Rassegna Stampa – Pagina 150 – Blog degli Amici di Pino Masciari

Categoria: Rassegna Stampa

Il fatturato della ’ndrangheta vale più del Qatar: 44 miliardi Comments

Il fatturato della ’ndrangheta vale più del Qatar: 44 miliardi

Riportiamo un articolo di Felice Manti apparso su “Il Giornale” alcuni mesi fa C’è un’azienda italiana che fattura 44 miliardi di euro. Quasi tre punti di prodotto interno lordo nazionale. È la ’ndrangheta, la...

Confindustria Calabria: fuori gli imprenditori vicini alla ‘ndrangheta Comments

Confindustria Calabria: fuori gli imprenditori vicini alla ‘ndrangheta

Riportiamo un articolo del quotidiano Nuova Cosenza sull’espulsione di 92 imprenditori calabresi da Confindustria Calabria; il presidente Umberto De Rose dichiara “Le regole del codice etico nazionale devono essere rispettate e chi non lo...

Usati e abbandonati Comments

Usati e abbandonati

Da ToscanaTV del 27/08/2008:

 

27/08/2008I testimoni di giustizia sono la dimostrazione del fallimento dello Stato.

Cittadini che hanno dato un contributo fattivo nella lotta alle varie mafie sono stati lasciati soli praticamente in condizioni di mendicita’. Sono tante le storie di questo genere come quella dell’imprenditore calabrese Pino Masciari, di due sorelle che hanno visto uccidere un compagno di classe e quella dei fratelli Verbaro che a Prato vivono dell’assistenza della chiesa. Ora anche il vescovo Gastone Simoni sta per gettare la spugna scrivendo al sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta che non e’ piu’ in grado di assisterli e nulla e’ stato fatto da autorita’ regionali e locali. Jacopo Pepi, avvocato dei due fratelli Verbaro, non si capacita del muro di gomma innalzato dalle autorita’ rispetto a chi per legge avrebbe diritto ad un riconoscimento da parte dello Stato e vorrebbe un intervento del ministro della Giustizia Alfano. ‘Nel corso degli anni c’e’ stato un comportamento omissivo di ostacolo alla difesa di queste persone – nota l’avvocato Pepi -, che purtroppo a differenza dei pentiti non avevano avuto mai a che fare con la giustizia e sanno meno come muoversi’. Giuseppe Verbaro ha fatto poi notare come avvocati, sacerdoti e anche giornalisti che si sono occupati della vicenda sono stati invitati a farsi i fatti propri, come se i testimoni di giustizia fossero dei vuoti a perdere di cui non occuparsi.

 

Per vedere il filmato, seguite il link: http://www.toscanatv.com/leggi_news_video?idnews=NL083758

 

“Testimoni di Giustizia Abbandonati” Comments

“Testimoni di Giustizia Abbandonati”

Da "La Nazione" del 27 agosto 2008:

"Testimoni di giustizia abbandonati"
Il vescovo scrive a Gianni Letta

Così il vescovo Gastone Simoni definisce in una lettera due calabresi, i fratelli Verbaro, che hanno dovuto abbandonare la loro casa secondo il programma di protezione, dopo aver testimoniato contro la ‘ndrangheta. E’ stato l’avvocato Pepi a rendere noto il comunicato.

Il vescovo della città scrive al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta a proposito di due persone che a Reggio Calabria testimoniarono contro la ‘ndrangheta e che oggi vivono a Prato grazie all’ospitalità del vescovo stesso.  "Testimoni di giustizia ridotti in una misera situazione e autorità regionali e comunali che per ora non hanno mantenuto le promesse di un fattivo contributo, almeno per pagare loro l’affitto di casa”, dice la lettera.

Masciari, Noviello e gli altri testimoni “Così lo Stato abbandona chi denuncia” Comments

Masciari, Noviello e gli altri testimoni “Così lo Stato abbandona chi denuncia”

Riportiamo un articolo di liberainformazione che ripercorre gli ultimi avvenimenti suscitati dall’articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera

 

Il Corriere: l’imprenditore di Vibo in esilio da anni. Il ministero: immagine falsata. Ma il commerciante campano ucciso dalla camorra non era protetto

Un’amara denuncia, una replica puntuale anche se parziale, la durezza dell’esilio a vita. La storia di Pino Masciari è la storia del travaglio e della paura dei testimoni di giustizia. Che troppo spesso si sentono abbandonati dallo Stato, dal punto di vista umano innanzitutto. Ultimo atto una dura polemica con il ministero del’Interno, mediata da alcuni articolo del Corriere della Sera. Con una polemica destinata a durare sulla vicenda dell’impenditore campano Domenico Noviello, ucciso dai Casalesi a maggio, mai entrato nel programma di protezione.

 

Persecuzione anche giudiziaria dei testimoni di giustizia e delle parti civili nei reati di mafia Comments

Persecuzione anche giudiziaria dei testimoni di giustizia e delle parti civili nei reati di mafia

Riportiamo un articolo apparso sul quotidiano locale Tam Tam rispetto alla vicenda della baronessa Cordopatri:
"Secondo la testimone di giustizia, baronessa Maria Giuseppina Cordopatri, le sue memorie difensive prodotte in un processo in cui era imputata e che si sarebbe concluso con “la ventottesima assoluzione in dieci anni ‘perchè il fatto non sussiste’ – pronunciata dal giudice monocratico di Roma, Mario Marotti, dopo un processo durato otto anni con l’imputazione di calunnia a danno del Servizio centrale di protezione – sarebbero state trasmesse alle Procure di Roma e Perugia, affinché si faccia luce sulla “persecuzione anche giudiziaria dei testimoni di giustizia e delle parti civili nei reati di mafia, attuata da parte degli organi preposti alla loro tutela".

Testimoni di giustizia intimiditi e minacciati nel silenzio istituzionale Comments

Testimoni di giustizia intimiditi e minacciati nel silenzio istituzionale

Riportiamo parte dell’articolo di oggi, 4 Agosto 2008, pubblicato sulla Gazzetta del Sud

 

"(…) I due cognati imprenditori e gestori anche di uno dei ristoranti più noti della zona, sono riusciti a rompere il muro dell’omertà e a trovare il coraggio di denunciare i loro aguzzini. (…) Ma passati i riflettori del processo "Azimut" i due cognati che hanno continuato a lavorare come sempre, nell’azienda di famiglia, hanno provato ulteriori dosi di pura paura. Alcune telecamere riprendono quotidianamente le loro attività ma da alcune settimane, a ridosso di un’incredibile sentenza assolutoria d’Appello di uno degli stralci del processo "Azimut", i due cugini sono stati oggetto di una inquietante sequela di atti intimidatori, di chiara matrice mafiosa.
(…) Una sequela impressionante di intimidazioni e minacce, a testimonianza che la ‘ndrangheta non dimentica e che non va mai in ferie. Il silenzio imbarazzante della società civile e delle istituzioni locali, poi, fa paura quanto i boss e le loro logiche criminali che infestano la nostra regione. La guerra contro la mafia si vince solo se le "forze sane" sono unite e coese."

 

Vincenzo Brunelli,
I testimoni di giustizia Grasso e Franzè rinunciano alla scorta per protesta Comments

I testimoni di giustizia Grasso e Franzè rinunciano alla scorta per protesta

"Il periodo di apparente tranquillità è passato. Per i testimoni di giustizia Giuseppe Grasso e Francesca Franzè, si torna nel limbo dell’inferno, della sofferenza. Giorno dopo giorno partono relazioni di ammonimento che nella migliore delle ipotesi si traducono in richiami ufficiali e diffide da parte degli uffici competenti. Anche se non mancano le denunce e gli arresti, quando il testimone di giustizia finisce per litigare con qualcuno della scorta. Una situazione difficile, che assume dei contorni a dir poco grotteschi perché un testimone di giustizia, che ha denunciato e fatto arrestare esponenti delle cosche e del clan Mancuso, con processi ancora aperti e con sentenze di condanna già incassate, viene trattato come un pacco da scaricare ad ogni costo. Una pratica da archiviare. (…)"

Gazzetta del Sud, venerdì 25 luglio 2008

Comunicato Stampa Testimoni di Giustizia Comments

Comunicato Stampa Testimoni di Giustizia

I TESTIMONI DI GIUSTIZIA, DIFRONTE ALLE PROTERVE OMISSIONI CHE LA BUROCRAZIA AMMINISTRATIVA CONTINUA AD ESIBIRE NEI LORO CONFRONTI E CHE DI FATTO PARALIZZA LA LORO VITA RENDENDO INAPPLICABILE LA LEGGE 45/2001 ( FLICK-NAPOLITANO) VOTATA ALL’UNANIMITA’ DAL PARLAMENTO ITALIANO , CHIEDONO UN INCONTRO PER DIALOGO E CONFRONTO CON IL MINISTRO DELL’INTERNO MARONI, PER UNA SOLUZIONE DEFINITIVA DI OGNI SINGOLO CASO.

 

 

Comunicato stampa di Pino Masciari in risposta alle note del Viminale Comments

Comunicato stampa di Pino Masciari in risposta alle note del Viminale

Il 9 luglio 2008 sono usciti degli articoli (123) basati su una nota del Viminale riguardo l’articolo su Pino Masciari e l’inchiesta sui Testimoni di Giustizia pubblicati sul Corriere della Sera.

In risposta pubblichiamo il comunicato stampa di Pino Masciari a puntualizzare la situazione che lo riguarda:

 

In relazione alla nota del Viminale diffusa in riferimento all’articolo del Corriere della Sera dell’8.7.2008 e relativo ai testimoni di giustizia – pur senza alcun spirito polemico ed attenendomi ai fatti – intendo precisare quanto segue:

– la Masciari costruzioni era una delle piu’ importanti imprese edili della Calabria. Aveva circa 100 dipendenti fissi piu’ decine di collaboratori, contratti in Italia e all’estero per decine di miliardi di lire, attrezzature per miliardi di lire.

– mia moglie, giovane odontoiatria, aveva uno studio ben attrezzato, clienti ed ottime prospettive di lavoro; il nostro tenore di vita era buono: avevamo la nostra casa, la casa al mare, altri immobili di proprieta’, i familiari vicino ecc…;