Categoria: Rassegna Stampa

Acmos, Libera e l’Associazione Antimafia Rita Atria, insieme in una tappa a Pisa Comments

Acmos, Libera e l’Associazione Antimafia Rita Atria, insieme in una tappa a Pisa

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E’ un boicottaggio?

Omertà e cultura stonano: potrebbe essere una “distrazione” anche verso il calabrese Masciari?

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Acmos, Libera e L’Associazione Antimafia Rita Atria, insieme in una tappa a Pisa

E’ UN BOICOTTAGGIO?

Omertà e cultura stonano: potrebbe essere una “distrazione” anche verso il calabrese Masciari? 

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In ricordo di Rita Atria – Pino Masciari a Roma il 23 Luglio 2007 Comments

In ricordo di Rita Atria – Pino Masciari a Roma il 23 Luglio 2007

 

Foto di foto di Marco Donatiello/DP Studio

Pino Masciari in Viale Amelia 23

 

 

“Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.”

Rita Atria

 

 

Altre immagini su www.ritaatria.it

Associazione mafiosa ed estorsione, <br /> chieste condanne per 98 anni Comments

Associazione mafiosa ed estorsione,
chieste condanne per 98 anni

La storia è quella di sempre; amaramente uguale nonostante siano passati anni e nel frattempo siano cambiati pure i governi. Cambia l’ordine degli addendi ma non il prodotto per i testimoni di giustizia che si ritrovano sempre al punto di partenza. O meglio di non partenza considerato che c’è chi come Pino Masciari, l’imprenditore di Serra San Bruno che dal‘97 vive con la famiglia in località protetta, a partire per seguire i processi in cui si è costituito parte civile non riesce proprio.
L’ultima “perla” risale a pochi giorni fa. Giorno 11 maggio Masciari avrebbe voluto essere a Crotone dove si svolgeva l’udienza a carico di undici imputati – due rispondono di associazione per delinquere, gli altri a vario titolo di estorsione semplice e di estorsione aggravata dalle modalità mafiose – conclusasi con la requisitoria del pm distrettuale Marisa Manzini. Procedimento che, come gli altri, vede l’ex imprenditore parte civile. Ebbene aveva comunicato la data anzitempo al Nop (Nucleo operativo di protezione) di competenza e anche quelle degli altri processi – il 22 dovrebbe essere a Catanzaro (Corte d’Appello), idem il 30 (ma in Tribunale) e nello stesso giorno a Roma (Cassazione) – ma, nonostante le verifiche effettuate dai militari del Nop, è stato contattato soltanto la vigilia del processo (giovedì 10) e tra l’altro alle 16,30 quando gli è stato detto che avrebbe viaggiato su un’autovettura non blindata.
Una storia assurda che è diventata paradossale e grottesca nelle ore successive a seguito del rifiuto di Masciari di viaggiare in quelle condizioni mettendo a repentaglio la sua vita e quella degli accompagnatori. Una storia che l’avvocato Maria Claudia Conidi ha posto all’attenzione della Commissione parlamentare antimafia, del Comitato testi, del ministro dell’Interno e della Commissione centrale ex art. 10 legge 82/91. Una denuncia bella e buona che mette in luce la difficoltà di vivere di Masciari e della sua famiglia, privati di ogni libertà, ma soprattutto della possibilità di essere presente «dove la giustizia intenderebbe chiamarlo».
Morale della favola, come accaduto altre volte e come del resto dallo stesso Masciari denunciato pubblicamente in televisione, a quel processo non ci è andato. Per gli altri non si sa. Per quello in corso davanti al Tribunale di Crotone, iniziato nell’ottobre del 2003, la prossima udienza è stata fissata per l’8 giugno. È probabile che i giudici emettano la sentenza. Intanto il pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini ha chiesto pene per complessivi 98 anni più 42mila euro di multe nei confronti degli imputati. Le richieste più pesanti riguardano Pietro Scerbo (16 anni) e Giovanni Trapasso (12 anni), entrambi rispondono di estorsione e associazione.
Le altre persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di estorsione semplice e aggravata. Si tratta di: Nicola Arena (9 anni e 6 mila euro di multa); Salvatore Vallelunga del ‘61, Damiano Vallelunga, Antonio Vallelunga e Cosimo Vallelunga (8 anni e 5 mila euro ciascuno); Rocco Vallelunga, Giovanni Vallelunga e Cosimo Franzè (7 anni e 4 mila euro di ciascuno); Salvatore Vallelunga del ‘59 (8 anni e 4 mila euro). Nei confronti degli stessi imputati è decaduto per intervenuta prescrizione il capo d’imputazione relativo alla violenza privata, mentre per altri reati sono stati assolti per non aver commesso il fatto.
Coinvolti nel procedimento – che rappresenta uno dei diversi tronconi in cui l’inchiesta fu suddivisa – anche Salvatore Cassaro, Cesare Napolitano, Luciano Battaglia e Mario Scarpino per i quali è stato disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. I reati trattati, infatti, sarebbero stati commessi nel periodotra il ‘90 e il ‘91.

Articolo originale dalla Gazzetta del Sud: Associazione mafiosa ed estorsione,chieste condanne per 98 anni

TANGENTI. ALTO  MAGISTRATO CONDANNATO DEFINITIVAMENTE A 3 ANNI Comments

TANGENTI. ALTO MAGISTRATO CONDANNATO DEFINITIVAMENTE A 3 ANNI

Da Michele Garrì Pubblicato – 24 maggio 2007- Calabria Ora TANGENTI. ALTO  MAGISTRATO CONDANNATO DEFINITIVAMENTE A 3 ANNI

Normativa antiracket, Pino Masciari da ben otto anni aspetta di definire la pratica Comments

Normativa antiracket, Pino Masciari da ben otto anni aspetta di definire la pratica

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it Ping-pong tra legge 44 e 45 per l’ex imprenditore dal ’97 testimone di giustizia Normativa antiracket, Pino Masciari da ben otto anni aspetta di definire la pratica Marialucia Conistabile 23 maggio 2007

I RAGAZZI DI LOCRI SCRIVONO UNA LETTERA PERTA AL GIORNALISTA DEL  QUOTIDIANO LA REPUBBLICA CURZIO MALTESE. Comments

I RAGAZZI DI LOCRI SCRIVONO UNA LETTERA PERTA AL GIORNALISTA DEL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA CURZIO MALTESE.

MOVIMENTO “E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI” – LOCRI NOTA STAMPA I RAGAZZI DI LOCRI SCRIVONO UNA LETTERA PERTA AL GIORNALISTA DEL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA CURZIO MALTESE. 25 aprile 2007

La pax della ‘ndrangheta soffoca Reggio Calabria Comments

La pax della ‘ndrangheta soffoca Reggio Calabria

Fonte: www.repubblica.it L’INCHIESTA/Chi comanda nelle città La pax della ‘ndrangheta soffoca Reggio Calabria dal nostro inviato CURZIO MALTESE 25 aprile 2007