Popolare di Vicenza e per Veneto Banca. Il salva-risparmio dà infatti la possibilità di concedere una garanzia dello Stato sulle passività degli istituti con sede in Italia che abbiano un patrimoni netto positivo, ma bisogno di liquidità; alle banche in risoluzione e alle good bank nate da processi di risoluzione. Gli istituti che godranno della garanzia dovranno a loro volta presentare un piano di ristrutturazione, a meno che non rimborsino gli aiuti entro due mesi.

Valutazione. Sono stati fissati i criteri per determinare il prezzo delle azioni da attribuire ad azionisti e creditori degli istituti messi sotto ricapitalizzazione precauzionale distinguendo tra quotate e non quotate. Per evitare sopravvalutazioni il prezzo delle banche presenti a Piazza Affari sarà agganciato all’andamento del titolo nei 30 giorni precedenti l’operazione. Nel caso di sospensione della contrattazioni per oltre 15 giorni, (ed è questo il caso di Mps ) il valore dell’azione sarà il minore tra il prezzo di riferimento medio sui 30 giorni e quello determinato in base alla consistenza patrimoniale e ai criteri previsti per le non quotate. Sono stati determinati due livelli di sconto sul valore delle azioni: uno per gli obbligazionisti subordinati i cui titoli saranno convertiti in azioni e uno per il Tesoro. Per lo Stato è previsto uno sconto al 25% contro il 15% degli azionisti, Gli istituti che riceveranno il sostegno pubblico potranno contare sulla neutralità fiscale del burden sharing, vale a dire la condivisione dei rischi tra azionisti e obbligazionisti

Rimborsi. Tra le modifiche approvate durante il percorso parlamentare è prevista anche l’estensione al 31 maggio dei termini per richiedere i rimborsi forfettari per i risparmiatori delle quattro banche regionali messe in risoluzione a novembre 2015 (Banca Marche, Banca Etruria , CariChieti e CariFerrara). La platea degli aventi diritto viene inoltre estesa al secondo grado di parentela. Ma nessun meccanismo di compensazione sarà previsto per chi ha acquistato obbligazioni subordinate di una banca in risoluzione dopo il 1 gennaio 2016, data di entrata in vigore della direttiva europea sul bail-in, in quanto si presume che l’investitore conosca i rischi connessi ai prodotti scelti.

Anti-speculazione. Come richiesto dalla Consob in audizione, si prevede un limite al riacquisto delle azioni che il risparmiatore ottiene con l’applicazione del burden sharing. Il ristoro non potrà superare il prezzo d’acquisto.

Black list. La proposta avanzata dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, di rendere pubblici i nomi dei primi cento debitori insolventi delle banche salvate dallo Stato è stata accolta soltanto in parte. La maggioranza si è limitata a decidere che il Tesoro dovrà presentare al Parlamento una relazione quadrimestrale con i profili di rischio anonimi di quanti vantino un debito pari o superiore all’1% del patrimonio creditrice.

Compensi. In quanto azionista, il Mef potrà stabilire un tetto allo stipendio dei componenti del consiglio d’amministrazione e dei manager delle banche salvate. Nel momento in cui entrerà nel capitale di una banca avrà inoltre il potere di revocare o sostituire i consiglieri e il direttore generale.

Bcc. Anche il credito cooperativo potrà godere delle cosiddette Dta (deferred tax asset). Le bcc potranno in questo modo trasformare in credito d’imposta le perdite derivanti dalle svalutazioni dei crediti effettuati fino al 2015. Una misura che secondo la relazione tecnica varrà circa 6,2 miliardi

Popolari. In attesa che la Consulta si pronunci sulla costituzionalità delle norme sul diritto di recesso dei soci delle popolari che si trasformeranno in spa, ogni proroga o decisione che riguarda la riforma del comparto è congelata. Nel caso comunque che il Mef entri nel capitale di una popolare si muoverà come un azionista di una spa. Non varrà quindi il principio del voto capitario. Una misure pensata forse con in vista di interventi sulle due venete.

Educazione finanziaria. All’ultimo sono state infine trovate risorse per favorire l’educazione finanziaria degli italiani. A tale scopo sarà destinato 1 milione di euro l’anno e sarà istituito un comitato di 11 componenti per programmare e coordinare le attività. Un organismo che dovrà essere istituito entro 3 mesi, ha ricorda il presidente della commissione Finanze della Camera, Maurizio Bernardo.

milanofinanza.it