La lista nera che spaventò lo Stato: così un accordo salvò ministri e politici – Blog degli Amici di Pino Masciari

La lista nera che spaventò lo Stato: così un accordo salvò ministri e politici

Commenti

  1. Ettore Ferrero... ha detto:

    La consacrazione del primo Maxiprocesso a Cosa nostra avvenne nel mese di Gennaio del 1992, quando la Suprema Corte inflisse pene definitive a boss, affiliati e gregari della mafia.
    Due mesi dopo, l’eurodeputato Salvo Lima, viene ammazzato.
    Da quel momento, la politica italiana rappresentata da alcuni di essi, si sente disposta a promuovere una Trattativa con la mafia pur di avere salva la vita.
    Il boss dei boss, Totò Riina, prende al balzo la situazione, e in dodici punti scrive un “ Papello”, in cui sono elencate tutte le richieste da far pervenire a codesti politici.
    Ovviamente lo stato dispone che ciò venga realizzato attraverso dei mediatori: da una parte il Ros con il Colonnello Mario Mori, dall’altra Vito Ciancimino.
    A questo punto avviene l’imprevedibile: il boss dei Corleonesi, Totò Riina, ha lo stato in pugno. Ma perché si realizzino i punti del “Papello” deve eliminare chi sta continuando a contrapporsi ad essi.
    A farne le spese saranno i Magistrati, Dottor. Giovanni Falcone e Dottor. Paolo Borsellino: il primo per essere oggetto di attenzione da parte della mafia, in quanto ideatore di proposte che esaltano la lotta alle mafie – nascita della DDA, del Ros, della PNA, della DIA -, il secondo perché a conoscenza di tale Trattativa si frapponeva ad essa, quindi andava ucciso.
    Una Black list e la figura dello struzzo…-